Cambiamenti climatici

Confermata la deviazione delle correnti a getto

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Ci sono alcuni buffi personaggi della disinformazione che, allorquando si presentano per affrontare il tema della geoingegneria clandestina, meglio conosciuta con l'espressione “scie chimiche”, nel negare un'evidenza ormai sotto gli occhi di tutti, affermano: “Non ci sono prove dell'esistenza del fenomeno e d'altronde noi abbiamo eseguito le analisi delle scie di condensa ed abbiamo visto che il prodotto della combustione del carburante aeronautico è semplicemente acqua”.

Questi individui, con arroganza mista a superficialità, vengono spacciati al pubblico come esperti. È il caso di ClassMeteo TV, il cui palinsesto ha visto ripetute partecipazioni dell'illustre (si fa per dire...) Simone Angioni, chimico presso l'Università di Pavia ed esponente del famigerato C.I.C.A.P. Sono contenitori volti ad ingannare, come ovvio. È per questo che è nata la televisione...

Romeo GentileCi si potrebbe attendere che talune affermazioni siano il frutto di sviste, ma non è così, giacché anche gli altri pervicaci negazionisti (uno fra tutti LefouReloaded, al secolo Romeo Gentile) sono usi ad asserire che l'analisi delle loro scie di condensazione (1) mostrano solo acqua (2), nient'altro che acqua! Ma com'è possibile? Sarà piuttosto il contrario, visto che un velivolo A-330 inquina quanto 800 autoveicoli Euro 3. Eppure costoro insistono imperterriti, tanto sanno che il loro pubblico (la maggioranza, ahinoi) è abbastanza stupido da credere a queste fandonie.

Miliardari anonimi finanziano con fondi non tracciabili i climate debunkers

NegazionismoMilioni di dollari donati da anonimi miliardari a sostegno di centinaia di gruppi negazionisti, attivi nello screditare la scienza del cambiamento climatico. Fondi non tracciabili e provenienti dalla parte più conservatrice e ricca dell'America. Lo rivela un'inchiesta del Guardian.

120 milioni di dollari (90 milioni di euro circa) a sostegno di più di cento gruppi negazionisti donati da facoltosi miliardari tramite fondi segreti e non tracciabili.

Denaro che è servito negli anni a creare dei veri e propri gruppi di pensiero (i cosiddetti thinktankers), attivi in tutti i campi, dalla politica al mondo accademico, per screditare e mettere alla berlina la scienza del cambiamento climatico, portandola da fatto acclarato a dubbio amletico.

Denaro che proviene dalla parte più conservatrice dell'America e donato principalmente a due fondi fiduciari, il Donor trust, e il Donor capital fund. Fondi fiduciari che assicurano ai propri donatori che il capitale non verrà mai utilizzato per scopi liberali. I donatori infatti, come conferma Whitney Ball, a capo della Donors trust, hanno spesso idee divergenti su molte questioni, ma tutti sono d'accordo sulla strenua opposizione al taglio delle emissioni climalteranti.

Gravi errori sui dati climatici inerenti alle emissioni di gas serra

Gas serraLe emissioni di gas serra negli anni 1990 potrebbero essere state sottostimate per miliardi di tonnellate, gettando nel dubbio alcuni dei calcoli matematici alla base del Protocollo di Kyoto, e offrendo così potenzialmente una buona notizia sul tasso di progressione del cambiamento climatico.

Una ricerca internazionale guidata da scienziati dell’ente australiano di ricerca Csiro ha misurato i cambiamenti reali nella quantità di CO2 che si accumulava nell’atmosfera, contro la quantità di gas che ciascuna nazione ha detto di aver emesso.

E il quadro d’insieme non combacia, “come in un puzzle in cui mancano dei pezzi”. “La spiegazione più semplice è che vi sia stata una sottostima di circa il 7% in quel periodo di base degli anni 1990”, scrive il responsabile della ricerca Roger Francey della Divisione meteo e clima del Csiro sulla rivista Nature Climate Change. “L’aumento di CO2 nell’atmosfera non riflette le emissioni riportate. Questo può essere perché la metodologia per calcolare le emissioni nazionali era molto meno sviluppata di oggi, ed era accurata solo per pochi paesi. Quindi ci siamo affidati a stime molto più di quanto credessimo”, aggiunge.

Se è confermato che le emissioni negli anni 1990 erano più alte, vuol dire che non sono aumentate così rapidamente per arrivare ai livelli attuali, osserva Francey.

Significherebbe che le emissioni sono aumentate negli ultimi tre decenni entro la fascia media delle previsioni del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), anziché subire un’impennata a partire dal 2000.

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