Guerra alle libertà

Con la tecnologia di riconoscimento facciale trovati in 4 giorni 2930 ragazzi indiani che si erano persi

Con la tecnologia di riconoscimento facciale trovati in 4 giorni 2930 ragazzi indiani che si erano persiIn India, nel secondo paese più popoloso del mondo, trovare un bambino scomparso è un compito estremamente complesso. Ma grazie all'uso del riconoscimento facciale, si stanno facendo grandi progressi. Vi diciamo come.

RICONOSCIMENTO FACCIALE

In primo luogo, il Ministero delle donne e dello sviluppo infantile dell'India ha creato TrackChild,(1) un enorme database nazionale con fotografie di bambini scomparsi. Su questo sito web puoi vedere quali bambini sono scomparsi, quali sono stati trovati, segnalare nuovi casi e fare indagini legali.

La seconda parte di questo programma ha a che fare con la tecnologia di riconoscimento facciale (FRS, per il suo acronimo in inglese). Attraverso il software, l'organizzazione BBA è in grado di confrontare automaticamente le immagini dei bambini scomparsi con quelle di coloro che arrivano negli ospedali, negli orfanotrofi e in altre istituzioni del paese.

I risultati sono sorprendenti: in soli quattro giorni, il Dipartimento di Polizia di Nuova Delhi è riuscito a localizzare 2930 bambini ea riunirli con le loro famiglie durante il mese di aprile.

Privacy: l'Italia si allinea alle norme Ue. Varato il condono tombale sulla privacy

Privacy: l'Italia si allinea alle norme Ue. Varato il condono tombale sulla privacyIl governo, dopo innumerevoli esitazioni, ha finalmente trasmesso(1) alle Camere il decreto di adeguamento nazionale al regolamento europeo sulla privacy. Un decreto che, in verità, migliora di molto la “brutta” versione(2) che era circolata all’indomani dell’approvazione preliminare da parte del governo, il 21 marzo scorso.

Il Fatto quotidiano, peraltro, si è occupato estensivamente dell’iter della norma con diversi articoli.(3) Eppure, anche in questa che, presumibilmente, sarà la versione che il governo varerà definitivamente nei prossimi giorni, al fine di rispettare da un lato la scadenza prevista dalla legge delega (il 21 maggio), e dall’altro il termine del 25 maggio, c’è qualcosa che non quadra. Si tratta delle violazioni penali della privacy compiute sino al 25 maggio 2018.

Grazie infatti a due norme inserite nella prima stesura, ma non modificate dal governo nella meritoria opera di revisione successiva, chi ha violato la privacy anche in maniera massiva, non avrà alcuna conseguenza, se non il pagamento di pochi spiccioli. È la conseguenza dell’introduzione di quelli che sono gli articoli 24 e 25 dell’articolato normativo.

In pratica, chi si è reso responsabile di violazioni penali della privacy fino ad oggi, praticamente andrà esente da pena, mentre chi li compirà (anche dal punto di vista amministrativo e non solo penale) da ora in poi non solo si esporrà a “multe” fino a venti milioni di euro, ma non avrà nemmeno la possibilità di accedere ad una definizione agevolata delle eventuali violazioni.

Roberto Saviano: riflessioni sul World Press Freedom Day

Roberto Saviano: riflessioni sul World Press Freedom DayNel giorno del World Press Freedom Day l'intervento dello scrittore: "Giornalisti muoiono o vengono arrestati solo perché hanno scritto, non perché hanno insultato o diffamato, ma perché hanno raccontato, ipotizzato, scovato connessioni. Loro non credono che insultare sui social sia libertà, per loro libertà è poter raccontare ciò che vedono e per farlo rischiano la vita"

Celebriamo il World Press Freedom Day, la giornata internazionale della libertà di stampa patrocinata dall'Unesco, ringraziando chi rischia la propria vita per donarci conoscenza.

Ne tempo in cui conoscere significa appartenere a élite da abbattere, sembra quasi che chi fa informazione muoia per niente. Sembra che il lavoro di chi rischia la vita per raccontare ciò che accade realmente, sia costantemente messo in secondo piano da chi crede che i social media siano produttori di notizie e non luoghi in cui l'unica cosa che è davvero possibile condividere sono stati d'animo e poco più. Ogni volta che dite "è vero perché l'ho letto su Facebook" state condannando voi stessi alla cecità e i giornalisti che rischiano la vita all'isolamento.

Basta commentare l'ultimo tweet del Papa, del politico, dell'attore, del giornalista che amiamo o detestiamo per avere l'illusione che non esistano più barriere tra noi e quelli che ormai, con tutto il disprezzo che abbiamo in corpo, ci siamo abituati a chiamare “i potenti del mondo”. Vogliamo abbattere le caste, eliminare le disuguaglianze, valere quanto gli altri, ma solo sui social, dove provarci non costa nulla.

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