Biodiversità

In Brasile una megalopoli costruita dalle termiti

Nella foresta brasiliana di Caatinga le termiti hanno costruito grandi e complessi edifici a forma di torri con intricati sistemi di tunnel sotterranei

Le termiti hanno costruito grandi e complesse megalopoli composte da catene di tunnel sotterranei in un'area di circa 233.000 km quadrati

La più grande e complessa megalopoli terrestre non è stata costruita dall'uomo, ma neppure dagli extraterrestri: i suoi costruttori sono le termiti.

Un team di scienziati ha appena calcolato, con l'aiuto di immagini satellitari, la reale estensione della distesa dei tumuli di terra innalzati dalle termiti nella foresta di Caatinga, nel nord-est del Brasile. Hanno scoperto che è formata da circa 200 milioni di coni di terra alti fino a 2,5 metri e larghi fino a 9, che insieme ricoprono un'area di circa 233.000 km quadrati: più o meno quanto la Gran Bretagna.

Roy Funch (Universidade Estadual de Feira de Santana, Brasile) conosce queste sofisticate opere architettoniche dagli anni '80, ma è solo negli ultimi tempi che la deforestazione ha reso riconoscibili i blocchi di terra accatastati dalle termiti.

Questi insetti sociali sono conosciuti per la loro capacità di costruire complessi edifici a forma di torri con intricati sistemi di tunnel. I tumuli, però, sono qualcosa di diverso: non si tratta di nidi abitati, ma di cumuli di terra di riporto mentre questi animali lavorano a catene di tunnel sotterranei, sepolti tra un cono e l'altro e al sotto di essi. In migliaia di anni, la terra messa da parte si accatasta in queste strutture a forma di cono prive di strutture interne.

Riflessioni sul cambiamento climatico

L’informazione sul cambiamento climatico ha generato diversi dibattiti nell'ambito scientifico, ma anche stimolato l’informazione alternativa

Il dibattito sulla questione ambientale negli ultimi anni va sempre più focalizzandosi sui pericoli del cambiamento climatico e finalmente anche l’informazione alternativa comincia ad approfondire l’argomento.

In questo contesto, però, c’è una sorta di pregiudizio che rende sterile la discussione. Siccome la controinformazione su internet è nata ed ha tratto la sua forza dal mettere in dubbio le versioni ufficiali di eventi storici come l’11 settembre e lo sbarco sulla luna, c’è la tendenza a diffidare a priori di qualsiasi notizia proveniente dai media di regime. Quello che viene definito complottismo ha il merito di mettere sulla graticola la narrazione ufficiale del potere, ma spesso scade in polemiche senza capo né coda; e non solo su argomenti che sfiorano la paranoia come scie chimiche, armi psicotroniche o maremoti artificiali.

Io non posso essere matematicamente certo che sia in atto un cambiamento climatico con o senza aumento della temperatura, perché i dati scientifici a cui posso accedere provengono da istituzioni governative quali la NASA, il NOAA o l’ICCP. Grandi istituzioni su cui io, povero diavolo qualunque, non ho alcun controllo. Mi devo fidare. Tuttavia, dopo che l’ente spaziale americano, molto probabilmente, ci ha rifilato uno finto sbarco sulla luna, prendere per veritiere le sue dichiarazioni diventa problematico. Le cospirazioni esistono e so che anche i paranoici hanno nemici. Di conseguenza non posso escludere che anche in questo frangente ci sia un secondo fine con lo scopo di inchiappettare l’umanità per l’ennesima volta.

Il mio stesso subconscio cospira costantemente contro di me, mi sabota e io inciampo e non ho certezza alcuna. Questa è l’epoca in cui viviamo, la realtà si è frammentata in miriadi di cocci impalpabili, ma ancora ci sono cercatori di Verità che spesso hanno seguaci pugnaci.

Amazzonia e popoli indigeni in pericolo

Amazzonia e popolazioni indigene del Brasile sotto tiro del nuovo presidente Jair Bolsonero, che vuole abolire il ministero dell'ambiente

Amazzonia e popoli indigeni in pericolo se verrà abolito il ministero dell'ambiente

A un passo dalla vittoria, Jair Bolsonero ha fatto promesse ben chiare: abolirà il ministero dell'ambiente, cancellerà la legislazione ambientale, aprirà le terre indigene allo sfruttamento minerario, abbandonerà l'Accordo di Parigi e asfalterà un'autostrada che taglia in due l’Amazzonia, per aprirla agli allevamenti di bestiame e alle piantagioni di soia. La sua intenzione è chiara: cancellare la foresta amazzonica.

I comizi di Bolsonero sono pieni di retorica razzista, omofobica, autoritaria e misogina, e apologia della spietata dittatura che governò il Brasile 40 anni fa. In tutta l'Amazzonia, i taglialegna illegali, i minatori, i land grabber, così come i grandi proprietari terrieri si sono radunati dietro al suo stendardo. Non si aspettano che Bolsonaro faccia rispettare la legge. Al contrario, la speranza è che egli adempia la sua promessa di annientare quasi tutte le misure di protezione dell'ambiente e degli indigeni.

“Invece di diffondere il messaggio che combatterà la deforestazione e il crimine organizzato, dice che attaccherà il ministero dell'ambiente, l'Ibama e l'ICMBio [le agenzie federali ambientali del Brasile].” - spiega l'attuale ministro dell'ambiente brasiliano Edson Duarte, che pure ha drammaticamente tagliato i fondi alle stesse agenzie ambientali - “È come dire che ritirerà la polizia dalle strade. L'aumento della deforestazione sarà immediato. Ho paura che si scateni una corsa all’oro, a chi arriva prima. Sanno tutti che chi occupa la terra illegalmente, potrà contare su autorità compiacenti. Saranno sicuri che nessuno li disturberà”.

Le politiche ambientali di Bolsonaro sono legate all'atteggiamento razzista nei confronti delle minoranze e delle popolazioni indigene del Brasile. In un discorso dell'anno scorso, ha dichiarato che: “le minoranze devono piegarsi alla maggioranza ... Le minoranze [devono] adattarsi o semplicemente svanire.”

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