Strategie

Nuovo sistema antimissile in Europa. Pure la Russia piazza il suo

Missili russiParlando ad un incontro sull’Industria della Difesa, il presidente russo ha detto che il dispiegamento del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti in Romania e Polonia, “non è difensivo, ma rientra nella potenza nucleare degli Stati Uniti schierato nell’Europa orientale”, e che la Russia non rimarrà a guardare mentre Stati Uniti e NATO cercano di limitare il potenziale delle forze strategiche russe.

“Ora, con l’introduzione di tali sistemi, dobbiamo pensare come fermare le minacce alla sicurezza della Federazione russa. Ci siamo offerti di cooperare e collaborare con i partner statunitensi, ma hanno rifiutato”, ha detto Vladimir Putin. “Non si sono offerti di collaborare, ma semplicemente di ascoltare i loro discorsi senza riguardo per le nostre preoccupazioni”, ha detto. Ricordiamo che nella base di Deveselu in Romania, il sistema missilistico Aegis Ashore degli Stati Uniti è già attivo.

In Polonia, una base della difesa missilistica è in costruzione a Redzikowo. Inoltre, alle frontiere marittime della Russia (ad esempio nel Mar Nero) vengono schierati cacciatorpediniere statunitensi equipaggiati con il sistema Aegis ed aerei spia statunitensi sono quasi sempre avvistati dalle difese russe. Come più volte dichiarato dal Viceministro della Difesa Anatolij Antonov, dato lo sviluppo illimitato della difesa missilistica occidentale che può intercettare i missili balistici intercontinentali russi, sono necessarie risposte finché i capi di NATO e Stati Uniti vedono la Russia come Paese “grande e moderno, ma nemico”, e addestrano i loro piloti militari a bombardare con armi nucleari “un certo grande Paese”.

La nuova globalizzazione cinese

La nuova globalizzazione cineseL’imperialismo teme che i grandi progetti infrastrutturali della Cina possano sfidare l’ordine mondiale guidato dagli USA

La Repubblica popolare cinese ha ospitato un summit il 14 maggio chiamato Iniziativa “One Belt, One Road”, noto anche come progetto Nuova Via della Seta. Vi parteciparono ventiquattro capi di Stato e rappresentanti di 130 Paesi di Asia, Africa, America Latina ed Europa. Settanta Paesi hanno firmato accordi con la Cina per parteciparvi. La “Belt” è la cintura economica della Via della Seta, comprendente lo sviluppo delle rotte via terra dalla Cina ad Asia centrale, Iran, Turchia ed Europa orientale.

La “Road” è la Via della Seta Marittima. Ciò riguarda porti e infrastrutture costiere dall’Asia sudorientale all’Africa orientale e al Mediterraneo. Il progetto prevede una rete di vie commerciali con nuove linee ferroviarie, porti, autostrade, oleodotti, impianti di telecomunicazione e centri energetici che colleghino Paesi di quattro continenti, includendo i finanziamenti per promuovere la pianificazione urbana, l’acqua potabile, la sanità e lo sviluppo alimentare.

La Cina lo definisce “il piano del secolo” e descrive il progetto come rinascita dell’antica Via della Seta con la tecnologia del ventunesimo secolo.

Facebook manipolata dai governi

Facebook manipolata dai governiIl social network pubblica uno studio su come governi e altri attori usino profili finti e attività coordinate per condizionare l’opinione pubblica. Ecco cosa emerge

Dopo mesi di polemiche su fake news, propaganda, attacchi informatici condotti da Stati e relative diffusioni di dati, Facebook esce allo scoperto e prende posizione sul tema. Il social network ha infatti pubblicato il suo primo rapporto sulle “operazioni di informazione”, guerre informative tra Stati condotte in modo sotterraneo anche attraverso la piattaforma.

Le information operations e Facebook

Cosa siano le “information operations” lo spiega lo stesso report. Si tratterebbe di “azioni intraprese da attori organizzati (governi o soggetti non-statali) per distorcere il sentimento politico interno [a una nazione, ndr] o esterno [in una nazione straniera, ndr], soprattutto per raggiungere un obiettivo strategico e/o geopolitico”. Tali operazioni “includono una combinazione di metodi, quali notizie false, disinformazione, reti di profili finti diretti a manipolare l’opinione pubblica”.

Metodi definiti dal report come “amplificatori falsi”, ma ci torniamo.

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