Operazioni belliche

Siria: jet Usa fa strage di bambini

Strage di bambini a ManbjiLa morte di 125 innocenti non merita inviati, peluche. Nessuna pietà per i poveri sfollati siriani

Partiamo da un dato: notizia e foto della strage di Manbji, su Globalist, letta e viste da più di 130mila persone.

Un numero che cresce di ora in ora. Parto da questo dato non per una autocelebrazione, ma solo per trovare quelle che forse sono le ragioni di questo dato.

Intanto, riepiloghiamo il Fatto: a Manbji, una città siriana al confine con la Turchia, un bombardamento aereo americano ha fatto 125 vittime.

Per lo più, donne, bambini e vecchi. Ero stato avvertito, e confesso che non ho voluto guardare le foto. Ma, me le hanno raccontate. Uomini anziani, donne e bambini, sfollati, in fuga dall'Isis che aveva ridotto al minimo la popolazione adulta maschile.

Perché tanti lettori su Globalist?

Semplice, perché la notizia altrove era praticamente assente. Centoventicinque morti, con un buon numero di bambini, senza passaporto per il mondo, e per le news. Morti senza memoriale, senza candele, senza bigliettini, senza peluche, senza inviati, senza prime pagine, senza l'esercizio di cronache strazianti.

Imponente flotta Usa e Nato si dirige verso la Turchia

Flotta Usa verso la TurchiaUn sinistro rapporto del Consiglio di Sicurezza (SC) (1) che circolava oggi al Cremlino afferma che l'Agenzia Federale per il Trasporto Aereo (Rosaviatsiya) (2) è stata autorizzata a vietare a tutti i cittadini russi qualsiasi viaggio verso la Repubblica della Turchia (3), dopo che il Ministero della Difesa (MoD) (4) ha riferito che due flotte navali USA-NATO, attualmente operanti nel Mar Nero, si sono unite ed hanno iniziato a navigare verso le acque territoriali turche e che comprendono le 14 navi da guerra che il Governo turco aveva riferito come "mancanti" dalla propria flotta militare. (5)

Secondo questo rapporto, al momento del fallito tentativo di colpo di Stato USA-CIA del 15 Luglio (6) contro il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan (sul quale il MoD lo aveva messo in guardia nello scorso Dicembre) (7), due flotte USA-NATO nel Mar Nero stavano conducendo delle esercitazioni navali (simulazioni di guerra) senza precedenti per la loro estensione geografica – la prima denominata come “Black Sea Breeze” (8) e la seconda come “Sea Breeze 2016”. (9)

Il rapporto fa notare che il MoD aveva “avvertito da tempo” che era stato progettato di utilizzare queste navi da guerra USA-NATO per sostenere il tentativo (ormai fallito) di colpo di Stato contro il Governo democraticamente eletto della Turchia – cosa che è stata confermata nelle prime ore di oggi quando hanno interrotto le loro manovre “già pianificate” ed hanno cominciato a muoversi in formazione “da battaglia” verso le acque turche.

I nuovi attentati sono la Pearl Harbor dell'Europa

Attentati EuropaDopo Parigi, Bruxelles, e la prossima “tappa” quale sarà? Milano, Roma? Quattro mesi dopo la strage del Bataclan che provocò 130 morti innocenti, tocca alla capitale belga piombare nell'incubo attentati.

Tre esplosioni, probabilmente coordinate, all'aeroporto di Zaventem e alla stazione della metro di Maalbeek hanno causato almeno 34 morti (14 nello scalo e 20 nella metro) e 136 feriti.

Ma il bilancio purtroppo è ancora provvisorio. Tra i feriti vi sono 2 o 3 italiani. L'Isis ha rivendicato le azioni e minaccia: non ci fermeremo. Due le esplosioni (almeno uno era un kamikaze) intorno alle 08:00 allo scalo di Zaventem. Un'ora più tardi, alle 09:11, c'è stata un'altra esplosione su un ramo della metro, alla stazione di Maalbeek, poco distante dalle istituzioni europee.

Per il momento non risultato italiani morti, ma ci sono stranieri tra le vittime e la situazione è ancora molto fluida. I media belgi hanno diffuso le immagini di tre uomini, probabilmente i terroristi che hanno agito a Zaventem, catturate dalle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto.

Nelle immagini si vedono due uomini che indossano maglioni neri e spingono due carrelli. Poco distante c'è un altro uomo vestito in modo differente, con abiti chiari e un cappello in testa.

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