Operazioni belliche

Obama, premio Nobel per la Pace 2009, è in guerra in almeno 5 paesi

Obama, premio Nobel per la Pace 2009, è in guerra in almeno 5 paesiI due principali candidati alla presidenza americana, così come i giornalisti che coprono l'elezione e moderano i dibattiti, stanno attivamente cospirando per evitare di parlare del fatto che gli Stati Uniti sono in guerra in almeno cinque paesi contemporaneamente: Iraq, Siria, Yemen, Libia e Somalia scrive Damon Linker su The Week.

Nei primi due dibattiti presidenziali, il coinvolgimento statunitense nella guerra civile siriana è stato brevemente discusso, così come in termini vaghi si è parlato dell'ISIS e dell'accordo nucleare con l'Iran e del ruolo della Russia in Europa orientale e in Medio Oriente; della Libia, invece, si è parlato principalmente al passato, concentrandosi sull'intervento del 2011 nel deporre Muammar Gheddafi e il successivo attacco alle strutture governative americane a Bengasi un anno più tardi.

Ma il ruolo americano nel “consigliare” l'esercito iracheno “a poche miglia dietro le linee del fronte” mentre combatte per riprendere il territorio controllato dall'ISIS?

La “guerra segreta” contro i militanti di Al Shabab in Somalia?

Il supporto all'Arabia Saudita nella sua campagna nello Yemen? Gli attacchi aerei sulla città di Sirte sulla costa libica?

Putin avvisa gli Stai Uniti e l'Europa

Putin e ObamaLa situazione è grave anche per l’Italia, la quale ha inviato nei giorni scorsi soldati in Lettonia, per difenderne i confini.

Un video davvero inquietante quello che vi stiamo per mostrare.

Il mondo si sta dirigendo verso la terza guerra mondiale, e nessuno ne parla, tutti i giornali e le tv hanno censurato la notizia.

Circa un mese fa, durante un convegno internazionale di economia, svoltosi a St. Pietroburgo, in Russia, Putin aveva parlato chiaramente ai giornalisti della stampa internazionale, dicendo loro:

”io non so più come parlare con voi, come farmi capire. Il mondo si sta spingendo verso la terza guerra mondiale, inesorabilmente, e nessuno ne parla. Gli stati Uniti si aspettano che non succeda nulla, ma come possono pensarlo? I cittadini non hanno idea del pericolo che incombe su di loro, perché voi stampa glielo nascondente vigliaccamente”.

Putin fa riferimento soprattutto ai missili NATO presenti al confine con la Russia, e fa capire che la Russia non starà ferma a guardare.

L'Italia manda truppe ai confini con la Russia

Esercito italiano - Vladimir PutinL’Italia schiererà i propri soldati ai confini con la Russia, sembra uno scherzo o una battuta, ma in realtà è tutto vero e non c’è niente da ridere. Nel 2018 l’Italia sarà addirittura il Paese guida di una Task Force di intervento rapido della NATO nel Baltico.

Il governo italiano, anticipato da Stoltenberg, non ha ritenuto necessario avvisare il Paese di questa bella notizia, così anche l'Italia fa la guerra alla Russia.

La decisione di mandare 140 soldati italiani in Lettonia è stata presa ancora a luglio al vertice NATO di Varsavia, come ha ammesso solo ora lo stesso ministro della Difesa Pinotti. L'avrà deciso pure la NATO, ma in tre mesi nessun ministro e neanche Matteo Renzi hanno rivelato questa decisione, a dir poco rischiosa.

L'Italia vuole mantenere il dialogo con Mosca, ma coi fatti sembra dire tutt'altro. Il governo italiano ubbidisce ciecamente alla NATO e agli Stati Uniti. Qual è il vero motivo di questa sottomissione totale alla NATO? Come cambieranno i rapporti fra l'Italia e la Russia? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari, collaboratore di “Analisi Difesa” e del quotidiano “Libero”.

— Mirko, a questo punto anche l'Italia con questa missione NATO partecipa al gioco della guerra fredda contro la Russia?

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