Psicologia

La rabbia è un'energia generata dalla frustrazione

Rabbia“La psicologia della rabbia è: volevi qualcosa, e qualcuno ti ha impedito di ottenerlo. Qualcuno ha creato un blocco, un ostacolo. Tutta la tua energia era lanciata a ottenere qualcosa, e qualcuno l’ha bloccata. Non hai potuto ottenere ciò che volevi.

Quest’energia frustrata diventa rabbia… rabbia contro la persona che ha distrutto la possibilità di soddisfare il tuo desiderio.

Non puoi prevenire la rabbia, perché è un sottoprodotto, ma puoi fare qualcos’altro per far sì che questo sottoprodotto non venga creato affatto.

Ricordati di una cosa nella vita: non desiderare nulla con un’intensità tale da renderla una questione di vita o di morte. Sii un po’ giocoso.

Non sto dicendo di non desiderare, perché quella sarebbe repressione. Sto dicendo di desiderare, ma di fare in modo che il desiderio sia giocoso. Se si realizza, bene. Se non si realizza, magari non era il momento giusto; si vedrà la prossima volta. Impara un po’ dell’arte di giocare.

Noi siamo così identificati col desiderio che, quando qualcosa blocca o impedisce la sua realizzazione, la nostra energia prende fuoco e ci brucia.

L'infelice si identifica in sette abitudini

L'infelice si identifica in sette abitudini“Basta poco per rendere felice una vita; è tutto dentro di te, nel tuo modo di pensare.”Marco Aurelio

Le circostanze esterne possono certamente rendere la nostra vita complicata. Ma un ruolo estremamente importante – spesso decisivo – nel costante tentativo di essere felici è svolto dal nostro pensiero, dai nostri comportamenti e dalle nostre abitudini.

Se sulle circostanze esterne spesso non abbiamo il potere di incidere perché al di fuori della nostra sfera di influenza, il nostro atteggiamento e le nostre abitudini sono invece elementi sui quali abbiamo la possibilità di esercitare un controllo totale.

Ecco degli esempi di alcune delle abitudini quotidiane più distruttive che le persone infelici si creano da sole e che contribuiscono a minare in modo decisivo la loro felicità.

1. Temono il giudizio degli altri.

Molte persone hanno una preoccupazione costante nei confronti delle opinioni e dei giudizi degli altri al punto che, pur di non prestare il fianco a critiche o commenti negativi, di fatto scelgono di non esporsi, rimangono dietro le quinte e finiscono per vivere un’esistenza estremamente limitata.

I bambini devono essere educati alla felicità e non alla perfezione

BimbiPrima o poi succede a tutte le madri: stavate passeggiando con vostro figlio o vostra figlia per il parco, oppure al centro commerciale e incontrate una vecchia amica, una vicina, magari con pargoli o nipotini, ed ecco, che come di consueto, scatta la fatidica gara a quale dei bimbi abbia le caratteristiche migliori.

Non deve sorprenderci che negli ultimi decenni molti genitori abbiano assunto un modello educativo basato sulla iper-genitorialità.

Si tratta di genitori che vogliono che i loro figli siano preparati al meglio per la vita, ma non nel senso più ampio del termine, bensì nel più limitato: vogliono cioè che i loro figli abbiano le conoscenze e le competenze necessarie per diventare un buon professionista, ottenere un buon lavoro e guadagnare abbastanza, nulla di più di questo.

Questi genitori hanno un solo obiettivo: vogliono che i loro figli siano perfetti.

Per raggiungere questo obiettivo non esitano a iscriverli a diverse attività extrascolastiche, spianando loro la strada oltre ogni limite e, naturalmente, spingendoli al successo ad ogni costo. E la cosa peggiore è che credono di farlo “per il loro bene”. Il problema principale di questo modello educativo, è che aggiunge inutile pressione sui bambini, finendo per togliere loro l’infanzia e creando degli adulti emotivamente disastrati.

I pericoli di spingere i bambini verso la perfezione

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