Psicologia

Infanzia: i 5 traumi che i genitori possono provocare ai loro figli

Tutti i genitori voglio avere figli meravigliosi, vogliono che da bambini siano gentili e che da adulti siano persone responsabili ed utili per la società. Nonostante ciò, spesso si impegnano molto di più nel pianificare quel domani, piuttosto che seminare le giuste basi nel presente in cui si trovano. Alcuni genitori pensano che, quando i loro figli sono piccoli, devono solo ubbidire e che crescere un figlio si limiti a ciò.

Il risultato di questo atteggiamento è la presenza, sempre maggiore, di bambini trasgressivi e di adulti infelici. Quando si cresce un figlio, ma non si hanno criteri consistenti, logici e stabili, aumentano le probabilità che questi mostri comportamenti ribelli e/o ermetici. Forse saranno capricciosi, forse saranno autoritari, ma, in tutti i casi, saranno bambini instabili. Non riescono a stabilire un legame affettivo ed intimo con i propri genitori, bensì vivono una guerra sorda o aperta con loro.

Una delle fasi più importanti della nostra vita è l’infanzia. È durante questo periodo che si costruiscono le basi di una mente sana e di un cuore leggero. In questo modo, alcuni comportamenti dei genitori lasciano un’impronta indelebile: a volte positiva, a volte negativa, ma sempre e comunque profonda. Vediamo quali sono 5 di quei comportamenti che i figli dimenticano raramente.

Tecniche psicologiche che ci permettono di guarire

La Mente che Guarisce - LibroTecniche psicologiche per favorire la salute

Le malattie hanno una stretta relazione con gli eventi accaduti nella nostra vita, e su come li abbiamo affrontati. E la mente ci può aiutare a comprendere questo legame (e quindi a guarire).

Siamo sicuri che certi eventi della nostra vita, come le malattie, non abbiano la loro vera radice nel nostro atteggiamento nei confronti del mondo, degli altri e di noi stessi?

Quali sono le reazioni della nostra mente di fronte a eventi cruciali come la perdita di una persona cara o una separazione?

Anche se ormai tutti sanno che un collegamento esiste tra la nostra mente e il nostro corpo, non è ancora così diffusa la consapevolezza di come l'insorgenza delle malattie e il loro decorso dipendano strettamente dai nostri malesseri psichici.

Mastronardi analizza le reazioni e gli atteggiamenti negativi più comuni e diffusi, le ansie, le angosce e i blocchi, fino alla depressione, uno dei grandi mali dell'uomo contemporaneo, e aiuta il lettore a divenire consapevole di ciò che può minare la sua serenità.

Affrontare i l dolore, dissolvere i sensi di colpa che ci tormentano, guardare con più fiducia a noi stessi e vi ere senza il peso di ansie irragionevoli, sono tutti obiettivi alla nostra portata: oltre a permetterci d i trovare l'equilibrio psichico e un maggiore benessere, impediranno un indebolimento del nostro sistema immunitario, allontanando la minaccia della malattia e aiutandoci a guarire.

La potenza delle nostre energie dipende dal nostro modo di pensare

Energie sottiliSenza energia non si raggiunge nessun obiettivo, senza energia non si risolve nessun problema. E con poca energia tutto procede molto più lentamente che con molta energia. Dobbiamo quindi chiederci: dove e quando perdo e blocco inutilmente energia? Se vogliamo essere ragionevoli, il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di non perdere o di non bloccare inutilmente l’energia.

Considerando la situazione energetica di una persona da un punto di vista molto pratico, non si fa alcuna differenza tra perdita e blocco di energia - in entrambi i casi ci manca semplicemente una certa quantità di energia. Quindi il nostro potenziale è limitato.

Dove blocchiamo o perdiamo energia?

1. Perdiamo/blocchiamo energia se non accettiamo lo stato di ciò che è.

Se non sappiamo accettare persone, situazioni, i nostri sentimenti o il nostro passato, questo ci costa inutilmente molta energia. Con ciò creiamo conflitti e questi bloccano l’energia.

2. Perdiamo/blocchiamo energia se giudichiamo.

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