Previsioni

Per il Pentagono bastano 3 settimane per sconfiggere l'Iran

Usa contro IranMentre gli Stati Uniti rafforzano la loro presenza nella zona del Golfo Persico, gli strateghi del Pentagono calcolano che se avesse luogo un conflitto militare ci vorrebbero meno di tre settimane per sconfiggere l’Iran.

Una fonte della Difesa ha spiegato al Washington Post che il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ritiene di poter distruggere o deteriorare notevolmente le forze armate convenzionali iraniane nel giro di tre settimane, mediante l’utilizzo di attacchi aerei e navali.

“Prevediamo ogni evenienza possibile e forniamo alternative al presidente,” ha detto al giornale il tenente colonnello dell’Esercito T. G. Taylor, portavoce del CENTCOM. “Riceviamo istruzioni dal Segretario della Difesa e dai nostri capi civili a [Washington] DC.

Quindi per ogni direttiva che ci danno è questo che intraprendiamo.”

L’esercito americano sta consolidando la sua presenza nella zona mentre cresce la tensione. Attualmente la Marina statunitense ha schierato vicino all’Iran due portaerei e sta migliorando le potenzialità di rilevamento e rimozione delle mine.

Di recente l’aviazione USA ha inviato un gruppo di caccia F-22 Raptor in una base degli Emirati Arabi Uniti.

L’iniziativa ha provocato la reazione di Teheran, che ha detto mercoledì come questo minacci la stabilità della regione. Si pensa anche di schierare nel Golfo Persico una “base galleggiante” – una nave da carico adattata per poter fare da base semi-fissa nelle operazioni militari USA. Si prevede che la USS Ponce (nave da trasporto anfibio, N.d.T.) trasporti elicotteri dragamine, motoscafi e probabilmente squadre speciali da sbarco.

In Italia il futuro per i giovani è un incubo

Giovane disoccupatoIl tasso di disoccupazione in Italia è ormai al 10%, in Europa quasi all’11%, con un quarto dei giovani europei che non lavora né studia. In Italia sono invece quasi il 36% i ragazzi che non svolgono alcuna attività. I nuovi dati comunicati oggi dagli Uffici di Statistica europeo ed italiano sono semplicemente drammatici.

Il tasso di disoccupazione a marzo è salito al 9,8%, in rialzo di 0,2 punti percentuali su febbraio e di 1,7 punti su base annua, con 500 mila disoccupati in più nell’ultimo mese. È il tasso più alto da gennaio 2004, l’inizio delle serie storiche mensili. Secondo l’Istat il numero dei disoccupati a marzo è di 2 milioni e 506 mila, in rialzo del 2,7% su febbraio. Su base annua il rialzo è del 23,4%. Anche in questo caso é il livello più alto dal gennaio 2004. Con riferimento alle serie storiche trimestrali è record da IV trimestre 1999.

Il quadro è pessimo, ma si incupisce ancora di più se si prende in considerazione la disoccupazione giovanile. In Italia un giovane su tre non "Non è un paese per giovani"lavora, un dato enorme che viene calcolato solo su quelli che cercano un’occupazione. Gli scoraggiati non sono considerati, e se fossero inseriti anche loro la situazione peggiorerebbe ulteriormente. Il tasso di disoccupazione per i ragazzi di età compresa tra i 15 e 24 anni a marzo si trova al 35,9%, in aumento di due punti percentuali su febbraio. È il tasso più alto dal gennaio 2004 (inizio delle serie storiche mensili). Guardando le serie trimestrali è il più alto dal quarto trimestre 1992. All’epoca l’Italia si trovava in piena crisi valutaria, quando la lira era completamente collassata sui mercati internazionali, mentre esplodeva il problema del debito pubblico.

Lo sanno che deprederanno i risparmi degli Italiani

Camusso & MontiIn questi giorni si completa la manovra fiscale di Bin Loden Monti con l’applicazione delle sue addizionali irpef locali.

Sempre più spesso si leggono statistiche e previsioni sull’impatto nei nostri stipendi e non sempre tali dati corrispondono alla realtà, sia perché sono “medie”, sia perché indicano l’importo complessivo, così che in molti casi, trovandosi una trattenuta di gran lunga inferiore a quella pubblicata sui giornali, il cittadino vessato sospira e, quasi, è riconoscente, in piena “sindrome di Stoccolma”, verso il suo aguzzino e gabelliere.

Ricordo, quindi, che le addizionali Irpef vanno moltiplicate per 12 quelle regionali e quelle comunali dell’anno precedente e per nove quelle comunali dell’anno in corso, solo così avremo la reale entità del prelievo forzoso che Bin Loden Monti e i suoi soci ci hanno imposto.

Ma non finisce qui.

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