Salute

Alcuni antibiotici causano il distacco della retina

Distacco della retinaUna classe di antibiotici comune è legato a un più alto rischio del cosiddetto distacco di retina, vale a dire quando il tessuto sensibile alla luce negli occhi si separa da gel che riempie il bulbo oculare.

Lo sostiene un nuovo studio canadese. Le persone trattate dagli oculisti in condizioni di emergenza avevano cinque volte più probabilità di assumere farmaci noti come fluorochinoloni, che includono la ciprofloxacina (commercializzata con nomi come Zoxan, Proquin e Cipro) e la Levofloxacina (Levaquin, Cravit), rispetto a quelli che non hanno avuto distacco di retina.

"Sappiamo che questi farmaci sono tossici per il tessuto connettivo e della cartilagine", ha detto Mahyar Etminan, autore principale dello studio, sottolineando studi precedenti che collegano fluorochinoloni con danni al tendine d'Achille e ai tendini della spalla. "Abbiamo voluto vedere se questo danno può anche avvenire in un occhio, perché c'è un sacco di tessuto connettivo negli occhi”.

Il distacco della retina, che inizia con la comparsa di linee, punti o "floater" attraverso l'occhio, può causare cecità permanente, in alcuni casi, se non è trattata chirurgicamente in pochi giorni.

Etminan e i suoi colleghi hanno utilizzato dati provenienti da registri di trattamento dei medici del British Columbia, che ha visto tra il 2000 e il 2007 - quasi un milione di pazienti. Comprendeva circa 4.400 persone con diagnosi di distacco di retina quando erano in media di 61 anni.

Cibarsi di pomodori riduce il rischio di contrarre malattie cardiovascolari e tumori

PomodoriIn questi ultimi anni il pomodoro ha guadagnato lo status di ‘cibo funzionale’, vista l’associazione sempre più frequente stabilita tra il suo consumo e il ridotto rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e tumori.

I pomodori coltivati biologicamente, in particolare, instaurano insieme ai loro microfunghi una benefica associazione radicale permanente, paragonabile dal punto di vista funzionale al nostro microbioma intestinale. Lo afferma uno studio condotto da biologi, microbiologi e medici dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibba-Cnr) e dell’Università di Pisa, pubblicato sul ‘British Journal of Nutrition’ della Cambridge University Press.

“I frutti di pomodoro sono una riserva naturale di molecole come acido ascorbico, vitamina E, flavonoidi, composti fenolici e carotenoidi, tra cui il licopene che, oltre a esercitare una forte attività antiossidante, può modulare le vie metaboliche ormonali e del sistema immunitario”, conferma Manuela Giovannetti dell’Università di Pisa, che ha coordinato il lavoro.

“Il valore nutrizionale e nutraceutico del pomodoro però è molto influenzato dalle condizioni di coltivazione, in quanto il contenuto di fitochimici può aumentare se la pianta cresce unitamente ai suoi simbionti naturali: microfunghi benefici che vivono nelle radici, assorbono nutrienti dal suolo e li trasportano alle cellule vegetali, appartenenti al gruppo dei Glomeromycota”.

“La simbiosi micorrizica influenza positivamente la crescita e il contenuto in sostanze minerali delle piante di pomodoro e ne aumenta il valore nutrizionale e nutraceutico”, aggiunge Cristiana Sbrana dell’Ibba-Cnr.

I bambini non dovrebbero consumare bevande industriali dolci

Bevande industriali dolciI bambini che bevono bibite dolci come aranciate, succhi di frutta e cola, avranno più probabilità di soffrire di pressione alta e malattie cardiache in età adulta.

Lo rivela una ricerca condotta dall'Istituto di ricerca medica dell'Università di Sydney su 2000 bambini di 12 anni. Secondo lo studio, i piccoli che consumano una o più bevande analcoliche dolcificate al giorno hanno arterie più sottili dietro gli occhi, nella retina, e quindi, un rischio maggiore di avere pressione alta, infarti e malattie cardiache in età adulta.

Lo studio, coordinato da Bamini Gopinath e reso noto anche sull'American Journal of Clinical Nutrition, è il primo ad evidenziare che le bevande dolci e i carboidrati consumati nell'età infantile influiscono pesantemente sui vasi sanguigni retinali, rendendoli più sottili. Ma i danni non si vedono sulla vista, bensì su cuore! La presenza di questo fattore di rischio nei bambini sostiene ancora una volta la necessità di insegnare loro sane abitudini alimentari, tra cui un minore consumo di cibi ad alto indice glicemico e bevande analcoliche.

"E' un'ulteriore prova che le bevande gassate non fanno bene ai bambini – ha detto Gopinath - Altri studi in materia potranno costruire una forte base di evidenze, che si spera porteranno a cambiamenti di politica e di pratica, nel modo in cui cibi e prodotti vengono promossi o pubblicizzati ai bambini".

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