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Hai debiti? Ecco le 11 soluzioni legali per cancellarli!

Cancella tutti i Debiti in 12 Mesi - LibroLe 11 armi legali, sicure e testate per liberarti dei creditori anche se non puoi pagare

Il libro scritto dagli ideatori di ComeNonPagare, il sito che ha già aiutato 30.000 famiglie italiane a risolvere i loro debiti

Come puoi risolvere i tuoi debiti, bloccare gli illeciti commessi dai creditori, mettere a tacere le richieste ingiuste e costruirti un futuro senza debiti? Stai per scoprire che i soldi per chiudere i debiti non sono indispensabili quando hai le giuste informazioni sul funzionamento del sistema del credito.

Gli autori hanno creato un metodo di 12 mesi da prendere a modello, completo, concreto e replicabile, per liberarti dei debiti legalmente e definitivamente. Il metodo si basa su una percorso di 12 mesi definito e semplice da mettere in pratica, capace di indicarti la giusta direzione verso la libertà dai debiti. Da ex indebitati con un passivo di – 400.000€ ti sveleranno il segreto che li hanno condotti a chiudere TUTTI i debiti da soli. Ad oggi oltre 30.000 indebitati hanno risolto le loro difficoltà finanziarie seguendo le loro indicazioni.

La stragrande maggioranza delle persone indebitate ha paura, si nasconde e scappa, non sa affrontare la situazione e perde tutto. Ecco perché i pochi che reagiscono in modo corretto e rialzano la testa sono destinati ad uscirne e non solo: i loro creditori sono più disponibili a trovare un accordo.

Ultima direttiva che distruggerà definitivamente l’Italia, e Letta farà lo gnorri

Paolo BarnardSiamo definitivamente spacciati, perché abbiamo accettato tutte le clausole-capestro dei trattati europei.

Prima Maastricht, poi il Fiscal Compact, il Mes e l’Europact, cui ora si aggiungono le concessioni di spesa pubblica offerte il 3 luglio all’Italia dalla Commissione Europea e il futuro Rf, il trattato per la nascita del Redemption Fund per i debiti pubblici dell’Eurozona.

Tutto questo, avverte Paolo Barnard, a patto che il paese aderente adotti “stringenti misure di aggiustamento della spesa pubblica”. E cioè: dovremo «tagliare la spesa pubblica in servizi, sanità, istruzione e infrastrutture», amputare ulteriormente salari e pensioni, «privatizzare tutto ciò che è rimasto pubblico, inclusa l’acqua e le infrastrutture vitali del paese».

Non solo: dovremo anche «licenziare fette d’impiego pubblico anche tra gli impieghi vitali come insegnanti, vigili del fuoco, polizia e sanitari», oltre a «liberalizzare ogni settore dell’economia, anche quelli strategici per l’interesse pubblico», nonché «ridurre al minimo il welfare e gli ammortizzatori sociali».

La verità, sostiene Barnard nel suo blog, è che ormai «il governo dell’Italia intera risiede a Bruxelles presso la Commissione Europea e a Francoforte presso la Banca Centrale Europea, e non più a Roma, in virtù dei Trattati europei», tutti ratificati dal nostro paese.

Trattati-capestro che «hanno privato il nostro governo di ogni reale potere (esecutivo, monetario e parlamentare) trasferendoli appunto a Bruxelles e a Francoforte».

Ecco come funziona la colossale truffa della benzina

Caro benzinaGiustizia nel paese dell’oro nero.

Da più di centocinquant’anni il petrolio è uno dei principali carburanti dell’Industria del capitalismo ma costa caro, l’oro nero, e non solamente all’ecologia.

Costa la vita in Irak, in Libia in, Africa dove controllo delle compagnie petrolifere è garantita dalle bombe, dai massacri e dai colpi di stato. Costa denaro in Francia. Un mercato di più di 50 miliardi di euro sufficiente per uno stipendio e magari due.

Un pieno di 40 litri da 1,60/l costa in questo momento 64 euro. Su questi 64 euro, 1.30€ servono al massimo per pagare l’estrazione. Il trasporto è 60 centesimi.

La raffinazione e la distribuzione rappresentano al massimo il 16 per cento della somma, quindi 10€. Abbiamo quindi 12 euro su 64.

Dove va a finire quindi il denaro?

Il paese produttore ne prende una parte che oscilla in base alle sue capacità di negoziazione e il numero di bombe si sono presi in testa. Non è questo dunque che pesa maggiormente. Il grosso del guadagno va allo Stato francese il quale prendi 38€ cioè il 60 per cento del pieno di benzina. Il prelevamento dello stato ed il costo del petrolio sono rimasti praticamente stabili.

Dall’inizio della nuova ondata sono quindi i mercati che fanno aumentare i prezzi.

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