Astronomia

Gli esopianeti potrebbero essere palle d'acqua

I dati trasmessi dal Kepler Space Telescope e dalla missione Gaia indicano che molti degli esopianeti conosciuti potrebbero contenere fino al 50% di acqua

Gli scienziati hanno dimostrato che l'acqua è probabilmente un componente importante degli esopianeti in orbita attorno ad altre stelle che sono da due a quattro volte più grandi della Terra.

Lo studio, che è stato presentato lo scorso mese di agosto alla conferenza Goldschmidt,(1) tenutasi a Boston, avrà implicazioni per la ricerca della vita nella nostra Galassia.

Una nuova valutazione dei dati provenienti dal telescopio spaziale Kepler Space Telescope(2) e dalla missione Gaia indicava che molti degli esopianeti conosciuti potevano contenere fino al 50% di acqua, molto più dello 0,02% di acqua della Terra in peso.

Il dottor Li Zeng,(3) ricercatore capo presso l'Università di Harvard, ha asserito: "È stata una grande sorpresa rendersi conto che ci devono essere così tanti mondi acquatici".

Gli scienziati hanno scoperto che molti dei 4000 esopianeti, confermati o candidati, scoperti finora si dividono in due categorie: quelli con un raggio planetario che si aggira intorno a 1,5 rispetto a quello della Terra, e quelli con una media di circa 2,5 volte il raggio della Terra.

"Abbiamo esaminato come la massa si rapporta al raggio e abbiamo sviluppato un modello che potrebbe spiegare la relazione", ha detto il dottor Li Zeng.

Il modello di Li ha indicato che gli esopianeti con un raggio di circa 1,5 volte il raggio terrestre tendono ad essere pianeti rocciosi, mentre quelli con un raggio di 2,5 volte il raggio terrestre sono probabilmente mondi acquatici.

Nettuno fotografato dal Cile con il nuovo sistema ottico MUSE

La qualità della nitidezza fotografica di Nettuno, elaborata dallo strumento MUSE, è superiore alle immagini fornite dal telescopio spaziale Hubble della NASA

Attraverso questo nuovo sistema, gli esperti sono riusciti a correggere la turbolenza dell'atmosfera di Nettuno a diverse altitudini, quindi sono stati in grado di catturare immagini molto più accurate di Nettuno, ammassi stellari e altri oggetti.

Il telescopio a lunga gittata dell'European Southern Observatory (ESO)(1) è riuscito a catturare dal Cile immagini estremamente precise di Nettuno, ammassi stellari e altri oggetti grazie a una nuova modalità ottica che corregge la turbolenza dell'atmosfera a diverse altitudini.

L'acquisizione di immagini è stata possibile con l'aiuto dello strumento pionieristico MUSE,(2) in grado di correggere gli effetti della turbolenza atmosferica fino a un chilometro sopra il telescopio con la modalità a campo ampio e con la tomografia laser a campo stretto che elimina la turbolenza stessa.

MUSE è uno spettrografo panoramico a campo integrale che opera nell'intervallo di lunghezze d'onda visibili. Combina un ampio campo visivo con la migliore risoluzione spaziale fornita dall'ottica adattiva e copre un'ampia gamma spettrale simultanea. MUSE associa il potenziale di scoperta di un dispositivo di imaging alle capacità di misurazione di uno spettrografo, sfruttando al tempo stesso la maggiore risoluzione spaziale fornita dall'ottica adattiva. Questo lo rende uno strumento unico e potente per scoprire oggetti che non possono essere trovati nei sondaggi di imaging.

Il piccolo satellite ASTERIA ottiene un primo risultato per CubeSats

Un satellite in miniatura chiamato asteria ha misurato il transito di '55 Cancri e' un pianeta extrasolare della super-Terra precedentemente scoperto

La misurazione, fatta dal piccolo satellite ASTERIA, di un transito di un pianeta extrasolare è la dimostrazione del fatto che una piccola sonda può eseguire fotometria ad alta precisione.

Un satellite in miniatura chiamato ASTERIA (Arcsecond Space Telescope Enabling Research in Astrophysics) ha misurato il transito di '55 Cancri e' un pianeta extrasolare della super-Terra precedentemente scoperto. Questa scoperta mostra che i satelliti in miniatura, come ASTERIA, sono in grado di effettuare rilevamenti sensibili di esopianeti tramite il metodo di transito.

Osservando il pianeta '55 Cancri', che è noto per il transito, ASTERIA ha misurato un minuscolo cambiamento di luminosità, circa lo 0,04%, quando la super-Terra ha attraversato di fronte alla sua stella. La misura di transito è la prima del suo genere per CubeSats (la classe di satelliti a cui appartiene ASTERIA) la cui dimensione è uguale a una valigetta e si spostano verso lo spazio su razzi usati per veicoli spaziali più grandi.

Il team di ASTERIA ha presentato gli aggiornamenti e le lezioni apprese sulla missione alla Small Satellite Conference a Logan, Utah.(1)

Il progetto ASTERIA è una collaborazione tra il MIT e il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA a Pasadena, in California, finanziato attraverso il Phaeton Program di JPL. Il programma è iniziato nel 2010 come progetto di una classe universitaria (Space Systems Engineering), coinvolgendo una dimostrazione tecnologica di misure astrofisiche utilizzando un Cubesat, con l'obiettivo primario di formare giovani ingegneri.

La missione ASTERIA è stata progettata per dimostrare le tecnologie chiave, incluso il puntamento e il controllo termico molto stabili per effettuare misurazioni estremamente precise della luminosità stellare in un piccolo satellite.

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