Trial clinici

Dormire poco può incrementare di 4 volte il rischio di ictus

Il sonno è importante e dormire poco può rovinare la salute. Ma all'elenco dei guai causati da un brutto rapporto con Morfeo si aggiunge ora anche l'ictus: il rischio di un 'infarto cerebrale aumenta di 4 volte nelle persone che dormono meno di 6 ore per notte, rispetto a chi ne dorme 7-8.

Il monito arriva dall'èquipe di Megan Ruiter, dell'università dell'Alabama di Birmingham, in uno studio presentato oggi a Boston durante il 26° meeting delle società associate di esperti del sonno (Associated Professional Sleep Societies).

Si tratta della prima ricerca che collega la privazione di sonno con un'aumentata probabilità di ictus, spiegano gli autori. E in particolare, questo è il primo studio che mette in evidenza un maggior pericolo cardiovascolare nelle persone che non dormono abbastanza ma che non hanno altri fattore di rischio, come ad esempio obesità e sovrappeso o apnee ostruttive nel sonno.

Lo studio, durato 3 anni, ha coinvolto oltre 5.600 persone con indice di massa corporea normale e senza precedenti episodi di ictus, chiamate a riferire ogni 6 mesi la durata del proprio sonno ed eventuali sintomi di ictus. «La gente ha imparato quanto siano importanti dieta ed esercizio fisico nella prevenzione dell'ictus - osserva Ruiter - Invece, è ancora scarsa la consapevolezza dell'impatto che può avere sulla salute il fatto di dormire un numero di ore insufficiente.

I pistacchi sono ideali per controllare la glicemia

PistacchiLa frutta secca ha tante proprietà importanti, nonostante sia molto calorica. Torniamo ancora una volta a parlare dei pistacchi, già eletti tempo fa lo snack ideale per perdere peso o mantenere la linea. Secondo una nuova ricerca pubblicato dall’European Journal of Clinical Nutrition, i pistacchi sono in grado di controllare la glicemia.

Alcuni ricercatori del Canada hanno notato che questo tipo di frutta secca, nelle giuste proporzioni, agisce sul valore della glicemia. Per giungere a questa tesi hanno preso in considerazione un gruppo di adulti in sovrappeso, ma senza problemi di salute.

Durante i test, le persone hanno consumato pistacchi in abbinamento con dei carboidrati (per l’esattezza pane bianco). I volontari sono stati divisi in tre gruppi e la dieta differenziava nella dose di frutta secca: 28, 56 e 84 grammi.

È emerso che maggiore era il consumo di pistacchi, ridotta era la risposta glicemica. Stando alle analisi, c’era una riduzione del 40 percento, se i pistacchi erano mangiati con il pane, rispetto al 20 percento dato dal solo consumo della pasta o del pane. Il dato quindi arrivava al raddoppio. Donatella Caruso, professore di biochimica all’Università degli Studi di Milano, ha dichiarato:

Molti cadono in depressione perché si alimentano con cibo spazzatura

Cibo spazzaturaSecondo un recente studio degli scienziati dell’Università di Las Palmas e dell’Università di Granada chi mangia cibo spazzatura ha il 51% di probabilità in più, rispetto a chi non ne mangia, di cadere in depressione. La ricerca è pubblicata sulla rivista Public Health Nutrition

Secondo la ricerca è possibile osservare anche un effetto legato alla velocità con cui si consumano i cibi: tanto più si consumano velocemente maggiore è il rischio di cadere in depressione.

Il soggetto tipo delineato dalla ricerca è single, conduce una vita poco attiva, ha cattive abitudini alimentari, fuma e lavora più di 45 ore a settimana.

inoltre gli scienziati hanno dimostrato che anche mangiare cibo spazzatura in piccole quantità aumenta la probabilità di sviluppare la depressione.

Il campione dello studio apparteneva al Progetto SUN dell’Università di Navarra. Si trattava di 8.964 partecipanti cui non era mai stata diagnosticata la depressione e che non avevano mai fatto uso di antidepressivi. Sono stati valutati per un periodo medio di sei mesi e a 493 è stata diagnosticata la depressione o ha iniziato a prendere antidepressivi.

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