Cervello

Studiare le api in una colonia come i neuroni in un cervello

Studiare le api in una colonia come i neuroni in un cervelloUn team di ricerca dell’Università di Sheffield e dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ha scoperto, grazie a un modello matematico, che le api reagiscono all’unisono agli stimoli ambientali analogamente ai neuroni cerebrali, rivelando dinamiche del comportamento umano. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports

Pensare alle api in una colonia come ai neuroni in un cervello può aiutare alla comprensione dei meccanismi alla base del comportamento umano. A rivelarlo uno studio dell’Università di Sheffield in collaborazione con l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr), pubblicato su Scientific Reports.

“Uno sciame di api può essere considerato un super-organismo composto da migliaia di insetti che rispondono all’unisono a stimoli esterni, come i neuroni del cervello reagiscono alle sollecitazioni che provengono dall’ambiente. Questa somiglianza permette di tracciare precise corrispondenze tra le interazioni tra api responsabili del comportamento del super-organismo e i meccanismi neurali alla base della cognizione, e quindi di identificare le micro interazioni alla base dei meccanismi generali del comportamento umano e non”, spiega Vito Trianni ricercatore dell’Istc-Cnr e coautore dello studio.

Il punto di partenza del lavoro è un modello matematico della sciamatura.

I neuroni dell'intestino interagiscono con quelli del cervello

I neuroni dell'intestino interagiscono con quelli del cervelloPotremmo quasi affermare che il modo di dire “prendere una decisione di pancia” non sia del tutto sbagliato.

Vi è infatti un fondo di verità: l'intestino è il nostro secondo cervello, composto da oltre cento milioni di neuroni in dialogo continuo con quelli nella testa.

Le cellule nervose nell’addome producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore della felicità, che poi agisce sul cervello: “Se si mangia un cibo gustoso la produzione aumenta e ci sentiamo meglio” spiega Attilio Giacosa, docente di gastroenterologia all’Università di Pavia, che spiega anche come “un’infiammazione dell’intestino distrugge la serotonina, e se al cervello ne arriva meno stiamo male, fino alla depressione”.

La relazione fra i due cervelli è molto stretta e a due direzioni, così per esempio lo stress si ripercuote sulla salute gastrointestinale.

Un’indagine di Assosalute (assosalute.info) ha dimostrato che nel 78% degli uomini e nell’88% delle donne preoccupazioni e ansia hanno causato problemi a stomaco e intestino.

“In questi casi gonfiore, dolori, difficoltà digestive si manifestano soprattutto di giorno.

Sei modi per potenziare la memoria

MemoriaSentire di non ricordare le cose può essere spaventoso. Soprattutto in quei momenti in cui se ne ha davvero bisogno, come quando si sostiene un esame o si deve parlare in pubblico o memorizzare la lista della spesa.

Se avete problemi a memorizzare le cose, ma vi piacerebbe migliorare questa abilità, ecco 6 tecniche che possono esservi molto utili.

Sono scientificamente provate e sono risultate di grande aiuto.Scopritele!

1. Metodo di Loci

Il nome di questo metodo mnemonico viene dal latino e significa “luogo”. Si tratta di utilizzare la memoria spaziale per ricordare le informazioni.

Per fare questo, dovete immaginare vividamente un luogo che conoscete perfettamente, come la vostra casa. Quindi,potete associare ad ogni stanza o angolo della casa, “luogo” un po ‘di informazioni. Se volete ricordare la lista della spesa, mettete un oggetto in ogni posto.

Quando avete bisogno di queste informazioni, dovete solo viaggiare attraverso lo spazio in modo fantasioso e andare a “recuperare” quei ricordi.

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