Ricerche

I bimbi riescono a ricordare anche cose che non hanno visto

BimbaI bambini al di sotto dei sei mesi ricordano qualcosa anche quando non è sotto i loro occhi. A rivelarlo è stato uno studio condotto da Melissa Kibbe, della Johns Hopkins University in collaborazione con Alan Leslie, della Rutgers University. I due studiosi hanno dunque sfatato la convinzione che i neonati ricordano un oggetto, una persona, soltanto quando rientra nel loro campo visivo.

Fino ad ora, infatti, si riteneva che i bambini fino a due anni non fossero in grado di capire che un un qualcosa continuasse ad esistere anche quando non era al momento visibile. Ma grazie al nuovo studio, è emerso che non è così e che il cervello dei piccoli è in grado di ricordare anche ciò che non si vede.

Fin dalla metà degli anni 1980, nuovi tipologie di studi riguardanti i bambini hanno aiutato a capire cosa avviene nel loro cervello, portando a scoprire che gli oggetti non scomparivano mentre essi non li stavano guardando, grazie a quella che viene definita permanenza dell'oggetto. Tuttavia, quello che ancora era da accertare era di cosa i bambini hanno bisogno per ricordare l'esistenza di un oggetto, di una persona.

I due studiosi hanno mostrato ad alcuni bambini di sei mesi due oggetti su uno schermo, un disco e un triangolo.

Inventato un telecomando cerebrale

Haier TechnologyHaier ha presentato all’IFA il prototipo di una tecnologia di riconoscimento delle onde celebrali che consente di cambiare canale e regolare il volume della TV con la forza del pensiero. Mindwave è il nome della particolare cuffia deputata della conversione delle onde cerebrali in impulsi elettrici talmente precisi da consentire di imporre mentalmente alla TV di cambiare canale, di abbassare il volume, o di scegliere un film da una lista.

Haier Technology, in collaborazione con NeuroSky, ha presentato all’IFA di Berlino il prototipo di un prodotto che dovrebbe consentire il controllo remoto della televisione tramite onde celebrali.

Mindwave è il nome della particolare cuffia deputata della conversione delle onde cerebrali in impulsi elettrici talmente precisi da consentire di imporre mentalmente alla TV di cambiare canale, di abbassare il volume, o di scegliere un film da una lista.

Insomma in un futuro prossimo non dovrebbe più essere un problema la perdita o la rottura del telecomando, perché per controllate la televisione basterà “usare la testa”. Il sistema è ancora in fase embrionale e la cuffia in plastica dura che è obbligatorio indossare sembra a prima vista poco confortevole.

Si differenzia da quelle audio per il braccio che circonda frontalmente il capo fino a posizionare il sensore a pressione ben saldo al centro della fronte. Un altro sensore, questa volta a molletta, deve essere agganciato al lobo dell’orecchio sinistro.

Molti cadono in depressione perché si alimentano con cibo spazzatura

Cibo spazzaturaSecondo un recente studio degli scienziati dell’Università di Las Palmas e dell’Università di Granada chi mangia cibo spazzatura ha il 51% di probabilità in più, rispetto a chi non ne mangia, di cadere in depressione. La ricerca è pubblicata sulla rivista Public Health Nutrition

Secondo la ricerca è possibile osservare anche un effetto legato alla velocità con cui si consumano i cibi: tanto più si consumano velocemente maggiore è il rischio di cadere in depressione.

Il soggetto tipo delineato dalla ricerca è single, conduce una vita poco attiva, ha cattive abitudini alimentari, fuma e lavora più di 45 ore a settimana.

inoltre gli scienziati hanno dimostrato che anche mangiare cibo spazzatura in piccole quantità aumenta la probabilità di sviluppare la depressione.

Il campione dello studio apparteneva al Progetto SUN dell’Università di Navarra. Si trattava di 8.964 partecipanti cui non era mai stata diagnosticata la depressione e che non avevano mai fatto uso di antidepressivi. Sono stati valutati per un periodo medio di sei mesi e a 493 è stata diagnosticata la depressione o ha iniziato a prendere antidepressivi.

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