Farmaceutiche

Trovare una cura contro il cancro non conviene

PilloleÈ una soluzione semplice ed è sempre stata sotto il naso degli scienziati. C’è da utilizzare semplicemente il di-cloro-acetato, che attualmente è impiegato nei problemi metabolici.

La scoperta della sua efficacia contro i tumori è stata fatta nell’Università canadese di Alberta nel gennaio 2007. Stranamente, i media non ne hanno parlato. Eppure è una sostanza che può essere utilizzata da chiunque, non ha effetti collaterali particolari ed è estremamente economico (a differenza dei costosi farmaci antitumorali prodotti dalle grandi Aziende Farmaceutiche internazionali).

Gli scienziati canadesi hanno testato il DCA (di-cloro-acetato) sull’uomo ed hanno ucciso le cellule tumorali dai polmoni, dal seno e dal cervello lasciando integre le cellule sane.

Lo stesso risultato era stato ottenuto alimentando cavie ammalate con acqua contenente DCA. Nel corpo umano abbiamo già chi combatte le cellule tumorali: i mitocondri. Gli scienziati, però, hanno da sempre ipotizzato che fossero danneggiabili dal cancro e si sono indirizzati sulla glicolisi, che è meno efficace ma… più costosa.

Il DCA, che innesca la reazione nei mitocondri, è ampiamente disponibile e la terapia è relativamente semplice, potete trovare maggiori informazioni su thedcasite.com sul quale vengono pubblicate le esperienze, i dosaggi, i vari casi, i pro e contro.

Imbottire di farmaci i sani è il nuovo business delle big pharma

FarmaciÈ il marketing del disease mongering: non serve vendere più medicine ai soliti malati, ma basta sensibilizzare la gente a nuovi consumi nel nome di una presunta attenzione alla salute. La vicenda rivelata da un'inchiesta di "E", il mensile di Emergency

Il settore del farmaco scoppia di salute, e il mensile E, edito da Emergency, mette in fila i numeri per scoprire quanto vale “Il business dei sani”, come titola la copertina del numero in edicola. Un business da primato, che nemmeno la crisi planetaria ha scalfito. “Il giro d’affari delle aziende farmaceutiche nel mondo ha superato nel 2010 i 610 miliardi di euro, fatturato a cui quelle italiane contribuiscono con una quota di circa 25 miliardi – spiega l’inchiesta di Roberta Villa -. La spesa media pro capite di ogni italiano per le medicine è di oltre 300 euro l’anno, ma non è tutto qui, perché il settore dei farmaci concorre per meno del 15 per cento all’intero comparto economico che ruota attorno alla salute. E questo mercato del benessere, dai confini sempre più sfumati, rappresenta ormai il 10 per cento dei consumi in Europa e il 15 per cento negli Stati Uniti“.

Peccato per le conseguenze collaterali, che hanno nomi difficilotti ma spiegazioni assai semplici. Il “disease mongering” non è un morbo contagioso, ma la prassi di marketing che negli ultimi anni ha consentito al comparto di far volare utili e nuovi brand: come spiega Gianfranco Domenighetti, docente di Comunicazione ed economia sanitaria presso l’Università della Svizzera italiana, l’importante non è riuscire a vendere più medicine ai soliti malati, ma sensibilizzare la gente a nuovi consumi nel nome di una presunta attenzione alla salute.

La riforma sanitaria voluta da Obama che favorisce le Big Pharma

ObamacareOvvero come ti truffo gli americani, usando il loro denaro per ingrassare ulteriormente le grandi case farmaceutiche.

Le agenzie hanno appena 'battuto' la notizia che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto un'istanza di incostituzionalità che metteva a rischio quella che qui viene chiamata ObamaCare, vale a dire la riforma sanitaria (HealthCare) voluta da Obama.

Si trattava di accettare o rigettare un ricorso supportato da 26 Stati che sosteneva che l'obbligo di avere una assicurazione sanitaria (come previsto dalla ObamaCare) fosse incostituzionale in quanto lesivo della libertà personale.

La Supreme Court lo ha rigettato, accogliendo le ragioni di Obama; così dal 2014 oltre trenta milioni di americani privi di assicurazione sanitaria saranno costretti a sottoscriverne una.

Tutto bene quel che finisce bene?

Non proprio.

Il presidente Barack Obama con questa legge si proponeva essenzialmente due obiettivi.

Il primo: garantire a tutti gli americani un'assistenza sanitaria di qualità.

Il secondo: ridurre la spesa sanitaria complessiva.

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