Matematica

E se il tempo non esistesse?

Albert EinsteinE se tutto accadesse simultaneamente?

E se il tempo non esistesse affatto?

Ho visto di recente una descrizione dell’universo, come percepito in fisica. Per citare William Brown (da non confondersi con il William Brown che lavora per il Resonance Project):

“Ciò che la scienza ha scoperto esplorando i livelli profondi della realtà, è che il nostro universo è strutturato in strati di creazione. Strati di creazione, dal livello classico e diverso, in superficie, delle percezioni quotidiane, ai livelli più profondi: le molecole, gli atomi, i nuclei, le particelle subatomiche, i mondi nei mondi.”

In sintesi Brown descrive questi livelli in questo modo:

“Il livello di superficie della realtà sensoriale è tipicamente chiamato “mondo classico”. Al di sotto di questo mondo classico, c’è il mondo delle molecole, gli atomi, ovvero il regno dei meccanismi quantici. Poi c’è il nucleo atomico e le particelle subatomiche che è il mondo della teoria del campo quantico, la meccanica quantistica relativista. Ed infine ecco emergere la teoria del campo unificato…” (William Brown: The Light Body)

Dimostrazione dell'ipotesi di Riemann

Leonhard Euler, noto in Italia come EuleroSequenza di passaggi logici volti all’acquisizione della prova di aver
ottenuto la corrispondenza biunivoca tra direzioni e versi dimensionalmente formulati per gradienti secondo la relazione vigente tra Eulero verso Riemann, nonché Riemann verso Eulero.

In un libro ho letto di una questione relativa ad un quesito posto su come relazionarsi nei riguardi dei primi, intesi come parte della generalità dei numeri: la distribuzione dei numeri primi all’interno dei numeri naturali, segue una legge?

Ed, in caso affermativo, quale?

Ora, posto questo quesito, si dovrebbe dimostrare l’ipotesi di Riemann, cioè rivelare descrivendola, la distribuzione in un periodo precedente, ed in seguito postcedente.

Per porci nel caso più aderente ad una condizione prima, cioè riconducibile, e, accostabile ad un eventuale condizione riproducibile:

Processi di apprendimento di un computer

Reti informaticheIl principale meccanismo di apprendimento di un computer si basa sul processo di memorizzazione delle informazioni.

Il tipo di codifica porta a stati del tipo tutto o niente, ma utilizzando una logica fuzzy si può memorizzare informazioni di tipo “sfumato” che consentono di gestire variabili soggette a incertezza e a conoscenza incompleta.

L'introduzione di algoritmi di tipo caotico consentono di rendere il sistema imprevedibile fornendo quella caratteristica tipicamente umana della contingenza e irripetibilità delle risposte. Le regole computazionali, con cui le connessioni tra i dati che costituiscono la memoria sono elaborati, potrebbero essere rafforzate o indebolite in modo da migliorare le prestazioni globali secondo criteri determinati dall'ambiente esterno.

È possibile utilizzare tecniche analoghe a quelle tipiche degli algoritmi genetici, in cui vi è una selezione naturale tra differenti procedure algoritmiche: l'algoritmo più efficace nasce per una specie di sopravvivenza del più adatto. In aggiunta vi possono essere elementi casuali incorporati nel modo in cui la macchina deve modificare le proprie prestazioni. In particolare è possibile utilizzare la variabile temporale per ottenere, tramite processi caotici, un effetto di pura casualità.

L'apprendimento può essere controllato da un esperto umano oppure basato su algoritmi di coerenza e non contraddizione. In particolare possono esistere due tipi di input: quello artificiale e quello naturale.

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