Universo

Il concetto di quinta dimensione

Quinta dimensioneEcco una frase suggestiva, immaginarsi qualcosa fuori dal tempo e dallo spazio, una frase che pare chiara e che esprime una ben precisa idea a prima vista non equivocabile.

Eppure tutta la nostra esperienza si fonda su queste due categorie dello spazio e del tempo (Kant); cosa possiamo immaginarci senza spazio e senza tempo ?

La fisica con la teoria della relatività ci dice che lo spazio e il tempo sono intrinsecamente fusi in una unica entità: lo spazio-tempo; il tempo si trasforma in spazio e viceversa, inoltre una massa gravitazionale incurva lo spazio-tempo. Se rappresentiamo il tempo con un asse cartesiano e lo spazio con un altro asse cartesiano allora lo spazio-tempo è rappresentato da un piano, ecco che un punto che non giace sul piano è fuori dallo spazio e dal tempo nella nostra rappresentazione.

Come siamo giunti a ciò ?

Con una analogia. Abbiamo supposto equivalenti i rapporti che esistono tra le rette di un piano e le categorie dello spazio e del tempo, abbiamo schiacciato lo spazio in una sola dimensione, attribuito al tempo una seconda dimensione e per la natura dello spazio che conosciamo a tre dimensioni ne è scaturita una dimensione libera che ci consente di uscire dallo spazio tempo. Questo suggerisce che possa esistere una quinta dimensione che ci consentirebbe di uscire dal nostro spazio-tempo a quattro dimensioni.

Ma come sperimentare questa quinta dimensione ?

Da un buco nero fuoriesce una corrente di polveri fredde

Buco neroCostringe a ripensare le teorie su questi oggetti cosmici

Dal gigantesco buco nero attivo presente al centro di una galassia fuoriesce un vento di polveri fredde. La scoperta, inaspettata, è pubblicata sull'Astrophysical Journal ed ha sorpreso gli astrofisici al punto da costringerli a rivedere le teorie attuali su questi oggetti cosmici.

Il risultato si deve allo studio coordinato da Sebastian Honig, dell'università della California a Santa Barbara e all'università tedesca Christian-Albrechts a Kiel, e condotto in collaborazione con l'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso).

Quasi tutte le galassie hanno un enorme buco nero al loro centro. Ma quando questi buchi neri crescono in maniera massiccia, divorando la materia che li circonda, diventano gli oggetti più energetici dell'Universo, chiamati nuclei galattici attivi. Le regioni centrali di questi oggetti sono circondate da 'ciambelle' di polvere cosmica, simile alla fuliggine di una candela, formata da grani di silicati e grafite, minerali abbondanti anche sulla Terra.

Si pensava che la maggior parte della forte radiazione infrarossa proveniente dai nuclei galattici attivi provenisse da queste ciambelle di polveri.

Nello spazio si possono formare i componenti organici fondamentali per la vita

GlicolaldeideUn gruppo di scienziati danesi hanno individuato dello zucchero galleggiante nello spazio, disciolto attorno a una stella in fase di crescita.

Lo zucchero, che è la glicolaldeide, è stato trovato grazie al prezioso supporto del nuovissimo (e ancora in fase di costruzione) radio-osservatorio cileno ALMA (Atacama Large Millimiter/Submillimiter Array).

La glicolaldeide è uno zucchero peculiare per la creazione dell’RNA, la macromolecola a catena similare al DNA, importantissima della costruzione delle proteine alla base della vita come tutti noi la conosciamo sulla terra.

Lo zucchero è stato individuato intorno alla stella IRAS 16293-2422, un corpo celeste che ha solo 10'000 anni e che è situato a 400 anni luce dalla terra.

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