Curiosità

Le ghiandole sudoripare

Le ghiandole sudoripareIl corpo umano ha circa 50 mila ghiandole sudoripare, che hanno la capacità di produrre fino a 1 litro di sudore al giorno.

Grazie a questo meccanismo, le tossine dannose vengono espulse. Le aree che hanno per lo più odore sono i piedi, l'inguine e le ascelle.

Da tenere in considerazione

L'aroma di ogni persona è un riflesso di ciò che consuma e fa parte di un sistema di comunicazione ancestrale con i nostri pari. Ecco perché, ad esempio, le donne nel periodo più fertile "profumano" di più senza sport e anche dopo il bagno.

Gli odori che percepiamo per tutta la vita sono registrati nella memoria olfattiva, sia profumi che puzza. Possono influenzare l'umore e incoraggiarci ad accettare o rifiutare cibi, persone e oggetti.

Tutti credono che il cattivo odore personale sia dovuto solo alla mancanza di igiene, ma non è proprio così. L'odore è anche dovuto al clima, a un fattore ereditario, al cibo e all'assunzione di alcuni farmaci.

L'alimentazione dei monaci del Tibet

L'alimentazione dei monaci del TibetI monaci tibetani sono conosciuti per vivere incredibilmente a lungo e questo non ci sorprende più di tanto se consideriamo lo stato di pace in cui vivono e il paradiso incontaminato in cui vivono. È importante quindi anche analizzare qual è la loro dieta per comprendere come un corpo così in pace si nutra per avere alti livelli di coscienza ed energia per svolgere le attività quotidiane anche in avanzatissima età.

Bisogna subito dire che esistono tante diverse scuole di buddismo e quindi dire che i buddisti sono vegetariani o vegani non è esatto. Nella scuola Theravada infatti si afferma che il Buddha permetteva ai suoi discepoli di mangiare pollo, pesce, uova evitando però il bovino che era ritenuto sacro in India.

Quindi smontato subito questo preconcetto passiamo ad osservare la loro alimentazione. Le informazioni principali sono state tratte dal libro I cinque tibetani di Peter Kelder in cui oltre a descrivere la potente tecnica energetica dei 5 tibetani parla anche della loro dieta, dedicando un intero capitolo alle abitudini alimentari di un monastero sulle pendici dell’Himalaya. Un’altro testo è Fermented Foods and Beverages of the World va cura di Jyoti Prakash Tamang,Kasipathy Kailasapathy.

Giardini nello spazio

Giardini nello spazioIl laboratorio botanico di Miami assicura che ci sono 106 varietà di piante che potrebbero crescere bene al di fuori della Terra.

Non è facile avere piante nello spazio. Senza gravità i semi fluttuano, l'acqua si agglutina in goccioline mentre la luce artificiale e l'aria devono essere regolate con precisione per riprodurre il sole e il vento. Tuttavia, per la NASA, avere giardini nel cosmo è cruciale per il suo programma spaziale.

I futuri esploratori spaziali, nel corso delle loro missioni, dovranno nutrirsi per diversi mesi, a volte anni, sulla Luna o su Marte, e nei prodotti liofilizzati alcuni nutrienti essenziali, come le vitamine C e K, scompariranno col tempo. Se gli astronauti sono privati di questi componenti, aumenta il rischio di sviluppare infezioni, cancro, malattie cardiache o cattiva circolazione sanguigna.

In questo contesto, l'agenzia spaziale statunitense si è rivolta a botanici e giardinieri, in maggioranza giovani scolari, per fare alcuni esperimenti.

“Ci sono decine di migliaia di piante commestibili sulla Terra che potrebbero essere utili, ma non è facile sapere quali sono le migliori con le quali potrebbero cibarsi gli astronauti”, spiega Carl Lewis, direttore del Fairchild Tropical Botanic Garden, in Florida. “È qui che entriamo in gioco”, aggiunge.

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