Tecnologia

Xron è la nuova frontiera tecnologica dei simulatori per l’addestramento in chirurgia robotica

XronNasce il simulatore per l’addestramento in chirurgia robotica. Si chiama Xron (si pronuncia Chi-ron), ed è il prototipo con cui il chirurgo potrà controllare i movimenti di un robot virtuale in una simulazione dell’anatomia umana.

Il simulatore, che prende nome dalla figura mitologica del centauro mentore del dio greco della medicina Esculapio, istruirà i chirurghi all’uso del robot impiegati nei diversi interventi chirurgici.

Grazie alla resa stereoscopica, equivalente al 3D dei moderni cinema, e ai dispositivi di cattura dei movimenti delle mani, il chirurgo potrà condurre un intervento simulato con la stessa percezione visiva e la stessa destrezza manuale che avrebbe se stesse utilizzando un robot reale. Xron nasce del laboratorio di robotica Altair dell’università di Verona nell’ambito del progetto europeo Safros dedicato alla sicurezza dei pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia robotica.

Xron supera tutte le limitazioni dei prodotti già in commercio che permettono di apprendere l’uso del robot. Questi simulatori consentono azioni irrealistiche come la compenetrazione tra gli elementi della scena oppure oggetti che “s’incollano” agli strumenti chirurgici.

Nella maggior parte delle simulazione, infatti, sono modellati solo gli strumenti chirurgici e non la struttura del robot chirurgico che invece condiziona tutti i movimenti degli strumenti stessi e deve essere presa in considerazione in una simulazione realistica.

Per gli Stati Uniti il centro globale dello spionaggio cibernetico si trova a Shanghai

ShanghaiIl rapporto di una compagnia statunitense per la sicurezza telematica punta il dito contro un’organizzazione cinese che – con il sostegno e la copertura dell’Esercito di liberazione popolare – avrebbe rubato dati sensibili ad aziende di tutto il mondo sin dal 2004. Il regime reagisce con rabbia: “Accuse molto gravi presentate senza prove”.

Il governo cinese “gestisce il più prolifico gruppo per lo spionaggio via internet" di tutto il mondo. Coperta dal segreto militare, l'Unità 61398 dell'Esercito di liberazione popolare avrebbe rubato dati sensibili ad “almeno 141 compagnie" del pianeta. Lo afferma la Mandiant, società statunitense per la sicurezza telematica, in un rapporto che ha provocato le ire del regime comunista.

Secondo i dati del gruppo, i dati lasciati sul campo dopo gli attacchi hacker conducono a un anonimo edificio di Pudong, nella parte orientale di Shanghai. Un corrispondente della Bbc, che ha cercato di riprendere il posto, è stato fermato dalla polizia locale e rilasciato solo dopo la distruzione del filmato.

Nel suo rapporto, la Mandiant sostiene di aver indagato su centinaia di furti telematici sin dal 2004.

In futuro previsti licenziamenti di massa. In arrivo i lavoratori robot

RobotL'era dei robot e del digitale non hanno lo stesso effetto positivo delle novità tecnologiche del secolo scorso

«I robot che rubano il lavoro all’uomo? Fesserie: l’automazione consente alle industrie dei Paesi più avanzati di competere, di recuperare produzioni che erano finite in Cina o in Messico, Paesi a basso costo del lavoro.

E i robot che sostituiscono la manodopera generano nuovo lavoro, a cominciare da quello per costruirli, programmarli ed effettuare la loro manutenzione». Parola della Robot Industries Association, che ha appena celebrato a Chicago Automate 2013, il suo salone che è anche una “convention” annuale.

La lobby Usa dell’automazione industriale alza la voce perché da un po’ di tempo a questa in America si diffondono le tesi allarmate di alcuni esperti circa l’impatto negativo della tecnologia sul mondo del lavoro.

Fino a qualche tempo fa tutta l’attenzione – quando si parla di crisi occupazionale – era concentrata sugli effetti che lo tsunami finanziario del 2008 ha avuto sull’economia reale e sul peso avuto dalla globalizzazione che ha spinto molte imprese – americane ma anche europee – a trasferire le loro attività altrove, in Paesi dove il lavoro costa poco.

LE DUE TESI - Ma da qualche tempo i termini della discussione, almeno negli Usa, sono un po’ cambiati: si gioisce quando un’azienda riesce a riportare a casa una produzione che aveva trasferito in Asia, salvo poi scoprire che la nuova fabbrica è altamente automatizzata, genera poco lavoro.

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