Salute

Prevenire la malattia di Alzheimer in laboratorio

Prevenire la malattia di Alzheimer in laboratorio

Identificato il legame tra le cellule immunitarie cerebrali e lo sviluppo della malattia di Alzheimer. Uno studio della University of California, Irvine rileva l'assenza di microglia che previene la formazione di placche.

Gli scienziati dell'Università della California, Irvine School of Biological Sciences hanno scoperto come prevenire la malattia di Alzheimer in un ambiente di laboratorio, una scoperta che un giorno potrebbe aiutare a ideare farmaci mirati per prevenire la patologia neurologica.

I ricercatori hanno scoperto che rimuovendo le cellule immunitarie cerebrali, conosciute come microglia, dai modelli di roditori della malattia di Alzheimer, le placche beta-amiloidi - la patologia caratteristica dell'AD - non si sono mai formate. Il loro studio è stato divulgato sulla rivista Nature Communications. (1)

Ricerche precedenti hanno dimostrato che la maggior parte dei geni a rischio di Alzheimer sono attivi nella microglia, suggerendo che queste cellule svolgono un ruolo nella malattia. “Siccome non avevamo capito esattamente le dinamiche delle microglia e se sono significative nel processo iniziale dell'Alzheimer abbiamo deciso di esaminare questo problema osservando cosa sarebbe successo in loro assenza.”, ha dichiarato il dottor Kim Green, (2) professore associato di neurobiologia e comportamento.

I ricercatori hanno utilizzato un farmaco che blocca la segnalazione della microglia necessaria per la loro sopravvivenza. Il professor Kim Green e il team del suo laboratorio, hanno precedentemente dimostrato che il blocco di questa segnalazione elimina efficacemente queste cellule immunitarie dal cervello.

Il fiore di cannabis è un efficace analgesico

Il fiore di cannabis è un efficace analgesico contro il dolore

I ricercatori utilizzano l'app mobile per misurare in che modo i prodotti di cannabis disponibili in commercio influenzano l'intensità del dolore.

Utilizzando il più grande database di registrazioni in tempo reale inerente agli effetti dei prodotti di cannabis disponibili in commercio negli Stati Uniti (USA), i ricercatori dell'Università del New Mexico (UNM) hanno trovato prove evidenti che la cannabis può alleviare significativamente il dolore. Mediamente, subito dopo il consumo di cannabis, l'utente sperimenta un calo di tre punti nella sofferenza del dolore su una scala da 0 a 10 punti.

Con un crescente consumo di oppioidi e pochi farmaci antidolorifici alternativi disponibili al grande pubblico, gli scienziati hanno definitivamente constatato che la cannabis è molto efficace nel ridurre il dolore causato da diversi tipi di condizioni di salute, con effetti collaterali relativamente minimi.

Il dolore cronico colpisce più del 20% degli adulti ed è la condizione di salute più onerosa dal punto di vista finanziario che gli Stati Uniti devono affrontare; superando, ad esempio, i costi combinati per il trattamento di malattie cardiache e cancro.

“Il nostro paese è stato inondato da una prescrizione eccessiva di farmaci oppiacei, che spesso porta a un uso di oppioidi e eroina senza prescrizione per molte persone. Questo disastro causato dall'uomo sta uccidendo le nostre famiglie e i nostri amici, indipendentemente dallo stato socio-economico, dal colore pelle e altre condizioni umane. La cannabis offre al paziente medio un'alternativa efficace all'uso di oppioidi per uso generale nel trattamento del dolore con effetti collaterali, per la maggior parte delle persone, minimi.”, ha affermato il dottor Jacob Miguel Vigil, (1) uno dei principali investigatori dello studio, pubblicato sulla rivista Complementary Therapies in Medicine. (2)

Il pancreas umano in un chip per studiare la malattia

Il pancreas umano in un chip per studiare la malattia

Il pancreas umano in un minuscolo dispositivo. Gli organoidi cresciuti nel dispositivo microfluidico possono aiutare i pazienti affetti da diabete.

Gli scienziati hanno creato il pancreas umano su un chip che ha permesso loro di identificare la possibile causa di una frequente e mortale complicazione della fibrosi cistica (CF) chiamata diabete correlato alla fibrosi cistica o CFRD (CF-Related Diabetes). Secondo i ricercatori del Cincinnati Children's Hospital Medical Center, la cui ricerca è stata pubblicata su Nature Communications, (1) il chip si potrebbe utilizzare anche come dispositivo bicamerale. Ciò presenterebbe organoidi pancreatici umani bioingegnerizzati per studiare le cause di condizioni non correlate alla CF (fibrosi cistica) come il diabete di tipo 1 e 2.

Tuttavia, per prima cosa, gli scienziati vogliono verificare se il loro dispositivo può aiutare le persone con CF (fibrosi cistica) - una malattia polmonare genetica causata da una mutazione del gene CFTR (CF-Related Diabetes). La mutazione porta ad uno squilibrio di acqua e sale sulle superfici cellulari che ostruisce i polmoni con muco denso.

Man mano che le persone con FC invecchiano, diventano sempre più a rischio di CFRD, secondo il dottor Anjaparavanda P. Naren, (2) ricercatore principale dello studio e direttore del Centro di ricerca sulla fibrosi cistica (divisione di medicina polmonare). A peggiorare le cose è che fino ad ora non c'è stato un modo efficace per studiare CFRD in laboratorio per cercare trattamenti migliori.

il dottor Anjaparavanda P. Naren spiega: “i modelli murini di CF (fibrosi cistica) non ricreano fedelmente il diabete correlato alla CF in laboratorio e non è stato possibile studiare la malattia in maniera esaustiva come abbiamo fatto in questo studio. La nostra tecnologia ricorda da vicino il pancreas umano e potenzialmente potrebbe aiutarci a trovare misure terapeutiche per gestire lo squilibrio del glucosio nelle persone con CF, che è collegato all'aumento della malattia e al decesso.”

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