Alimentazione tossica

I Cibi industriali sono pieni di sostanze tossiche

I Cibi industriali sono pieni di sostanze tossicheCorpi estranei in ritagli di ostie croccanti, salmonella nella soia e nella carne di pollo, livelli eccessivi di “escherichia coli” nei mitili, mercurio nel tonno, frammenti di vetro in ravioli ai funghi, aflatossine nel Grana Padano, couscous con muffe – e la lista è ancora lunga.

Sono le anomalie e le irregolarità nei prodotti italiani che hanno preso la via dell’estero o del mercato interno e che sono state rilevate e segnalate, nelle ultime settimane, dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi. Il cibo sano pare, dunque, una chimera o almeno una equivalenza impossibile con il cibo industriale, sia prodotto in Italia che all’estero.

Qualche altro esempio?

Tra i lotti respinti alle frontiere o oggetto di informazione ci sono: migrazione di cromo e manganese da lame per elettrodomestici da cucina provenienti dagli Stati Uniti; mercurio in lombi di pescespada sottovuoto, scongelati dalla Spagna; residui di sostanza proibite (tau-fluvalinato e cloramfenicolo) in propoli crudo dalla ex jugoslava Repubblica di Macedonia; ocratossina A in miscela di caffè tostato da Italia.

Molti temono che il colosso MONSANTO-BAYER imporrà a tutto il mondo cibo OGM

MONSANTO-BAYERSe non fosse già abbastanza grave che la UE abbia deciso di dare il via all'importazione di sementi OGM della Monsanto dagli USA adesso a minacciare ulteriormente la nostra salute e l'intera industria agroalimentare c'è l'acquisizione della Monsanto da parte della Bayer, un'operazione che è già stata condannata sia da vari gruppi ambientalisti nonché dalla National Farmer Union, l'associazione degli agricoltori USA.

Molti temono che questo nuovo colosso obbligherà i contadini ad acquistare le sue sementi a prezzi esorbitanti e con condizioni capestro ma ciò che molti temono è l'effetto che i pesticidi e le sementi OGM da esso prodotti avranno sull'ambiente e sulla salute pubblica.

Qualcuno però ha detto basta e ha deciso di protestare.

Nei giorni scorsi infatti più di 100 cuochi francesi hanno sottoscritto una lettera pubblicata sul sito di gastronomia Atabula condannando questa acquisizione e esprimendo preoccupazione per il fatto che il cibo OGM impedisce ai cuochi di esprimere la loro creatività visto che molte delle pietanze da loro preparate potrebbero essere tossiche.

A proporre a questi chef stellati di scrivere questa lettera - che è anche una petizione che si può sottoscrivere visitando questa pagina web.

Le industrie sapevano che lo zucchero era dannoso per la salute

Zucchero biancoIl film già visto per il fumo, con le industrie impegnate a mascherare gli effetti negativi dei propri prodotti anche con mezzi poco leciti, è avvenuto cinquant'anni fa anche per lo zucchero.

A scoprire la “pistola fumante” una ricerca su documenti dell'epoca pubblicata dalla rivista Jama Internal Medicine, da cui emerge che alcuni scienziati accettarono dietro pagamento di pubblicare ricerche falsate.

A rilevare i fatti è stata Cristin Kearns, ricercatrice dell'università di San Francisco, che ha trovato nei sotterranei della biblioteca di Harvard documenti su due famosi nutrizionisti dell'università, Fredrick Stare e Mark Hegsted, che lavoravano a stretto contatto con la Sugar Research Foundation, un gruppo di pressione delle aziende alimentari.

Il gruppo chiese a Hegsted di scrivere una review, un articolo che passa in rassegna le ricerche precedenti su un dato tema, che andasse contro i risultati di alcuni studi appena usciti che legavano il saccarosio alle coronaropatie.

“Il gruppo - si legge nell'articolo - pagò l'equivalente di 48mila dollari attuali a Hegsted e al collega Robert McGandy, che non rivelarono mai la donazione. I due misero da parte gli studi sullo zucchero, e conclusero che c'era una sola modifica alla dieta che poteva prevenire le malattie cardiache, la diminuzione di colesterolo e grassi saturi. Le loro review furono pubblicate nel 1967 dal New England Journal of Medicine, che all'epoca non chiedeva di rendere noti i conflitti di interessi”.

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