Bruno Chastonay

Bruno Chastonay: gli USA con TRUMP cambiano le regole del commercio, e il mondo si adegua

In questi ultimi mesi ci siamo accorti tutti che il modo di gestire il COMMERCIO, e pure le RELAZIONI entro le parti, sono cambiate drasticamente.

Un nuovo STILE di conduzione degli affari, e di PROTEZIONISMO, per scopi POLITICI ed ECONOMICI.

Avevamo la diplomazia, che con la politica e i dirigenti governanti del momento, si occupavano di viaggiare, di incontrare, di discutere, trattare, e firmare contratti commerciali di reciproco interesse. Un sistema che è durato decenni, seppur con tensioni, tasse, barriere doganali, limiti dettati dalla sicurezza interna, da fattori di salute, anti-dumping. Cioè con tutto quanto era a disposizione per imporre dei limiti sui prodotti importati, tenere il controllo, l’egemonia sui settori, prendere i vantaggi. E lasciando possibilmente tutte le cose negative all’estero, quali inquinamento, sfruttamento del territorio e dei lavoratori, avvelenamento dell’aria e dell’acqua, deterioramento della salute pubblica. E se oltre a questo si potevano avere dei vantaggi ulteriori, quali inferiori COSTI produttivi, meglio ancora.

In effetti tutto questo modus-operandi è ancora attuale, ma sta cambiando velocemente, e bisogna essere pronti.

Viviamo in un mondo condizionato. O che ci condiziona?

Viviamo in un mondo condizionato. O che ci condiziona?A guardare gli avvenimenti dei recenti anni, sembra che stiamo “guidando” una TESLA. Elettrica, quindi ecologica. Che guida da sola, e quindi rispettosa delle leggi del traffico. Senza avere bisogno di molto intervento umano, quindi poco emotiva.

Cosa desiderare di più?

In effetti, parlando sempre di tradizioni, libertà, democrazia, di valori e di principi, ci riferiamo a cose che non vengono contemplate nei bilanci, che non producono UTILI, e quindi, per questo mondo attuale, sono SENZA VALORE.

A cosa serve conoscere e parlare le LINGUE, quando abbiamo i traduttori automatici, e il mondo è sempre più in inglese. Cosa serve l’ESPERIENZA, quando il mondo cambia velocissimo, e sempre più digitalizzato e computerizzato. Perché FORMAZIONE, quando mi costa meno prenderlo come lo voglio io, già formattato.

Anzi, attenzione a PENSARE, e DIRE cosa ci aggrada, che potrebbe essere usato contro di noi, come populisti, razzisti, antiquati, anti-conformisti.

Questo modo di vedere le cose, ha condizionato la vita professionale e quotidiana degli individui, dandogli la sensazione di potersi “liberare” dal lavoro di costruzione della famiglia, amicizie reali, di educare le prossime generazioni, di essere da esempio. Tutto quanto avevamo imparato da chi ci ha preceduto, abbiamo magari cercato di applicarlo alla nostra vita, fatta di obbiettivi, quali carriera, benessere economico, scalata sociale, per una tranquilla e dolce pensione.

Bruno Chastonay: mercati internazionali a rischio

Bruno Chastonay: Mercati internazionali a rischioUn numero elevato di fattori ha portato alle attuali condizioni globali, caratterizzate da un rischio marcato per le economie mondiali.

Un rischio che era rimasto sopito, dalla crisi del 2008 intervenuta con il crollo del mercato immobiliare, dapprima in USA.

Fattore che aveva perso l’interesse degli investitori, grazie:

alle azioni effettuate congiuntamente dalle principali Banche Centrali mondiali, finalizzate ad iniettare un’amplissima liquidità, insieme

ad un forte livellamento al ribasso dei tassi di interesse.

Tali azioni di politica monetaria si sono accompagnate ad una sorta di “moral suasion” circa l’ipotesi di una ripresa economica in atto, congiuntamente al tentativo (non sempre riuscito) mirante a “nascondere” (o sottacere) i gravi problemi latenti, sempre senza soluzione, che riguardano:

  • il livello record dei debiti,
  • la gestione dei flussi immigratori,
  • la disgregazione nei fatti dell’Unione Europea ed
  • una sempre maggiore ostilità dei popoli nei confronti delle istituzioni comunitarie.

Un grande lavoro, quello delle Banche Centrali e dei vari Governi, che ha assorbito molte tensioni, e dato respiro alle imprese, principalmente di grandi dimensioni, al livello degli investimenti ed alle stesse banche.

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