Cambiamenti climatici

Energie rinnovabili per contrastare l'emergenza clima

Secondo una ricerca il modo più efficace di combattere i cambiamenti del clima è passare il più rapidamente possibile alle energie rinnovabili

Per contrastare l'emergenza dei mutamenti del clima i ricercatori hanno confrontato, per la prima volta, il rendimento energetico degli investimenti su solare ed eolico e quelli per catturare la CO2.

Studio internazionale con la partecipazione dell'Università di Firenze pubblicato su Nature Energy.

Il modo più efficace di combattere i cambiamenti climatici è passare il più rapidamente possibile alle energie rinnovabili. Lo afferma lo studio firmato da un team internazionale di cui fa parte Ugo Bardi, docente dell'Università di Firenze, e pubblicato di recente sulla rivista scientifica Nature Energy. (1)

Il team internazionale - composto da ricercatori di Lancaster University, Khalifa University, Clemson University, UiT The Arctic University of Norway e Università di Firenze - è stato il primo a comparare l'investimento energetico necessario per passare a impianti che sfruttano l'energia ricavata dal sole e dal vento con il costo necessario a realizzare nuove tecniche di 'cattura' del CO2 applicate alle centrali elettriche a combustibili fossili come gas e carbone.

“Lo studio risponde a una domanda fondamentale - spiega Ugo Bardi, docente di Chimica fisica dell'Ateneo fiorentino -: nella situazione di urgenza climatica in cui ci troviamo, è più conveniente ridurre le emissioni degli impianti convenzionali, oppure passare direttamente alla produzione di energia con tecnologie pulite e rinnovabili?”.

Le nuvole influenzano i cambiamenti climatici

Uno studio ha scoperto che le nuvole stanno modificando il riscaldamento creato dai cambiamenti climatici causati dall'uomo in alcune zone dela Terra

Un nuovo studio ha rivelato come le nuvole stanno modificando il riscaldamento creato dai cambiamenti climatici causati dall'uomo in alcune parti del mondo.

Guidati dal Tree Ring Research Group dell'Università di Swansea, ricercatori svedesi, finlandesi e norvegesi hanno analizzato le informazioni contenute negli anelli di alberi di pino antico della Scandinavia settentrionale per rivelare come le nuvole hanno ridotto l'impatto delle fasi naturali di calore in passato, e lo stanno facendo di nuovo, per moderare il riscaldamento causato dai cambiamenti climatici antropogenici.

Anche se la Scandinavia settentrionale dovrebbe essere fortemente influenzata dal riscaldamento globale, l'area ha subito un piccolo riscaldamento estivo negli ultimi decenni, in netto contrasto con la tendenza emisferica del riscaldamento delle temperature, che è fortemente legata all'aumento delle emissioni di gas serra. Secondo lo studio, le variazioni di temperatura sono state accompagnate da un aumento delle nuvole sulla Scandinavia settentrionale che hanno ridotto l'impatto del riscaldamento.

Mary Gagen, (1) professoressa di geografia all'Università di Swansea, ha dichiarato: “Il riscaldamento della superficie, causato dall'aumento dei gas serra, è modificato da una moltitudine di complessi processi. Questo significa che, in un momento particolare, si concretizzano grandi variazioni geografiche nella temperatura di un particolare luogo. Con l'aumento della temperatura media globale una delle dinamiche più importanti e più scarsamente comprensibili è il rapporto tra temperatura e nuvole. A questo punto, potremmo semplicemente pensare che quando è nuvoloso la temperatura è più fresca, mentre quando il sole splende nel cielo fa più caldo, ma non è sempre così.”

Il ghiaccio in Groenlandia si scioglie velocemente

ll ghiaccio in Groenlandia si sta sciogliendo. Questo fenomeno porterà ad un innalzamento più rapido del livello del mare a causa del surriscaldamento

Lo scioglimento del ghiaccio nella parte sud-occidentale della Groenlandia potrebbe rappresentare un importante causa dell'innalzamento del livello dei mari.

Secondo una ricerca scientifica, la Groenlandia si sta sciogliendo più velocemente di quanto gli scienziati pensassero in precedenza. Questo fenomeno, innescato dal continuo e accelerato riscaldamento dell'atmosfera terrestre, porterà probabilmente ad un innalzamento più rapido del livello dei mari.

Gli scienziati, preoccupati per l'innalzamento del livello dei mari, si sono a lungo concentrati sulle regioni Sud-orientali e Nord-occidentali della Groenlandia, dove dai grandi ghiacciai si staccano giganteschi blocchi di ghiaccio che vanno a finire nell'Oceano Atlantico. Questi grandi pezzi di ghiaccio man mano che si allontanano si sciolgono. Un nuovo studio, pubblicato recentemente negli Atti dell'Accademia Nazionale delle Scienze, ha rilevato che la più grande perdita di ghiaccio, sostenuta dall'inizio del 2003 alla metà del 2013, proviene dalla regione Sud-occidentale della Groenlandia, che è per lo più priva di grandi ghiacciai.

Il professor Michael Bevis, (1) autore principale del giornale, 'Ohio Eminent Scholar' e docente di geodinamica presso la Ohio State University, asserisce: “La ragione non va indagata nei ghiacciai, perché nell'area non ce ne sono molti, quanto nello scioglimento della massa superficiale.”

Il risultato principale del loro studio: Southwest Greenland, che in precedenza non era stata considerata una seria minaccia, probabilmente diventerà in futuro un importante contributo all'innalzamento del livello del mare.

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