Energie alternative

Tra qualche anno la Porsche diventerà elettrica

Porsche Boxster EPorsche starebbe già sviluppando una vettura sportiva elettrica da lanciare tra qualche anno. Lo anticipa il giornale tedesco Auto Motor und Sport citando il presidente Matthias Müller.

Non si sa se saranno i futuri modelli di Boxster, sarà la berlinona Panamera o sarà il suv Cayenne a montare la trazione 100% elettrica che la Porsche sta sviluppando.

Si sa che lo sta sviluppando, secondo le parole del capo della Porsche Matthias Muller al giornale tedesco Auto Motor und Sport: “la Casa persegue lo sviluppo della tecnologia EV”.

Non è un fulmine a ciel sereno, Porsche ha già dimostrato il suo interesse nel campo delle auto elettriche con la 918 Spyder plug-in hybrid e, nel 2011, con tre prototipi di Boxster E che hanno girato per tre anni intorno a Stoccarda per un programma pilota. La Boxster E ha due motori elettrici, uno per ogni asse, che producono una potenza combinata di 240 CV e spingono la vettura da 0 a 100 km/h in 5,3 secondi e una velocità massima di 200 km/h.

Le questioni tecnologiche aperte sono due, e riguardano una l’assetto e stabilità di una vettura sportiva con un carico supplementare di pesanti batterie, l’altra l’autonomia. Sempre secondo le parole di Müller, l’autonomia a cui la futura Porsche tende dovrebbe arrivare a 400 km. Sarebbe un passo avanti considerevole, dato che la Boxster E di tre anni fa arrivava a 160 km.

In funzione la più grande centrale solare a concentrazione

Clicca per ingrandireCon una capacità di 392 megawatt, la centrale solare a concentrazione Ivanpah solar electric generating system ha iniziato a produrre e vendere energia.

La più grande centrale solare a concentrazione ha iniziato a distribuire energia elettrica ai clienti il 13 febbraio. È la Ivanpah solar electric generating system, costruita nel deserto del Mojave, in California. Con una capacità di 392 megawatt (MW), a regime fornirà energia a 140mila famiglie e permetterà di evitare l’emissione in atmosfera di 400mila tonnellate di CO2 all’anno. Come se venissero tolti 72mila veicoli dalle strade americane.

Questi i numeri che hanno fatto della centrale a concentrazione californiana la più grande del mondo:

  • 173.500 eliostati, specchi solari in grado di seguire il percorso del sole durante tutta la giornata;
  • 137 metri, l’altezza della torre centrale;
  • 14 chilometri quadrati di superficie;
  • 3.000 persone impiegate nella costruzione;
  • 8,53 milioni di ore di lavoro complessive;
  • 650 milioni di dollari (circa 475 milioni di euro) in stipendi che verranno ripagati dalla centrale nel giro di soli 30 anni.

Car Free Days: impegnarsi a dimenticare l’auto

BiciclettaÈ possibile rinunciare completamente all’automobile? Per la maggior parte di coloro che vivono in zone in cui i servizi per il trasporto pubblico non si rivelano particolarmente efficienti, decidere di fare per sempre a meno dell’auto può rappresentare un miraggio irraggiungibile, in particolare se vi è la necessità di percorrere lunghe distanze per raggiungere il luogo di lavoro e se non sono presenti alternative praticabili.

Impegnarsi a dimenticare l’automobile in garage, magari per un solo giorno alla settimana, con particolare riferimento al weekend, forse non rappresenta un’impresa del tutto impossibile. Rinunciarvi una volta all’anno, per riflettere riguardo alle possibilità offerte dalla mobilità sostenibile nel proprio luogo di residenza, rappresenta di sicuro un’opzione praticabile.

Ecco che dunque nel mondo, con modalità differenti, negli ultimi decenni è iniziata la promozione dei Car Free Days, le giornate senza auto, da trascorre in nome di uno stile di vita più sostenibile e nel tentativo di limitare l’inquinamento urbano dovuto al traffico automobilistico. La versione italiana dei Car Free Days internazionali potrebbe essere identificata con le “Domeniche A Piedi”, di tanto in tanto promosse in alcuni capoluoghi di regione e spesso oggetto di proteste di varia entità, che contribuiscono purtroppo a trasformare la possibilità di rinunciare all’auto, anche per un solo giorno, in una vera e propria utopia.

A sostegno dei Car Free Days, a livello internazionale, troviamo World Carfree Networ, una rete internazionale formata da circa novanta organizzazioni e da numerosi privati cittadini che si impegnano nella promozione di alternative alla dipendenza dall’automobile ed alla progettazione di spostamenti che prevedano di farne a meno, utilizzando in sua sostituzione mezzi di trasporto maggiormente sostenibili, quali biciclette, treni e mezzi pubblici.

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