Robotica

La Foxconn licenzia 60mila operai. Verranno sostituiti dai robot

La Foxconn licenzia 60mila operai. Verranno sostituiti dai robotLa Foxconn, azienda taiwanese che produce la metà delle componenti dei dispositivi elettronici di consumo venduti nel mondo, ha ridotto la propria forza lavoro, grazie all’introduzione dei robot che sostituiscono gli operai.

Un taglio drammatico: da 110.000 ad appena 50.000 operatori.

Niente da dire: «Un successo nella riduzione del costo del lavoro». Fino a dieci anni fa, scrive “Contropiano”, per capire dove stava andando il capitalismo occorreva guardare agli Stati Uniti. Ora invece fa testo la Cina, divenuta “la manifattura del mondo” grazie a un costo del lavoro che 40 anni fa era ai minimi mondiali.

Altri punti di forza: la concentrazione politica del potere (il sindacato assorbito dal partito unico) e l’apertura agli investimenti stranieri, in cambio della condivisione del know how.

Centinaia di milioni di persone avevano così «smesso di essere contadini in esubero per trasformarsi in operai industriali, assicurando un tasso di crescita del Pil superiore al 10% per oltre venti anni e facendo conquistare al paese il ruolo di seconda potenza industriale del pianeta». Ma la musica sta cambiando: «Ogni favola ha una fine, anche e soprattutto quelle capitalistiche».

La Foxconn, aggiunge “Contropiano”, era anche conosciuta per l’alto tasso di suicidi tra i suoi lavoratori, schiacciati da ritmi infernali. «Ma i robot fanno meglio, più velocemente, senza soste fisiologiche, 24 ore su 24. Non si lamentano, non pretendono adeguamenti salariali, non si ammalano, non scioperano mai e non rischiano di farlo in futuro.

In futuro i lavoratori verranno sostituiti dall’intelligenza artificiale

Disoccupazione a causa della robot"La potenza dei computer e robot aumenterà massicciamente nei prossimi anni, grazie anche all’intelligenza artificiale. Metà dei posti di lavoro rischiano di essere sostituiti. La probabilità che gli impiegati negli uffici saranno presto sostituiti dai computer, secondo uno studio è di oltre il 90 per cento. Quindi un reddito di base incondizionato potrà essere la risposta umanistica all’automazione spinta dei processi lavorativi.

Tassisti, cassieri e contabili tra 20 anni non esisteranno più come professioni. Uno studio molto citato della Oxford University ha stimato che in 20 anni, la metà di oggi esistente nei lavori degli Stati Uniti scomparirà.

Un articolo sul sito della BBC, con possibilità di indicare la propria professione, riporta la probabilità che questa professione tra 20 anni esista ancora.

Al posto di questi lavori ci saranno dei computer – sia come robot fisici che come software invisibili. A differenza di prima, questa volta anche i ben qualificati saranno colpiti. In Svizzera, saranno interessati circa 100.000 posti di lavoro. Anche con l'invenzione della macchina a vapore nel 1712 le macchine hanno sostituito persone. Ma finora, abbastanza nuovi posti di lavoro sono stati creati sempre altrove.

I computer possono sostituire i lavoratori?

Lavori al computerMcKinsey ha pubblicato uno studio sul rischio posto dall’automatizzazione del lavoro.

I consulenti hanno analizzato 750 professioni e sono giunti alla conclusione che circa il 45% di tutte attività lavorative possono essere automatizzate.

Questa automatizzazione utilizza tecnologie già esistenti o la cui validità è già stata dimostrata.

Inoltre il 60% delle occupazioni sono a rischio di automatizzazione per il 30% delle attività.

In pratica, anche se il tuo lavoro non verrà completamente automatizzato, una significativa porzione di automatizzazione avrà ripercussioni enormi sul mercato del lavoro.

McKinsey ha anche creato uno strumento interattivo che ti permette di capire il rischio relativo alla tua professione.

I dati si riferiscono al mercato del lavoro statunitense ma l’impatto dell’automatizzazione sarà simile in tutte le economia avanzate.

Ci sono alcune professioni che sono completamente automatizzabili.

Pagine