Paolo Manzelli

Seminario di studi 'Anticipazione di un futuro migliore'

Il seminario di studi -Anticipazione di un futuro migliore- vuole delineare un progetto di sviluppo di nuovi modelli di conoscenza scientifica e culturale

Anticipazione di un futuro migliore: Una nuova conoscenza della vita per l’innovazione e lo sviluppo sociale

L’Associazione Egocreanet/Cluster (NGO no profit) organizza il seminario di studi Anticipazione di un futuro migliore, finalizzato a delineare un progetto di sviluppo di nuovi modelli di conoscenza scientifica e culturale per ottimizzare la gestione del cambiamento contemporaneo nell’anno della celebrazione del 500° anniversario di Leonardo da Vinci.

Obiettivi del Seminario e destinatari:

Leonardo da Vinci ci ha educati a guardare al futuro in modo creativo leggendo il sapere oltre gli schemi del pensiero comune per realizzare idee e concetti innovativi dello sviluppo sociale e produttivo, gli stessi che hanno dato inizio all’umanesimo scientifico del Rinascimento Italiano.

Rinnovando la visione artistica e scientifica ereditata dal genio di Leonardo Da Vinci, il seminario intende valorizzare e promuovere la trans-disciplinarietà della formazione ridisegnando la divisione disciplinare del sapere per rendere consapevole la partecipazione creativa del talento dei giovani ad indagare scenari e prospettive future capaci di rimodulare le relazioni culturali e scientifiche di un Nuovo Umanesimo necessarie oggi a tradurre in progetti di natura collaborativa lo sviluppo della “co-produzione, co-creation e co-design” nell’era dell’impresa 4.0.

Modalità di sviluppo: Egocreanet propone di realizzare un “Progetto innovativo di Formazione e Ricerca” finalizzato ad evidenziare “il futuro sviluppo delle relazioni condivise tra natura biologica e natura sociale della vita”. Il progetto avrà lo scopo di unire Scienza e Umanesimo nel quadro di un Novello Rinascimento capace di favorire il superamento dell’obsoleta visione meccanica riduzionista verso la creazione di modelli di stile di vita e di sviluppo a più elevato senso di consapevolezza quale quello che trova fondamento nelle moderne scienze della vita.

Osservare liberi da ogni pregiudizio

Se osserviamo liberi da ogni pregiudizio e senza rimanere a guardare passivamente riusciamo a vedere e percepire anche l’invisibile

Se apriamo gli occhi e ci liberiamo da ogni pregiudizio senza restare a guardare passivamente, riusciamo a vedere anche l’invisibile per non scoprire in punto di morte di non aver mai vissuto! Tratto dal pensiero di Henry David Thoreau, padre del Rinascimento in America.

La concezione Meccanica della scienza isolando arbitrariamente il soggetto della percezione dall’oggetto rende sinonimi ed intercambiabili i significati di “Vedere e Guardare” che in vero sono profondamente diversi sia etimologicamente che di rappresentazione mentale.

Vedere indica andare oltre la percezione della superficie osservabile della realtà ed esercitare una azione consapevole sui limiti tra ciò che ci e reso visibile dai sensi e la realtà invisibile ma fondamentale per capire la nostra vita.

Il guardare significa atteggiarsi a guardia di cio che accade nel mondo esterno con una impostazione analitica di osservazione deprivata da una chiave di accesso per la comprensione piu profonda della realtà.

Questa distinzione tra “vedere e guardare” è importante oggi dal momento che il riduzionismo della scienza meccanica ha concepito la osservazione come oggettiva escludendo il vedere come capacità interiore creativa capace di superare la visione di un mondo speculare, proiettata come ombra nella retina oculare.

La estetica e lo spettacolo come finzione hanno pertanto preso il sopravvento come sembianze della reale conoscenza interiore del vedere con la mente, fino a rendere virale la moda nei giovani di guardarsi facendosi dei autoritratti (Selfies) amando il guardarsi il viso ed il proprio corpo senza vedersi oltre la apparenza di se stessi oggettivizzare la percezione separata dalla partecipazione consapevole del soggetto oggi nell’epoca contemporanea della “Realtà Virtuale” e della “Intelligenza Artificiale” è ormai divenuto un assurdo palese.

Infatti è esemplare capire che la luce che osserviamo non può essere causata dalla osservazione oggettiva di fotoni visibili in quanto essi provenienti da una fonte luminosa producono una reazione fotochimica dei coni e bastoncelli della retina, che induce un segnale neuronale il quale eccita le sinapsi elettriche del cervello nel produrre “sparks” di luce (biofotoni); pertanto la sensazione di luce che percepiamo può essere quella esterna ma altresì corrisponde alla visione interiore e soggettiva della luce.

Esperienze sinestesiche costruite dal cervello

La sinestesia rappresenta la significazione della comunicazione sensoriale del cervello mediante l'utilizzazione combinata di più sensi

Normalmente i nostri ricettori sensoriali comunicano al cervello sensazioni differenti che corrispondono ad aree cerebrali specifiche le quali non interagiscono tra di loro, se non per un ricorso al confronto con la memoria di esperienze precedenti.

Così quando vediamo una mela percepiamo anche il suo profumo e gusto come sensazioni differenziate, che ritornano alla memoria come sapori.

Infatti il cervello tende a separare e stabilizzare indipendentemente le varie sensazioni agendo in vari modi:

stabilizza progressivamente fino al limite dell'orizzonte, la invarianza della forma un oggetto anche quando ci appare più piccolo per effetto della distanza o proveniente da un differente angolo di visuale;

stabilizza la percezione dei colori anche quando cambia la illuminazione, almeno fino a quando la luce non è troppo tenue così che il colori scompaiono nel grigiore notturno;

stabilizza il movimento relativo degli oggetti almeno finché trova un punto di riferimento fisso.

Nel caso di Handicap visivo, la tipologia di apprendimento che determina la stabilizzazione delle relazioni spazio temporali dedotte dalla ricezione sensoriale, viene meno per evidente necessita di ristrutturazione delle relazioni tra ricezione sensoriale e elaborazione cerebrale; nell’ambito di tale ristrutturazione fisiologica, l'apprendimento può essere opportunamente indirizzato a favorire una ricostruzione adeguata alle condizione di handicap in relazione allo spazio tempo della ricezione in ogni fase della ricostruzione percettiva del mondo, attuando “Sinestesie complementari” di apprendimento tra le differenti vie sensoriali.