Usura

In Italia i cittadini sono costretti a salvare le banche

Banche italiane in default“Il decreto “salva-banche, approvato dal Governo,è un bail-in mascherato ed anticipato per salvare dal fallimento Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara, ma prima di tutto è un bagno di sangue per oltre 100.000 azionisti ed obbligazionisti truffati, ai quali sono state appioppate obbligazioni subordinate, in massima parte senza le previste e doverose informazioni Mifid sulla rischiosità dell'investimento".

La dura e veritiera accusa è espressa in un comunicato di Adusbef e Federconsumatori.

“Un piano diabolico - spiega il comunicato - ideato da quella Banca d'Italia inidonea a garantire i diritti dei risparmiatori, fatto proprio dalle stesse banche socie (Intesa, Unicredit ed Ubi) che hanno anticipato la liquidità al fondo di risoluzione, e che porteranno in perdita 4 miliardi, generando minor gettito per l'erario di 1 miliardo, ma beneficeranno del taglio dell'Ires e con la garanzia della Cassa Depositi e Prestiti e quindi non ci perderanno nulla”.

“È un piano - scrivono Adusbef e Federconsumatori - approvato a scatola chiusa dal governo, che non ha analizzato chi avrebbe poi pagato il conto delle perdite, cioè azionisti e titolari di bond subordinati che si ritrovano in mano carta straccia nell'ennesimo scandalo di 'risparmio tradito'”.

Banche italiane: le risposte di Giovanni Battista Frescura

Usura bancariaGiovanni Battista Frescura: “Ho visto fallire bellissime aziende per insolvenze inesistenti. Le Procure archiviano le denunce perché colluse con il potere finanziario: è un cancro”

«Tutti i conti delle banche sono sbagliati. Le prime a saperlo sono le banche stesse». Con tale premessa, s'intuisce perché Giovanni Battista Frescura, consulente tecnico nei processi sul contenzioso bancario, sia diventato la bestia nera degli istituti di credito. Quando lo denunciò, una decina d'anni fa, gli italiani disposti ad assumersi l'onere di un'affermazione così temeraria si contavano sulle dita della mano sinistra di Capitan Uncino. In pratica, lui solo. E subito ne aggiunse un'altra: «Tutte le banche hanno praticato o praticano l'usura».

Era più scusabile, all'epoca, una bestemmia in duomo. A sconsacrare le chiese laiche dove la religione dei soldi celebra i suoi riti è stato Frescura, che in questo momento sta seguendo circa 200 casi di clienti presi per il collo da Bolzano a Messina. Lo ha fatto dapprima con il libro Usura e anatocismo nelle operazioni di credito finanziario e poi con un secondo tomo di 698 pagine, L'usura nei prestiti di banche e finanziarie, che nel sottotitolo in latino riprende la definizione attribuita a Carlo Magno nel capitolare di Nimega dell'anno 806, Usura est ubi amplius requiritur quam datur, si ha usura quando si richiede più di quanto si dà.

Quasi 2 connazionali su 10 hanno qualche problema con le banche. La stima è di un banchiere, Dino Crivellari, amministratore delegato di Uccmb, gruppo Unicredit, che si occupa di crediti deteriorati. Per l'esattezza il contenzioso coinvolge 10 milioni di cittadini su 60. Frescura, 61 anni, residente a Valdagno (Vicenza), sposato, tre figli ormai adulti, è uno di questi.

L'Italia approva il prelievo forzoso dai conti correnti

Rapina dei conti correntiL'aula della Camera ha approvato in via definitiva la legge di delegazione europea 2014 che recepisce 58 direttive europee, adegua la normativa nazionale a 6 regolamenti Ue e attua 10 decisioni quadro. I sì sono stati 270, 113 i no, 22 gli astenuti.

Tra i contrari Lega M5S e Forza Italia, secondo cui le nuove norme danno il via libera al “prelievo forzoso” dai conti correnti al di sopra di 100mila euro per salvare la propria banca da una eventuale crisi.

La direttiva contro cui si scaglia l'opposizione è la direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive - BRRD) che affronta il tema delle crisi delle banche approntando strumenti nuovi che le autorità possono impiegare per gestire in maniera ordinata eventuali situazioni di dissesto anche in via preventiva o ai primi segnali di difficoltà.

Lo strumento più innovativo di una procedura di risoluzione è il cosiddetto 'bail-in', che consiste nella riduzione forzosa del valore delle azioni e del debito della banca in crisi, e/o nella conversione di quest'ultimo in capitale.

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