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La guerra biotech della Monsanto

MonsantoIl piano della Monsanto per dominare il sistema alimentare mondiale

Il nome Monsanto risuona come fosse il soprannome di un tipaccio molto cattivo – il bandito con la bandoliera, arrogante e senza cuore di uno Spaghetti Western, il quale cala dalle montagne con la sua gang di bruti e terrorizza i poveri abitanti del villaggio, pretende il loro magro raccolto, il loro bestiame e ogni tanto una giovane ragazza. “Oh no. È Monsanto!”

Se infatti, come ha affermato Mitt Romney: “amico mio, le corporation sono persone”, l'analogia è adeguata, e Monsanto è una delle persone/corporation più controverse e detestate del mondo.

Come sapranno molti consumatori e sostenitori di cibi biologici, Monsanto è un colosso multimiliardario biotecnologico con sede nel Missouri, che se ne sta seduto cavalcioni sul pianeta e riempie gli agricoltori dei cinque continenti con i suoi semi-Frankenstein geneticamente modificati, consegnando molti di loro alla schiavitù finanziaria, all'avvelenamento chimico e, in migliaia di casi (specialmente in India) al suicidio.

Detrattori ed oppositori della Monsanto sostengono che il suo piano aziendale è semplice e lineare: dominare il sistema alimentare mondiale, dalle sementi agli scaffali dei supermercati. Se fosse vero, ci sarebbe in esso una sorta di purezza patologica e distorta – pura volontà focalizzata, generata da pura avidità; e come le creature puramente omicide, in Alien di Ridley Scott, sembra “svincolata dalla coscienza o dalla moralità”.

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