Filosofia

Il cervello globalizzato

La globalizzazione della menteIl pensiero globale mi ha sempre destato qualche dubbio. Globalizzare e unificare mi suona tanto come omologare e massificare, parole che non risuonano molto bene con quello in cui credo. Ogni giorno assistiamo ad appelli al dialogo, vani tentativi di pacificare situazioni e aree geografiche portando la nostra democrazia con gli zaini pieni di bombe.

Oggi è chiaro il messaggio: fratello devi adeguarti, altrimenti per te ci sarà solo alienazione e tristezza! I padroni cercano di unificare l’economia, cercano di disumanizzare l’uomo attraverso l’uso indiscriminato della tecnologia, con l’unico scopo di controllare le nostre menti. Si perché una mente globale, alla quale ogni uomo in futuro potrà collegarsi, magari in modo neurale per scaricare dati, per prenotare una bella vacanza, fare la spesa, è un’idea allettante per molti uomini del pianeta. Il solo pensiero della comunicazione istantanea, che internet ha contribuito a creare è di per se un’idea geniale.

Peccato che gli strumenti che utilizziamo (che in quanto tali non hanno in se alcun potere) non sono più al servizio dell’uomo per garantire una maggiore autonomia e pace mentale, servono proprio per raggiungere l’obiettivo opposto: renderci schiavi delle macchine. Perché una macchina in quanto entità priva di anima (come molti zombie che ci vagano accanto quotidianamente) non ha bisogno di libero arbitrio o coscienza, può esercitare il suo potenziale decisionale a prescindere dagli effetti che le decisioni stesse potranno provocare. Una mente globale fatta di tante piccole cellule collegate che la nutrono in modo subdolo e inconscio, può sostituire anche l’idea di un Dio al di sopra di tutto questo.

Molte persone lottano con i fantasmi della propria vita interiore

PauraMichela è una donna intelligente e di buon gusto, che si presenta bene, anche se una certa ombra nello sguardo tradisce in lei un qualcosa di poco limpido: però sono in pochi ad accorgersene, perché sa essere affabile e comunicativa, se non proprio brillante.

È anche una bella donna, o, quanto meno – visto che la bellezza è una qualità soggettiva -, una donna piacente, nel senso che può piacere e, di fatto, piace a molti; e ancora di più erano quelli a cui piaceva da giovane, vent’anni fa.

Ora si trova sull’orlo di un abisso: sente di aver sprecato le proprie occasioni; di essersi data via a chi non la meritava; non più giovane, con un pugno di mosche in mano, con tante delusioni e frustrazioni, guarda con invidia le amiche d’un tempo, forse meno belle e meno corteggiate, però adesso felicemente sistemate, con una famiglia, con una stabilità affettiva.

Anche se non lo ammetterebbe mai, Michela è piena di rancore: si sente una sopravvissuta, una donna che ha mancato l’obiettivo, una ex promessa cui non resta che un brillante avvenire dietro le spalle; pensa che la vita l’abbia ingannata e defraudata, che gli uomini non l’abbiamo mai capita, né apprezzata come avrebbe meritato.

È delusa, ma è delusa soprattutto di se stessa; non ha, però, il coraggio di ammetterlo: preferisce pensare che gli altri siano stati sleali verso di lei, che l’abbiano usata e gettata, che si siano approfittati di lei, della sua disponibilità; soprattutto, non ha l’onestà di guardarsi dentro per vedere quanto sia instabile, volubile, contraddittoria, al punto da non sapere esattamente lei per prima cosa voglia, e da mandare continuamente segnali contraddittori, che valgono per oggi ma che sono smentiti già domani, e così via, all’infinito.

Tecniche di controllo delle masse (seconda parte)

Programmazione mentaleDopo la prima parte ecco la seconda parte di questa interessante indagine che mette in luce le varie tecniche di manipolazione delle masse in cui tutti siamo, direttamente e/o indirettamente, coinvolti.

Come si possono controllare le masse nei sistemi moderni dove i cittadini possono esprimersi liberamente con il voto?

Molti sanno che la televisione influenza le persone, ma quanti sanno in che modo lo fa? Spesso si sente dire “La televisione in Italia e nel resto del mondo è spazzatura”, oppure “gli italiani sono un popolo di superficiali”, ma cosa c’è dietro? Conosciamo il reale significato di quello che ci viene proposto?

Queste tecniche non hanno nessuna connotazione ideologica, i principi di base, infatti, sono stati utilizzati da ogni tipo di regime dalle epoche più lontane al giorno d’oggi, dal totalitarismo sovietico a quello della Germania nazionalsocialista, fino a trovare dinamiche simili in molte aziende attuali, o anche in gruppi settari religiosi.

Perché nelle Dittature c’è Sempre un Esercito Forte?

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