Botanica

Identificata l'origine del noce

NoceUno studio dell’Ibaf-Cnr e Ibam-Cnr identifica origine e modalità di diffusione del noce comune, evidenziando l’influenza dell’uomo. Il lavoro, pubblicato su Plos One, ha incrociato i dati genetici della pianta con l’analisi glottologica della parola ‘noce’ e con i dati archeologici, topografici e storici relativi alla distribuzione geografica della specie

Un recente studio condotto dagli istituti del Consiglio nazionale delle ricerche di Biologia agro-ambientale e forestale (Ibaf-Cnr) e per i Beni archeologici e monumentali (Ibam-Cnr), ha permesso di identificare l’origine e le modalità di diffusione del noce comune (Juglans regia L.), specie oggi apprezzata per le proprietà nutraceutiche dei frutti ricchi di acidi grassi polinsaturi. Pubblicato su Plos One, il lavoro evidenzia l’origine asiatica della pianta e l’esistenza nel Caucaso e nelle valli delle montagne dell’Asia Centrale di almeno quattro zone dove le popolazioni di noce conservano un valore elevato di diversità genetica, probabilmente sopravvissute in nicchie ecologiche protette dopo le glaciazioni del Pleistocene (Kyrgyzstan occidentale, Asia occidentale e centro-meridionale, Uzbekistan centro-orientale, province di Xinjiang and Shandong in China).

Lo studio ha anche identificato l’importanza sia delle grandi barriere fisiche che ostacolarono il flusso genico naturale (montagne e deserti), sia delle vie commerciali e culturali che le superarono.

Le piante sono degli esseri viventi

PiantePotrà sembrare assurdo, ma piante ed esseri umani si somigliano più di quanto potessimo immaginare. Diversi studi eseguiti nel corso degli ultimi anni hanno dimostrato che le piante possiedono una serie di caratteristiche sorprendenti e che, per certi aspetti, alcuni loro comportamenti sono simili ai nostri.

Le piante sono capaci di percepire il pericolo e di sapere esattamente cosa “fare” per evitare i predatori.

Non molto tempo fa, un gruppo di scienziati ha scoperto che esse sono in grado di ascoltare, di vedere, annusare e di possedere la capacità di apprendere, ricordare, e comunicare.

Inoltre, non solo a loro non piace il frastuono prodotto dalle attività umane, ma fatto ancor più sorprendente, le piante sono anche in grado di fare musica e di cantare!

Insomma, i ricercatori hanno scoperto che la biologia umana e quella vegetale sono molto più vicine di quanto non si sia mai compreso e l’analisi di queste somiglianze potrebbe avere ricadute benefiche nello studio delle basi biologiche di malattie come il cancro.

L’altruismo delle piante

In un esperimento condotto da alcuni ricercatori dell’Università del Colorado, si è dimostrato che le piante, tra le numerose caratteristiche, sono anche anche altruiste.

Come crescono le piante

Vegetazione delle isole CanarieUn complesso di proteine appena scoperto, apparentemente in grado di attivare il meccanismo di crescita dei vegetali, consentirà agli scienziati di apprendere di più sullo sviluppo delle piante e degli animali.

Lo sostiene uno studio di ricercatori della Purdue University.

Questo complesso innesca la comunicazione fra molecole lungo un percorso che conduce alla creazione di lunghe catene di proteine (filamenti di actina) necessarie per la crescita cellulare.

Conoscere le reazioni chimiche coinvolte nel processo potrebbe consentire ai ricercatori di progettare piante in grado di proteggersi meglio dagli insetti e dalle malattie.

Questi geni e le loro proteine – spiegano i ricercatori - sono necessari per il normale sviluppo e per l'adesione fra cellula e cellula. Influenzano la crescita dell'intera pianta e anche la forma e le dimensioni dei vari tipi di cellula.

Il complesso di proteine, chiamato ARP2/3, controlla la formazione dei filamenti di actina e viene attivato da un altro grande complesso, WAVE. Poiché alcuni geni sopravvivono sin da quando si è evoluta la vita multicellulare, sono stati conservati sia nelle piante sia negli animali.

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