Miglioramento dell'immunoterapia antitumorale


Miglioramento dell'immunoterapia antitumorale

La nuova combinazione di anticorpi porta a un significativo miglioramento dell'immunoterapia antitumorale.

L'uso simultaneo di anticorpi basati su due diversi meccanismi d'azione porta a una più efficace distruzione dei tumori. Ciò è stato dimostrato da uno studio su modelli animali, condotto da oncologi e scienziati medici dell'Università di Basilea, pubblicato sulla rivista scientifica PNAS. (1) I pazienti che non rispondono alle attuali opzioni di immunoterapia potrebbero beneficiare maggiormente di questo nuovo trattamento.

Negli ultimi anni, le immunoterapie contro il cancro hanno suscitato grandi speranze. Queste nuove terapie reclutano il sistema immunitario per distruggere il tessuto canceroso. Un anticorpo che attiva il recettore CD40 sulla superficie delle cellule immunitarie e quindi stimola la produzione di cellule T killer naturali ha mostrato un effetto promettente negli studi preclinici.

Tuttavia, nei successivi studi clinici, il successo dell'anticorpo CD40 è stato di gran lunga inferiore alle aspettative - meno del 20% dei pazienti ha risposto. Il gruppo di ricerca Cancer Immunology dell'Università di Basilea ha ora dimostrato in modelli animali che l'effetto dell'anticorpo anti-CD40 può essere aumentato in modo significativo combinandolo con altri due anticorpi che si attaccano ai vasi sanguigni tumorali.

Aprire la strada al tumore

Il punto di partenza per lo studio è stata l'osservazione che la somministrazione di anticorpi anti-CD40 porta ad un aumento delle cellule T killer come previsto, ma queste possono essere rilevate solo nelle aree periferiche e non all'interno del tumore. I ricercatori sospettavano che ciò fosse dovuto alla natura dei vasi sanguigni del tumore.

“Normalmente, i vasi sanguigni di un tumore perdono o sono stentati. Pertanto, non vi è alcun buon modo per le cellule T killer di entrare”, afferma il leader dello studio, il dottor Abhishek Kashyap. (2) “La nostra ipotesi era che le cellule killer fosero in grado di invadere il tumore e distruggerlo solo se ci sono abbastanza vasi sanguigni sani”.

Pertanto, i ricercatori hanno combinato l'anticorpo anti-CD40 con altri due anticorpi anti-angiogenici in grado di stabilizzare i vasi sanguigni del tumore. Uno degli anticorpi anti-angiogenetici è già approvato per la terapia del cancro con il nome di Avastin, mentre l'altro è ancora in fase di sviluppo clinico. Tutti gli anticorpi sono stati forniti da Roche.

La nuova combinazione distrugge il tessuto tumorale

I ricercatori hanno quindi testato questa nuova combinazione di anticorpi in diversi modelli animali per diversi tipi di cancro, come il cancro del colon-retto, della mammella e della pelle. Come previsto, la combinazione dei tre anticorpi ha migliorato significativamente la distruzione del tessuto tumorale in tutti i tumori.

Un'analisi più dettagliata ha anche mostrato che questo successo si basava sul meccanismo previsto: l'aggiunta dei due anticorpi anti-angiogenetici ha assicurato che i tumori avessero vasi sanguigni più intatti. Inaspettatamente, tuttavia, le indagini hanno anche dimostrato che la combinazione di anticorpi rafforza molto efficacemente il sistema immunitario in diversi modi; ad esempio, attraverso una migliore penetrazione del tumore da parte di cellule killer e promuovendo una reazione infiammatoria tumore-ostile nel microambiente tumorale.

“I nostri risultati mostrano quanto sia importante comprendere la biologia dei tumori”, afferma il dottor Abhishek Kashyap. Egli ritiene che i pazienti con tumori «freddi» - tumori che non rispondono bene all'immunoterapia - potrebbero beneficiare maggiormente di questa nuova combinazione. “Gli anticorpi anti-angiogenetici possono rendere «caldi» i tumori «freddi», in modo che l'immunoterapia funzioni meglio”. Nel frattempo, sono in corso numerosi studi clinici precoci su terapie simili nell'uomo.

Secondo Kashyap, la forza dello studio non sta solo nei grandi effetti misurati, ma anche nel fatto che diversi laboratori hanno ottenuto i medesimi risultati. Gli esperimenti sono stati condotti presso l'ospedale universitario di Basilea, l'EPFL e il Roche Innovation Center di Zurigo.

Ciò è confermato anche dal dottor Alfred Zippelius, (3) professore di Oncologia traslazionale all'Università di Basilea e autore senior dello studio: “il potenziale innovativo e traslazionale di questo lavoro è il risultato di una stretta ed eccellente collaborazione tra ricerca applicata e di base, tra l'Università di Basilea, l'EPFL e l'università e industria.”

Riferimenti:

(1) Optimized antiangiogenic reprogramming of the tumor microenvironment potentiates CD40 immunotherapy

(2) Abhishek Kashyap

(3) Alfred Zippelius

Autore traduzione riassuntiva e adattamento linguistico: Edoardo Capuano / Articolo originale: Novel combination of antibodies leads to significant improvement in cancer immunotherapy

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