Riflessioni sull'anidride carbonica

CO2 Uno dei tanti dati negativi rilevati negli ultimi anni e di cui dovremmo seriamente preoccuparci è che il livello medio di Anidride Carbonica (CO2) presente nell'aria si trovi al livello più basso mai registrato sul nostro pianeta.

Come sanno tutti gli studenti fin dalle scuole elementari ma una volta laureati forse se ne scordano, il carbonio è alla base della vita sulla Terra: costituisce il principale alimento delle forme di vita vegetali ed il suo ciclo naturale sta alla base della vita animale.

Nonostante la restituzione all'atmosfera di CO2 dovuta alle attività antropiche (ovvero essenzialmente dalla combustione di materia organica sotto forma di
fossili e vegetali), il tasso medio di questo vero e proprio “gas della vita” è in diminuzione a causa principalmente della deforestazione e della più generale distruzione degli ecosistemi, essendo immesso in atmosfera sostanzialmente dalla respirazione degli organismi vegetali durante la notte.

Consideriamo pure che l'inquinamento luminoso, che assume dimensioni sempre più drammatiche, potrebbe danneggiare i cicli vitali vegetali come danneggia di fatto quelli animali ed umani a causa dell'inibizione di produzione di melatonina.

Alla luce dell'evidenza, appare assurda tutta la lotta mediatica incentrata contro le emissioni di questo gas, sinonimo stesso della vita, (in)giustificata da un suo presunto quanto inesistente effetto serra nell'atmosfera.

Per inciso, le attività umane capaci di creare maggior effetto serra su scala planetaria sono quelle legate alle geoingegneria clandestina, messe in atto principalmente mediante irrorazioni aeree di appositi particolati più o meno destinati a tale scopo. Ad esempio, un'opacizzazione del cielo dovuta a quelle che al secolo sono le famigerate “Scie Chimiche”, lungi dal proteggere il mondo dal propagandato quanto inesistente Riscaldamento Globale, causa in realtà un aumento delle temperature della bassa atmosfera in quanto limita di poco il passaggio dei raggi solari termici limitandone molto di più la riflessione verso il cielo.

È facile constatare di quanto ciò sia vero, apprezzando empiricamente le maggiori temperature dei periodi in cui le irrorazioni aeree sono costanti. Il millantato “colpo di coda” da parte dell'inverno anche questo anno, coincide infatti perfettamente alla sospensione - o netta riduzione - delle irrorazioni: questo protocollo è tornato molto utile negli ultimi anni per consentire la fioritura anticipata delle piante da frutto attraverso un inverno reso artificialmente mite, in modo che delle successive naturali gelate in aprile siano probabilmente in grado di distruggere il raccolto.

Meno che in altri ma anche nel nostro Paese una volta verdissimo, si assiste alla costante depauperazione del patrimonio boschivo ostacolata quasi esclusivamente, in termini fattivi, dalle associazioni di cacciatori.

Anche i sedicenti “verdi” o ecologisti, sembrano non accorgersi del fenomeno, intenti come sono ad ostacolare la circolazione veicolare privata con l'ovvio risultato di aumentare l'inquinamento ambientale complessivo.

Perfino nelle città, in cui la presenza di vita vegetale potrebbe contribuire ad abbattere l'inquinamento caratteristico delle alte densità di popolazione, si assiste ad una sistematica riduzione delle macchie di vegetazione costituite da alberi e cespugli: dei primi per motivi di prevenzione contro la caduta di rami, dei secondi in base e discutibili criteri di sicurezza sociale.

Ormai, il verde in città è sinonimo di deprimenti prati rasati con accuratezza militare in cui la vita vegetale può sopravvivere solo se “allineata e coperta”, come presto sarà per quella umana. La presenza di qualche fiore o di qualche altra sterile pianta è tollerata in virtù della loro presenza scenica molto apprezzata dagli arredatori urbani a corto di idee.

Nella città in cui vivo, ad esempio, ho potuto apprezzare negli anni delle vere e proprie devastazioni poste in atto dal Comune ai danni di boschetti e prati ancora insistenti in area urbana, come il cervello di un organismo che per la sua salute decidesse di ridurre la sua capacità polmonare.

Ciò nonostante, di recente sono stato vittima di un pur modesto scontro frontale a causa di un'altra auto che ha imboccato al contrario una rotatoria, questo anche a causa di un folto cespuglio che ne limitava di molto la visibilità: come dire che disboscano dappertutto tranne dove sarebbe saggio e conveniente farlo.

Fonte: heymotard.blogspot.ch

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