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Si rafforza la cooperazione economica tra Russia e Cina

Russia Cina ObamaDifficilmente passa giorno che non abbia qualche nuovo interessante sviluppo che avvicini Russia e Cina in una più stretta cooperazione economica.

L’ultimo evento implica ciò che va descritto come sviluppo vantaggioso in cui la Russia accetta di affittare terreni agricoli siberiani ad una società cinese per i prossimi 50 anni. Si adatta meravigliosamente ai piani per lo sviluppo del più grande progetto mondiale infrastrutturale previsto dalla Cintura economica della Nuova Via della Seta, una rete di nuove linee ferroviarie ad alta velocità che attraversa l’Eurasia dalla Cina alla Mongolia alla Russia fino all’UE.

I funzionari del governo cinese negli ultimi anni si sono affezionati nel parlare di sviluppi mutualmente vantaggiosi negli affari e in politica. Ora un vero e proprio sviluppo in questo senso emerge per Cina e Russia in Siberia, ai confini tra Mongolia e Cina nella regione conosciuta dal 2008 come Zabajkalskij Kraj. La regione ha una popolazione di poco più di 1 milione di russi su una superficie di 432000 chilometri quadrati, ed ha anche alcuni dei più ricchi e fertili terreni agricoli del mondo. La Cina dal canto suo è colpita dall’avanzata della desertificazione, problemi idrici e altre pressioni sulla sicurezza della produzione alimentare.

Vladimir Putin vuole che l'Italia faccia parte del BRICS

BRICS for ItalyDalla fine della seconda guerra mondiale, gli USA non hanno fatto altro che ostacolare la crescita economica e il progresso tecnologico italiano, lo dimostra il fatto che hanno ammazzato (almeno secondo alcuni critici e politologi ... e giornalisti informati dei fatti) Enrico Mattei e successivamente fermato Adriano Olivetti e altri italiani che si attivavano per difendere gli interessi italiani nel mondo. Vi esorto a leggere il libro di Bruno Amoroso e Nico Perrone CAPITALISMO PREDATORE.

Come gli USA fermarono i progetti di Enrico Matteo e Adriano Olivetti, per “normalizzare” l’Italia. Ed. Castelvecchi 2014, pag. 95, euro 14,50. E potrete rendevi conto che gli USA sono sempre stati i nostri peggiori nemici.

Il link:

castelvecchieditore.com

Spiano i loro alleati, vedi la Francia.... registrano ogni cosa che diciamo a telefono, via email e non si può escludere che ci spiano anche dentro casa attraverso i PC e i televisori smart di ultima generazione. E cosa ancora più grave per i loro sporchi interessi, ci spingono a fare la guerra alla Russia, come se ci invitassero ad un ballo. Sono davvero Pazzi. La Russia, un paese da sempre odiato dai lobbysti e banchieri USA perché il sistema sociale Russo è tra i più avanzati ed umano al mondo, e perché la Russia diversamente dall’élite americana ama il proprio popolo e si adopera per il suo benessere e felicità.

Putin risponde alle sanzioni: petroyuan al posto del petrodollaro

PetroyuanGazprom ha fissato in yuan tutte le operazioni di vendite di crude alla Cina. E Pechino ormai snobba i produttori dell'Opec.

Sarebbe sempre più vicina, a detta di alcuni esperti, la morte del petrodollaro, conseguenza diretta della fine dell'egemonia del biglietto verde, mentre nasce il petroyuan.

I rapporti sempre più stretti tra Russia e Cina hanno portato Gazprom, il gigante russo terzo maggiore produttore di petrolio al mondo, a fissare in yuan tutte le operazioni di vendite di crude alla Cina.

Una risposta alle sanzioni imposte dall'Occidente per il ruolo di Mosca nel conflitto in Ucraina, e una dimostrazione di come la valuta cinese venga sempre più usata dalle aziende russe.

In particolare è stata Gazprom Neft, la divisione petrolifera del colosso, a confermare che, dall'inizio del 2015, le sue esportazioni verso la Cina avvenute attraverso l'oleodotto a est della Siberia sono avvenute in renbimbi.

Lo stesso Ft sottolinea che “altri gruppi energetici russi sono ancora riluttanti ad abbandonare il dollaro nelle vendite di petrolio”; detto questo, il Wall Street Journal mette in evidenza con un grafico come, nel 2014, le importazioni cinesi di crude da alcune grandi nazioni appartenenti all'Opec siano scese (dall'Arabia Saudita è stato riportato un calo -8%, dal Venezuela -11%). Nello stesso arco temporale le importazioni dalla Russia sono invece balzate +36%.

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