Declino del numero di farfalle causato dall'uomo

Declino del numero di farfalle causato dall'uomo

Il programma di monitoraggio degli insetti più esteso e sistematico mai intrapreso in Nord America mostra che il numero di farfalle in Ohio è diminuito annualmente del 2%. Nell'arco dei 21 anni di ricerche la flessione del numero di farfalle ha raggiunto il 33%.

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su PLOS ONE, (1) suggerisce che, nonostante la ricerca sia limitata a un gruppo specifico di insetti e ad una area geografica, i risultati forniscono un'importante base per ciò che sta accadendo, in modo più ampio, con le popolazioni di insetti a causa dei cambiamenti climatici e di altri disturbi causati dall'uomo. I risultati sono anche in linea con quelli dei programmi di monitoraggio delle farfalle in diversi paesi europei.

Il dottor Tyson Wepprich, (2) ricercatore dell'Università dell'Oregon che ha guidato lo studio, esprime questa tesi: “queste flessioni del numero di lepidotteri colpiscono le specie comuni. La diminuzione di queste specie mi riguarda perché dimostra che ci sono cause ambientali diffuse che causano il loro declino. Noi pensavamo erroneamente che le farfalle fossero ben adattate per condividere il paesaggio con gli esseri umani. Le specie comuni sono anche quelle che contribuiscono alla maggior parte dell'impollinazione. Inoltre, esse rappresentano una importante fonte di cibo per gli uccelli appartenenti all'ecosistema, quindi il loro lento e consistente declino probabilmente cagionerà nefasti effetti a catena.”

Il ricercatore, che dal 1996 al 2016 ha analizzato più di 24.000 sondaggi sulle farfalle forniti da scienziati addestrati, spiega: “le farfalle tendono a rappresentare la migliore fonte di dati per tenere traccia degli aumenti e delle diminuzioni della popolazione degli insetti. Gli studiosi ambientali usano le farfalle come indicatore per la tracciabilità generale della biodiversità poiché subiscono, come altri gruppi di insetti, le medesime tipologie di pressioni dai cambiamenti di uso del suolo, dai cambiamenti climatici e dal degrado dell'habitat.”

I dati dell'Ohio hanno consentito di stimare le tendenze della popolazione per 81 specie di farfalle. In base a questi dati è emerso che tre su quattro specie, con una tendenza positiva o negativa, hanno subito una flessione del loro numero nel corso del monitoraggio. Quaranta delle specie analizzate non hanno avuto una tendenza significativa verso l'alto o verso il basso.

Il dottor Tyson Wepprich ha constatato come anche alcune specie invasive, associate a paesaggi con insediamenti umani, risultano in declino. Ciò suggerisce che le tendenze sono radicate a causa di alterazioni ambientali diffuse. A tal proposito egli spiega: “le analisi del declino degli insetti sono dominate da ricerche europee sulle farfalle, ma il nostro studio sta dimostrando che il tasso di variazione nel numero delle farfalle dell'Ohio è molto simile a quello riscontrato nei programmi di monitoraggio effettuati nel Regno Unito, nei Paesi Bassi e in Spagna. Il tasso di declino totale e la proporzione di specie in declino rispecchiano quelle documentate in altri programmi comparabili di monitoraggio. Il comune denominatore di tutti i programmi di monitoraggio è che le registrazioni avvengono in aree ad alto impatto umano grazie alla collaborazione di informatori volontari dedicati.”

Anche se le specie di farfalle comuni non sono ancora prossime all'estinzione, il loro declino avrà comunque un impatto negativo e alquanto eccessivo sui servizi ecosistemici forniti dagli insetti. Precedenti studi, che hanno coinvolto il monitoraggio intensivo a lungo termine delle singole specie di farfalle, hanno consentito di effettuare stime rigorose del calo di tali specie. Nell'ultimo ventennio, la farfalla monarca migratrice nordamericana orientale è diminuita di oltre l'85% e la monarca nordamericano occidentale di oltre il 95%, ha detto Wepprich, aggiungendo che anche alcune delle farfalle più rare sono diminuite drasticamente. Il tasso di declino delle farfalle in Ohio è superiore al tasso globale del 35% in 40 anni ed è più vicino al tasso stimato per gli insetti in generale: un declino del 45% in 40 anni. Il nostro studio aggiunge un altro esempio di diminuzione delle comuni specie di farfalle che si ritiene siano adatte all'habitat modificato dall'uomo.”

I Lepidopteristi dell'Ohio, il Dipartimento delle risorse naturali dell'Ohio, l'Ohio Biological Survey, il Cleveland Museum of Natural History e il Dawes Arboretum sponsorizzano il programma di monitoraggio a lungo termine. A sostenere questa ricerca sono stati il Dipartimento degli Stati Uniti e la North Carolina State University.

I collaboratori hanno incluso scienziati della Michigan State University, della Georgetown University, dell'Università dell'Oregon e dei lepidotteri dell'Ohio.

Riferimenti:

(1) Butterfly abundance declines over 20 years of systematic monitoring in Ohio, USA

(2) Tyson Wepprich

Autore traduzione riassuntiva e adattamento linguistico: Edoardo Capuano / Articolo originale: Decades-long butterfly study shows common species on the decline

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