Batteri

Allarme dagli Usa: il 50 per cento degli antibiotici sono inefficaci contro molti batteri

FarmaciL'allarme dell'Agenzia Usa: "conseguenze catastrofiche", 50% antibiotici in uso non sono adeguati.

Gli Stati Uniti dovranno far fronte a “conseguenze potenzialmente catastrofiche” se non interverranno immediatamente per combattere le cosiddette farmacoresistenze che già oggi, secondo un recente studio, uccidono circa 23mila persone l'anno.

Il Centro di Controllo e Prevenzione delle Infezioni (CDC), un'agenzia federale statunitense, ha svolto per la prima volta un'indagine per stimare il numero effettivo di infezioni batteriche difficili da trattare perché resistenti ai farmaci.

Ne è emerso - scrive oggi il Wall Street Journal - che circa due milioni di persone ogni anno negli Stati Uniti si ammalano per questo tipo di infezioni, circa 23.000 l'anno muoiono per diretta conseguenza di queste infezioni, mentre altri 14.000 decessi sono da attribuire al batterio “clostridium difficile”, un'infezione correlata all'uso di antibiotici.

Nel suo rapporto diffuso ieri, il CDC ha anche elencato i 18 batteri che pongono minacce “urgenti”, “serie” o “preoccupanti” ai pazienti e sostenuto che, se non verranno adottati provvedimenti, alcune infezioni diventeranno incurabili. Aggiungendo inoltre che il 50% degli antibiotici prescritti non è necessario o non è stato prescritto adeguatamente.

Continua a crescere l'utilizzo di antibiotici negli allevamenti

AllevamentiPer produrre carne vengono usati troppi antibiotici, al punto che i 4/5 della produzione totale Usa finisce negli allevamenti e la tendenza continua a crescere.

Il problema è che un utilizzo così massiccio degli antibiotici danneggia l’animale e fa sviluppare nei batteri resistenze ai farmaci. Secondo una indagine svolta da PEW il 75% dei tacchini allevati a terra è resistente ad almeno un antibiotico per la salmonella.

I batteri nell’allevamento erano invece resistenti a 3 o più antibiotici; quasi i tre quarti dei batteri della salmonella trovati nel petto di pollo venduto al dettaglio erano resistenti ad almeno un antibiotico. Circa il 12% di petto di pollo al dettaglio e campioni di tacchino a terra erano stati contaminati da Salmonella; la resistenza alla tetraciclina ha portato alla contaminazione da Campylobacter del 95% di prodotti a base di pollo.

Lo scorso anno la Food and Drug Administration propose delle Linee guida volontarie pensate per spingere l’industria della carne a rivedere l’uso massiccio di antibiotici. Tuttavia dai dati resi noti dalla FDA l’uso di antibiotici è stato incrementato.

Uno studio condotto in Cina dalla Michigan State university e pubblicato dalla rivista Pnas afferma che i geni che danno ai batteri la resistenza agli antibiotici, un problema sempre più grave per l'uomo, hanno la loro perfetta incubatrice negli allevamenti intensivi, dove si fa un uso eccessivo di questi farmaci.

Negli acquari si celano pericolose malattie derivanti dai pesci tropicali

Acquario marinoI pesci tropicali considerati da sempre bellissimi sono vettori di insidie inimmaginabili per la nostra salute, soprattutto per i soggetti più deboli.

Nei nostri acquari, secondo un recente studio della Oregon State University,, in cui fanno bella mostra dei magnifici pesci tropicali, si celano pericolosissime malattie killer derivanti da alcune specie importate.

Chi ha un acquario in casa con pesci tropicali è ad alto rischio di infezioni batteriche e malattie persino mortali, perché da quanto si è appreso molti tipi di batteri e virus presenti nei pesci stessi sono sorprendentemente resistenti agli antibiotici.

Venendo al nocciolo della questione i pesci importati da luoghi esotici si portano appresso anche infezioni batteriche che non possono essere trattate e di conseguenza possono diffondersi tra gli esseri umani.

Tra le infezioni batteriche a cui si può andare incontro c’è l’otite, la polmonite, la congiuntivite dovute allo Pseudomonas, mentre lo Staphylococcus è responsabile di infezioni quali foruncoli, follicoliti, impetigine, e altre patologie causate da tossine che provocano sindrome da cute ustionata, sindrome da shock tossico e in alcuni casi anche setticemie estremamente gravi.

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