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Gioco d’azzardo, il punto sulla filiera italiana

Casino di VeneziaL’Italia del gioco d’azzardo macina numeri da record. L’inizio del 2017 conferma la tendenza nettamente positiva della filiera, che raccoglie sempre più denaro da un numero di giocatori superiore giorno dopo giorno. Tutto questo nonostante le varie campagne dei governi locali, che stanno cercando di limitare l’espansione del settore.

Il primo quadrimestre ha confermato l’aumento in quasi ogni specialità dell’azzardo. I quattro casinò terrestri hanno incassato quasi 100 milioni di euro, arrivando a 98,6. La maggior parte di essi arrivano da Venezia e Campione, entrambi corrispondenti a circa un terzo della raccolta. A trainare il mercato sono sempre le slot machine, corrispondenti al 63% del totale. Si stanno rilanciando anche specialità come roulette e blackjack: la prima, nelle sue diverse varianti, raccoglie circa 15 milioni, il “vingt et un” 5,4.

Il trend conferma quanto fatto registrare in tutta Italia, compresi i centri scommesse e i mini-casinò sparsi per le città. Slot machine, videolottery e awp valgono più della metà della raccolta nazionale complessiva, circa 48 miliardi di euro su 95. Sempre più decisivo il ruolo delle scommesse sportive, che nel mese di aprile ha sfondato il muro del miliardo di euro. La particolarità è costituita dal settore online dello sport betting, che sempre nei trenta giorni precedenti ha raggiunto 541,7 milioni di euro. Con una spesa di 56,6 milioni di euro, il 93,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2016.

Calcio, non più questione di famiglia: la storia dei nuovi ricchi

CalciatoriCome è cambiata la gestione delle società negli ultimi decenni

Il miliardo per Beppe Savoldi, Quaresma pagato più di Ronaldo ed i 100 milioni per Bale. Questo, in brevissima sintesi, quanto accaduto negli ultimi decenni. L’economia mondiale del calcio è completamente mutata, sia sul piano dirigenziale che finanziario. La gestione di un tempo, a conduzione familiare e guidata da ricchi proprietari legati (sentimentalmente o geograficamente) alla società acquisita è ormai un lontanissimo ricordo, conclusosi forse per sempre con cerchio chiuso dalla cessione del Milan ai cinesi da parte di Silvio Berlusconi.

Dalle grandi famiglie italiane agli emiri

Quattro anni prima era stata la volta di Moratti e quell’Inter che è stata di proprietà della famiglia, Angelo prima e Massimo poi, per svariati decenni fra miliardi consumati e successi internazionali raccolti. L’ultimo anello di congiunzione rimasto fra passato e futuro è ancora legato al ponte degli Agnelli, una permanenza che dura da praticamente un secolo, fra tanti successi e pochi fallimenti.