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In futuro previsti licenziamenti di massa. In arrivo i lavoratori robot

RobotL'era dei robot e del digitale non hanno lo stesso effetto positivo delle novità tecnologiche del secolo scorso

«I robot che rubano il lavoro all’uomo? Fesserie: l’automazione consente alle industrie dei Paesi più avanzati di competere, di recuperare produzioni che erano finite in Cina o in Messico, Paesi a basso costo del lavoro.

E i robot che sostituiscono la manodopera generano nuovo lavoro, a cominciare da quello per costruirli, programmarli ed effettuare la loro manutenzione». Parola della Robot Industries Association, che ha appena celebrato a Chicago Automate 2013, il suo salone che è anche una “convention” annuale.

La lobby Usa dell’automazione industriale alza la voce perché da un po’ di tempo a questa in America si diffondono le tesi allarmate di alcuni esperti circa l’impatto negativo della tecnologia sul mondo del lavoro.

Fino a qualche tempo fa tutta l’attenzione – quando si parla di crisi occupazionale – era concentrata sugli effetti che lo tsunami finanziario del 2008 ha avuto sull’economia reale e sul peso avuto dalla globalizzazione che ha spinto molte imprese – americane ma anche europee – a trasferire le loro attività altrove, in Paesi dove il lavoro costa poco.

LE DUE TESI - Ma da qualche tempo i termini della discussione, almeno negli Usa, sono un po’ cambiati: si gioisce quando un’azienda riesce a riportare a casa una produzione che aveva trasferito in Asia, salvo poi scoprire che la nuova fabbrica è altamente automatizzata, genera poco lavoro.

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