Tecnologia

In futuro il microchip verrà imposto a tutti

Microchip“E faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla mano destra o sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome” – Apocalisse 13:16-17.

Le tecnologie progettate specificamente per tracciare e monitorare gli esseri umani sono in sviluppo da almeno due decadi.

Nel mondo virtuale, i software sono oggi in grado di osservarci in tempo reale, riuscendo addirittura a fare previsioni del nostro comportamento futuro ed inviare segnali alle stazioni di monitoraggio preposte, secondo come gli algoritmi dei computer interpretano le nostre attività. Già questo, di per sé, è uno scenario inquietante.

Quello che fa più paura, comunque, è ciò che sta accadendo nel mondo reale. Stando ai ricercatori che lavorano sui microchip ad uso umano, è solo una questione di tempo prima che questi dispositivi trovino consenso su larga scala.

Probabilmente, in questo momento, hai addosso almeno un paio di microchips RFID. Se si, stai inviando un segnale contenente un numero di 15 cifre che ti identifica. Questo numero può essere ricevuto da delle macchine chiamate “Scanner ISO compiacenti”. Ed anche questi sono ovunque.

Tra qualche anno la Porsche diventerà elettrica

Porsche Boxster EPorsche starebbe già sviluppando una vettura sportiva elettrica da lanciare tra qualche anno. Lo anticipa il giornale tedesco Auto Motor und Sport citando il presidente Matthias Müller.

Non si sa se saranno i futuri modelli di Boxster, sarà la berlinona Panamera o sarà il suv Cayenne a montare la trazione 100% elettrica che la Porsche sta sviluppando.

Si sa che lo sta sviluppando, secondo le parole del capo della Porsche Matthias Muller al giornale tedesco Auto Motor und Sport: “la Casa persegue lo sviluppo della tecnologia EV”.

Non è un fulmine a ciel sereno, Porsche ha già dimostrato il suo interesse nel campo delle auto elettriche con la 918 Spyder plug-in hybrid e, nel 2011, con tre prototipi di Boxster E che hanno girato per tre anni intorno a Stoccarda per un programma pilota. La Boxster E ha due motori elettrici, uno per ogni asse, che producono una potenza combinata di 240 CV e spingono la vettura da 0 a 100 km/h in 5,3 secondi e una velocità massima di 200 km/h.

Le questioni tecnologiche aperte sono due, e riguardano una l’assetto e stabilità di una vettura sportiva con un carico supplementare di pesanti batterie, l’altra l’autonomia. Sempre secondo le parole di Müller, l’autonomia a cui la futura Porsche tende dovrebbe arrivare a 400 km. Sarebbe un passo avanti considerevole, dato che la Boxster E di tre anni fa arrivava a 160 km.

Processi di apprendimento di un computer

Reti informaticheIl principale meccanismo di apprendimento di un computer si basa sul processo di memorizzazione delle informazioni.

Il tipo di codifica porta a stati del tipo tutto o niente, ma utilizzando una logica fuzzy si può memorizzare informazioni di tipo “sfumato” che consentono di gestire variabili soggette a incertezza e a conoscenza incompleta.

L'introduzione di algoritmi di tipo caotico consentono di rendere il sistema imprevedibile fornendo quella caratteristica tipicamente umana della contingenza e irripetibilità delle risposte. Le regole computazionali, con cui le connessioni tra i dati che costituiscono la memoria sono elaborati, potrebbero essere rafforzate o indebolite in modo da migliorare le prestazioni globali secondo criteri determinati dall'ambiente esterno.

È possibile utilizzare tecniche analoghe a quelle tipiche degli algoritmi genetici, in cui vi è una selezione naturale tra differenti procedure algoritmiche: l'algoritmo più efficace nasce per una specie di sopravvivenza del più adatto. In aggiunta vi possono essere elementi casuali incorporati nel modo in cui la macchina deve modificare le proprie prestazioni. In particolare è possibile utilizzare la variabile temporale per ottenere, tramite processi caotici, un effetto di pura casualità.

L'apprendimento può essere controllato da un esperto umano oppure basato su algoritmi di coerenza e non contraddizione. In particolare possono esistere due tipi di input: quello artificiale e quello naturale.

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