Ricordi associati all'uso di droghe


Ricordi associati all'uso di droghe

La realtà virtuale illumina il potere delle memorie associate alle droghe.

Il numero di decessi per overdose di droga negli Stati Uniti non è mai stato così elevato. La maggior parte di quei decessi - il 68 percento nel 2017 - ha coinvolto oppioidi. Si stima che 10 milioni di americani di età pari o superiore a 12 anni avessero abusato di oppioidi nel 2018.

Una nuova ricerca della Washington University School of Medicine, St. Louis, suggerisce che le intuizioni degli esperimenti di realtà virtuale potrebbero aiutare a interrompere il ciclo della dipendenza. I risultati sono stati presentati al 58° Meeting annuale dell'American College of Neuropsychopharmacology (ACNP) a Orlando, FL.

I ricordi associati all'uso di droghe, come il luogo in cui si sono verificati e chi era presente, possono scatenare il desiderio e infine ricadere. I ricercatori guidati dal dottoressa Sidney Williams, nei laboratori del Dottor Edward Han e del Dottor Jose Moron-Concepcion, hanno usato la realtà virtuale per studiare i meccanismi che alimentano questi ricordi.

Ai topi che giocavano a un videogame immersivo in realtà virtuale veniva insegnato ad associare una stanza specifica alla morfina. Nel loro cervello si sono formate memorie contestuali di quell'ambiente - legate alle circostanze emotive, sociali, spaziali o temporali di un evento - che in seguito hanno innescato un comportamento indirizzato alla ricerca della morfina.

I ricercatori hanno appurato che alcune cellule cerebrali chiamate 'cellule di posizione' (place cells), utilizzate per creare una mappa mentale dell'ambiente, erano attive in momenti importanti durante gli esperimenti, i ricercatori trovano - e il modello era diverso nella stanza associata alla morfina rispetto a una stanza associata a ricompense d'acqua.

Le 'cellule di posizione' (place cells) si trovano nell'ippocampo, la parte del cervello necessaria per la formazione della memoria contestuale. In questi esperimenti, gli investigatori hanno constatato una sorprendente diminuzione delle 'cellule posto' quando i topi cercavano la morfina nella stanza associata con la morfina, ma l'attività di quelle rimanenti 'cellule di posizione' è diventata più selettiva. Il cervello ha formato i ricordi della stanza associata con la droga in modo diverso rispetto ad altre stanze, concludono i ricercatori.

Autore traduzione riassuntiva e adattamento linguistico: Edoardo Capuano / Articolo originale: Virtual reality illuminates the power of opioid-associated memories

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