Bruno Chastonay: sfide future in una economia rallentata

Sfide future in una economia rallentata

In una economia la cui crescita è rallentata, aumento delle tensioni commerciali, riduzione dei margini di ricavo, dei dazi e sanzioni, costi trasporti ed energia, pressione fiscale, a fronte di un calo consumi, costi produttivi, cambiamenti normativi, bisogna svegliarsi e affilare le armi per le nuove e ulteriori sfide che si presentano davanti a noi.

Non basta la qualità, la serietà, dedizione, esperienza, lunga tradizione. Il mondo dei consumi e della percezione sono radicalmente cambiati, e la velocità di rotazione delle “mode” è all’estremo.

La pianificazione, gli investimenti necessitano di lungo tempo, elevata organizzazione e costi, impegno, mentre i mercati sono veloci e durano un lasso di tempo limitato. Ammortizzare diventa difficile e oneroso.

Informatica, tecnologia, marketing, e.commerce, internet, blockchain sono alcuni dei principali fattori che determineranno la capacità di COMPETIZIONE, che ci aiuteranno ad incontrare il consenso dei consumatori, a ridurre i prezzi di produzione, ad aumentare i margini di profitto, a velocizzare le catene produttive e amministrative, migliorando l’efficacia delle nostre azioni. ECONOMIA 4.0.

E non dobbiamo dimenticare i mercati finanziari, per il loro impatto sulla vita quotidiana di imprenditori e consumatori, del costo finanziamento e della accessibilità al credito, ai servizi delle banche.

TASSI bassi a lungo, con rinvio delle strette monetarie confermate, dal rallentamento e deterioramento della crescita economica globale, ma con livello DEBITI sia privati che governativi e societari ai livelli record massimi. Quindi aumento dello SPREAD, del differenziale del tasso da pagare per finanziamenti su quello di base ufficiale.

E ora le Banche centrali sono di nuovo in un momento di difficoltà, con la necessità di rientrare alla normalità dopo un periodo lungo di ampissima liquidità erogata, che ha creato TASSI NEGATIVI e BOLLE settoriali. Effetti negativi per i settori pensioni, fondi assicurativi di previdenza, effetti collaterali per immobili e mutui, auto e leasing, carte di credito. E il ritorno alla normalità in questa fase significherebbe RECESSIONE.

AUTO, settore che vede calare le proprie vendite, dopo avere pagato marcatamente per il Diesel-gate, e dei DAZI, e di fronte alla necessità di ampi capitali per il passaggio a ELETTRICO. Quindi calo margini utili, aumento delle pressioni per fusioni, accordi.

TELEFONIA MOBILE confrontata con l’implementazione del 5G, e quindi guerra entro i produttori, con la CINA al primo posto in questa tecnologia, e con costi molti più abbordabili. Necessità di ampi capitali per il suo sviluppo, e intensificazione della guerra da USA contro HUAWEI, perdite elevate per NOKIA, e ulteriori fusioni previste, fallimenti e sparizioni di marchi, anche grandi.

IMMOBILIARE e MUTUI, come settori di elevati timori per varie Nazioni, Città, vedi Australia, Canada, varie Città USA, con prezzi esplosi e ora in calo, con esposizioni elevate.

BANCHE settore in stress, dai tassi negativi, calo competitività e redditività, multe SEC USA, regolamentazioni, costi legal e compliance, esposizioni. Quindi ulteriori fusioni, riduzioni personale, necessità di riduzione costi e rischi. E senza ulteriori benefici dal QE banche centrali, con liquidità a buon mercato, e in forse il TLTRO (finanziamento liquidità lungo termine), di finanziamenti a lungo termine per compensare gli effetti negativi dei tassi zero. E ora pure gli ATTIVISTI in UK, EU, a contestare gli elevati salari e bonus.

POLITICA e GEOPOLITICA con ampi livelli di incertezze, tensioni, di una GUERRA COMMERCIALE innescata, e destinata a durare ancora per molto. Dal VOTO-EU, BREXIT, e USA contro VENEZUELA, SIRIA, IRAN, TURCHIA, URSS, CINA, NORD COREA, UKRAINA, IRAK, IMMIGRAZIONE MESSICO.

DEBITI globali record, con rischi su esposizioni di qualità inferiore, di settori corporates, o stati emergenti. In caso di un rialzo dei TASSI, o comunque del costo di finanziamento del debito (spread), la situazione da fragile diventerebbe velocemente di crollo, con rischi di contagio.

Quindi, anche se continuiamo a sentire OTTIMISMO sugli INDICI, ai CONSIGLI per gli acquisti profusi a iosa dagli interessati nel settore, ricordiamoci che siamo vicini ai record, e con i fondamentali economici in calo, fragili. Spinta dovuta ai fattori esposti sopra, di UTILI societari alimentati dalle politiche fiscali, rimpatrio fondi e capitali societari detenuti all’estero, fusioni e acquisizioni, dal rialzo petrolio e settore energia, la mancanza di alternative, l’ampia liquidità iniettata dalle banche centrali, dal rendimento zero che spinge alla spasmodica ricerca di rendimento, dalla troppa assuefazione alle notizie negative che non danno impatto, ai modelli di gestione tramite i fondi di investimento, hedge, cumulativi, settoriali, fondi pensione. Le sorprese, in negativo, hanno effetti marcati sui singoli TITOLI, in ampiezza e in velocità, alimentate da ampi limiti messi nel mercato, a protezione.

Con l’aumento delle incertezze i mercati finanziari vengono sempre più gestiti nel brevissimo termine, con un elevato utilizzo dei prodotti DERIVATI a copertura delle esposizioni, ETF, Futures, Opzioni, e di varie strategie, con ampie fluttuazioni entro i vari comparti, da QUALITÀ-RIFUGIO a PROPENSIONE al RISCHIO.

Nel settore di qualità-rifugio, abbiamo il dollaro, il franco svizzero, oro, lo yen, i bond statali primari come Us Treasury, utility. Come opportunità di investimento, con una certa qualità e potenzialità, Cina, Russia, Brasile, e un occhio a UK che al momento è in eccessiva negatività legata alla Brexit.

PRUDENZA e ATTENZIONE d’obbligo, anche se per il momento gli effetti negativi restano molto selettivi, vedi Argentina, Turchia, e mercati con il sostegno dai dati CINA, UK migliori delle aspettative, e di USA sempre in crescita, seppur rallentata.

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