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Gli Usa prevedono il Cyber-attacco alla Russia entro l'8 novembre

Gli Usa prevedono il Cyber-attacco alla Russia entro l'8 novembreTensione ai massimi livelli, tra Stati Uniti e Russia, mai così alta dai tempi della guerra fredda.

Colpa dei presunti attacchi hacker di Mosca e della clamorosa risposta di Washington, che ha fatto trapelare la possibilità di un cyber-attacco a Vladimir Putin.

Sul punto si esprime il generale Carlo Jean, esperto di geopolitica e strategie militari, il quale in un'intervista a Il Giorno spiega: “Il cyber attacco americano alla Russia, se ci sarà, verrà sferrato prima delle elezioni presidenziali dell'8 novembre”.

Secondo il generale “Washington potrebbe attaccare le centrali elettriche, far saltare la rete dei trasporti o le televisioni. Tutto ciò che è in rete è vulnerabile, persino il sistema pensionistico russo. Dipende solo da quale reazione vogliono far scattare. Gli Usa - sottolinea - hanno la capacità di mettere in ginocchio Mosca con un attacco informatico”.

Incalzato sulla possibilità che gli Usa svelino i tesori detenuti all'estero da Putin, Carlo Jean spiega che “di certo l'effetto non sarebbe devastante. Il presidente gode del favore dell'opinione pubblica”.

La CIA controlla i Mass Media occidentali

La CIA controlla i Mass Media occidentaliChe qualcosa non funzioni nell'informazione dei Mass Media occidentali è cosa risaputa e verificabile giornalmente ascoltando i vari notiziari o leggendo quotidiani che di “libera informazione” hanno ben poco.

In un mio editoriale di agosto dal titolo LA NUOVA PROPAGANDA FILO AMERICANA: I RUSSI NON MANGIANO I BAMBINI, LI BOMBARDANO, avevo già affrontato il problema della manipolazione giornalistica per favorire in Europa un sentimento anti- Russo e quindi preparare l'Occidente ad un prossimo conflitto devastante contro quella Nazione che molti Europei vorrebbero amica.

La teoria del complotto giornalistico contro Putin è stata anche denunciata dal Reporter giornalista tedesco Udo Ulfkottee editore del quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, che ha denunciato apertamente di essere stato pagato dalla Cia per disinformare, scrivere articoli non veritieri pro-Usa e UE ma contro la Russia in modo da condurre le masse europee ad appoggiare una guerra contro Putin.

In un'intervista rilasciata alle emittenti televisive RT e Russia Insiderd, il giornalista racconta come la CIA Americana corrompe e sottomette i media europei per fargli fare propaganda favorevole agli Stati Uniti e contraria alla Russia.

Trolls non solo negli Usa ma anche in Russia

Trolls>San Pietroburgo, in Russia, è la città simbolo della propaganda russa in rete: qui il Cremlino ha la sua “fabbrica di troll, ovverosia le sedi di due agenzie governative, l'Agenzia di ricerca Internet e l'Agenzia federale delle notizie, costituite per diffondere notizie false, informazioni monche e, in generale, per mistificare o inventare di sana pianta una realtà o un fatto e diffonderlo in rete.

Il Cremlino in realtà ha sempre negato dapprima l'esistenza delle agenzie e successivamente di esserne in qualunque modo collegato.

Centinaia di operatori creerebbero migliaia di account sui social network ogni giorno che diffonderebbero notizie provenienti da siti di notizie, creati anch'essi con le medesime modalità, per divulgare a macchia d'olio e rapidamente notizie infondate.

Il primo a parlarne è stato il New York Times nel giugno del 2015 partendo da alcuni fatti di cronaca infondati verificatisi negli Stati Uniti e dei quali si era parlato molto: uno degli esempi che spiegano meglio l'attività delle due agenzie russe riguarda la diffusione di alcune notizie false su Twitter nel dicembre 2013 a proposito di una epidemia di Ebola ad Atlanta. Per qualche ora fu il panico.

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