Fantapolitica

Elezioni italiane 2013: un'ingovernabilità non casuale

Beppe Grillo Non c’è da gioire. Ora la fregatura è evidente anche a chi si è svegliato tardi dal letargo e ha votato in buona fede Grillo pensando al cambiamento, non rendendosi conto che il ragioniere (a sua volta controllato da Casaleggio) è un altro pupazzo (consapevole o meno, non ha importanza) dello zio Sam.

Dunque, Italia allo sbaraglio calcolato a tavolino. Confusione, paralisi, compromessi di infimo profilo: ecco cosa si profila all’orizzonte tricolore. A Washington, però, hanno brindato al brillante risultato ben pianificato, ottenuto senza colpo ferire nel 51° Stato a stelle e strisce, annesso senza plebiscito, ma grazie agli accordi segreti di Cassibile ed al BIA del 1954. Casa Bianca, Di Dipartimento di Stato, Cia e Pentagono mantengono sotto le proprie grinfie lo Stivale, al pari delle multinazionali del crimine e dei mafiosi della finanza, a partire da Rockefeller e Rothshild.

Il comune denominatore generale: tutti fedeli servitori del padrone USA (e getta), a partire da mister Grillo che nel 2008 aveva segretamente incontrato l'ambasciatore Ronald Spogli (vedi rapporto a Washington). L’Europa dei banchieri che sta mettendo in ginocchio il Belpaese non si mette in discussione, alla stregua della Nato e dell’occupazione militare nordamericana della Penisola, imbottita di basi militari (compresi ordigni nucleari e chimici). Alcuni temi elusi: il signoraggio bancario (responsabile dell’enorme debito pubblico) e la giustizia sociale.

Vittoria di Pirro - Non stappa lo spumante il Partito democratico che si fa rimontare dall'impresentabile piduista Berlusconi.

Berlusconi è sicuro di recuperare l'Imu con un accordo fiscale con la Svizzera, ma Paolo Bernasconi precisa...

Paolo BernasconiL'ex procuratore di Lugano Bernasconi, e autore legge antiriclaggio, sulla proposta del Cavaliere di restituire l'Imu, con i soldi provenienti da un accordo fiscale con la Svizzera

“Nessuno al mondo è in grado di calcolare" l'ammontare di quanto frutterebbe all'Italia un accordo fiscale con la Svizzera e comunque vi è il rischio che questo venga bloccato da una richiesta di referendum che ritarderebbe il flusso “di almeno quattro o cinque anni".

A dirlo all'Adnkronos è l'avvocato e notaio svizzero Paolo Bernasconi, ex procuratore a Lugano e autore della legge elvetica antiriclaggio, raggiunto al telefono per un commento sulla proposta di Silvio Berlusconi di restituire l'Imu finanziando l'iniziativa con i proventi di un accordo fiscale con la Svizzera.

“Per prima cosa vorrei ricordare che il governo Berlusconi è stato per anni ferocemente avversario di questo tipo di accordi per molti motivi", esordisce Bernasconi. “Nel frattempo -aggiunge- in questi anni in Svizzera è maturata un'opposizione popolare che ha portato ad una richiesta di referendum contro lo stesso accordo con la Germania, l'Austria e la Gran Bretagna, per la quale sono state raccolte le centomila firme necessarie". “Se si facesse l'accordo con l'Italia -argomenta l'avvocato- ci sarebbe un'altra raccolta di firme con una successiva votazione popolare dall'esito quanto mai incerto, che comunque ritarderebbe il flusso desiderato da Berlusconi di almeno quattro o cinque anni".

Lo stato italiano 'viene in aiuto' dei cittadini autorizzando mille nuovi giochi online

Giochi onlineForse è solo un esempio in più di un'Italia in cui si predica in un senso di marcia e si razzola nell'altro. È il Paese in cui i partiti della maggioranza chiedono liberalizzazioni, ma bloccano le gare sulle concessioni demaniali.

È l'economia dalla quale tutti dicono che lo Stato deve ritirarsi, mentre la Cassa depositi e prestiti (controllata dal Tesoro) moltiplica le sue iniziative a sostegno delle imprese. Va dunque capito Luigi Magistro, nuovo direttore generale dei Monopoli dello Stato, se per un attimo è parso applicare lo stesso doppio senso di marcia anche a oggetti banali come le slot machine.

Quegli strani ingranaggi si stanno forse ritirando dai bar sotto casa o dalle sale Bingo di quartiere, a tutela dei cittadini, ma hanno appena fatto il loro ingresso dalla porta principale in un posto che conosciamo anche meglio: casa nostra (e il nostro smartphone).

Aveva detto appena una settimana fa Magistro in un'intervista al Corriere : sulle slot machine «dovremo intensificare i controlli, ma anche ripianificare la collocazione, evitandone la presenza vicino alle scuole, ai luoghi di culto, agli ospedali»; semmai, ha aggiunto Magistro, bisognerà «concentrare la presenza nel territorio» e «limitare al massimo l'introduzione di nuovi giochi».

Detto fatto. È appena asciutto l'inchiostro su quelle frasi, che dall'altro ieri le slot machine sono entrate nelle case (benché Magistro avesse dimenticato di dirlo).

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