Fantapolitica

Stanno ipotizzando un nuovo governo tecnico per l'Italia, non eletto dai cittadini

Ignazio ViscoIn 67 anni di Repubblica un post-elezioni così enigmatico e così incerto non c’era mai stato e in queste ore il compito di provare ad aprire un primo varco se l’è preso il leader del partito di maggioranza relativa, Pier Luigi Bersani.

Il segretario del Pd ha fatto la prima mossa, l’apertura a Grillo e su questa linea intende giocarsi le sue carte, ma in attesa che i partiti (compreso il Pdl) completino il loro lavoro istruttorio, sono iniziati a tutti i livelli i primi sondaggi per una soluzione diversa. Di tipo tecnico. Una soluzione di emergenza che si imporrebbe nel caso in cui i partiti non trovassero la «quadra» e lo spread tornasse ad impennarsi.

A quel punto la palla tornerebbe nelle mani del Capo dello Stato, al quale non resterebbe che esplorare la strada per un nuovo «Governo del Presidente». Nelle ultime ore un primo, informalissimo sondaggio è stato compiuto per verificare la (eventuale) disponibilità di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, l’istituzione italiana più prestigiosa all’estero.

Contatti super-riservati, destinati ad intensificarsi nei prossimi giorni e a cambiare di qualità nel caso in cui il contesto finanziario ed economico dovesse cambiare. Naturalmente l’ipotesi di un incarico al Governatore non ha nulla di concreto, appartiene alla sfera degli scandagli preliminari e dunque va presa con le molle anche la perplessità al riguardo attribuita al presidente della Bce Mario Draghi, che considera Visco una garanzia assoluta per la Banca d’Italia. Ma l’approdo ad un nuovo governo tecnico è soltanto l’extrema ratio, in un rosario che contempla altre due soluzioni.

Elezioni italiane 2013: un'ingovernabilità non casuale

Beppe Grillo Non c’è da gioire. Ora la fregatura è evidente anche a chi si è svegliato tardi dal letargo e ha votato in buona fede Grillo pensando al cambiamento, non rendendosi conto che il ragioniere (a sua volta controllato da Casaleggio) è un altro pupazzo (consapevole o meno, non ha importanza) dello zio Sam.

Dunque, Italia allo sbaraglio calcolato a tavolino. Confusione, paralisi, compromessi di infimo profilo: ecco cosa si profila all’orizzonte tricolore. A Washington, però, hanno brindato al brillante risultato ben pianificato, ottenuto senza colpo ferire nel 51° Stato a stelle e strisce, annesso senza plebiscito, ma grazie agli accordi segreti di Cassibile ed al BIA del 1954. Casa Bianca, Di Dipartimento di Stato, Cia e Pentagono mantengono sotto le proprie grinfie lo Stivale, al pari delle multinazionali del crimine e dei mafiosi della finanza, a partire da Rockefeller e Rothshild.

Il comune denominatore generale: tutti fedeli servitori del padrone USA (e getta), a partire da mister Grillo che nel 2008 aveva segretamente incontrato l'ambasciatore Ronald Spogli (vedi rapporto a Washington). L’Europa dei banchieri che sta mettendo in ginocchio il Belpaese non si mette in discussione, alla stregua della Nato e dell’occupazione militare nordamericana della Penisola, imbottita di basi militari (compresi ordigni nucleari e chimici). Alcuni temi elusi: il signoraggio bancario (responsabile dell’enorme debito pubblico) e la giustizia sociale.

Vittoria di Pirro - Non stappa lo spumante il Partito democratico che si fa rimontare dall'impresentabile piduista Berlusconi.

Lo stato italiano 'viene in aiuto' dei cittadini autorizzando mille nuovi giochi online

Giochi onlineForse è solo un esempio in più di un'Italia in cui si predica in un senso di marcia e si razzola nell'altro. È il Paese in cui i partiti della maggioranza chiedono liberalizzazioni, ma bloccano le gare sulle concessioni demaniali.

È l'economia dalla quale tutti dicono che lo Stato deve ritirarsi, mentre la Cassa depositi e prestiti (controllata dal Tesoro) moltiplica le sue iniziative a sostegno delle imprese. Va dunque capito Luigi Magistro, nuovo direttore generale dei Monopoli dello Stato, se per un attimo è parso applicare lo stesso doppio senso di marcia anche a oggetti banali come le slot machine.

Quegli strani ingranaggi si stanno forse ritirando dai bar sotto casa o dalle sale Bingo di quartiere, a tutela dei cittadini, ma hanno appena fatto il loro ingresso dalla porta principale in un posto che conosciamo anche meglio: casa nostra (e il nostro smartphone).

Aveva detto appena una settimana fa Magistro in un'intervista al Corriere : sulle slot machine «dovremo intensificare i controlli, ma anche ripianificare la collocazione, evitandone la presenza vicino alle scuole, ai luoghi di culto, agli ospedali»; semmai, ha aggiunto Magistro, bisognerà «concentrare la presenza nel territorio» e «limitare al massimo l'introduzione di nuovi giochi».

Detto fatto. È appena asciutto l'inchiostro su quelle frasi, che dall'altro ieri le slot machine sono entrate nelle case (benché Magistro avesse dimenticato di dirlo).

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