Disoccupazione

Le famiglie nelle 10 maggiori economie del mondo tengono i soldi in casa

Soldi in casaSecondo un recente articolo di Associated Press, "5 anni dopo il crollo della banca di investimenti americana Lehman Brothers, che scatenò una crisi finanziaria globale e fece traballare la sicurezza in ogni parte del mondo, le famiglie nei maggiori paesi del mondo hanno grande sfiducia negli investimenti".

'non ci vuole molto per distruggere la fiducia e la sicurezza'

Una analisi della AP in famiglie nelle maggiori 10 economie del mondo, ha trovato che queste ultime stanno spendendo con molta cautela. In aggiunta hanno tolto centinaia di miliardi di dollari dalle borse e hanno tagliato il ricorso ai prestiti, per la prima volta in decenni, mentre hanno messo denaro in bonds e risparmi, nonostante il fatto che questi offrano un minuscolo interesse che spesso non corrisponde alla inflazione.

In una economia globale che si basi sul consumo come linfa vitale, quando questo scivola via lo stesso succede alla crescita in impeghi e salari, specialmente in USA, la nazione con la maggiore classe di consumatori e la maggiore economica mondiale.

Ma anche altrove il fatto di risparmiare di più e spendere meno sta avendo effetti negativi. In Europa continentle, la disoccupazione in molti Paesi ha superato il 35 percento tra i giovani e queste cifre non sono destinate a scendere a breve termine.

Nei paesi industrializzati del G20 ci sono ben 93 milioni di disoccupati

DisoccupatpIl G20, l’insieme dei paesi industrializzati, nasconde una verità che viene sistematicamente taciuta: conta ben 93 milioni di disoccupati.

Del G20 fanno parte: Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Brasile, Italia, India, Canada, Russia, Australia, Messico, Corea del Sud, Turchia, Indonesia, Arabia Saudita, Argentina, Sud Africa e Unione europea (ad eccezione di DE, FR, UK e IT).

La cifra di 93 milioni era stata confermata venerdì 12 luglio dal direttore generale dell’International Labor Organization, Guy Rider: “Senza azioni immediate questa cifra è destinata a salire rapidamente – aveva aggiunto.

La maggior parte delle nazioni industrializzate è incapace di produrre nuovi posti di lavoro. Il 30% di questi 93 milioni di disoccupati è senza lavoro da più di un anno.
Le cose non sembrano poter migliorare. La fiducia nel commercio mondiale è al suo punto più basso dai tempi dell’ultima recessione, malgrado i media riportino cifre fornite dai governi secondo cui il tasso di disoccupazione “è leggermente calato”.

Le cifre andrebbero esaminate a fondo per rendersi conto dell’esatta gravità della situazione.

Per citare solo gli Stati Uniti, dove il presidente Obama si ostina a rassicurare che l’economia è in ripresa e la creazione di nuovi posti di lavoro è una realtà, si potrebbe considerare la percentuale della popolazione che lavora e si vedrebbe che sta calando progressivamente, non dall’inizio della crisi economica nel 2008, ma già dal 2000.

Le elezioni non muteranno la drammatica realtà in cui si trova l'Italia

Bandiera italianaFacciamo finta che il 25 Febbraio 2013 si possa ragionevolmente formare una maggioranza alla Camera e al Senato. Partono le consultazioni del Quirinale e viene incaricato un presidente del consiglio in pectore.

Dopo una decina di giorni arriva la fiducia delle camere, dopo 2 settimane dal voto si riunisce il primo consiglio dei ministri (scenario molto ottimistico).

Facciamo anche finta che il nuovo governo impieghi altre 2 settimane per fare una ricognizione sui conti e decidere le prime misure di politica economica. Siamo alla fine di marzo, fine del primo trimestre 2013: quali saranno le condizioni economiche di partenza?

Possiamo ragionare sui dati macro di Dicembre e Gennaio i quali sono un disastro assoluto ad eccezione della bilancia commerciale. Bilancia commerciale che però andrebbe letta anche attraverso il crollo dell’import causato dal collasso di consumi interni.

Ecco ho tentato di fare una difficilissima previsione su quelli che saranno gli aggregati macro principali: Debito/PIL ; Deficit/PIL; Disoccupazione;

Forse la cosa più facile da stimare è il PIL generato Italiano al 1 primo trimestre 2013 (cioè marzo 2012-marzo 2013). Guardando la relazione fra indicatori economici (specie consumo di energia, gas e petrolio) stimo prudenzialmente che il PIL italiano calerà da Dicembre 2012 a Marzo 2013:

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