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In futuro i lavoratori verranno sostituiti dall’intelligenza artificiale

Disoccupazione a causa della robot"La potenza dei computer e robot aumenterà massicciamente nei prossimi anni, grazie anche all’intelligenza artificiale. Metà dei posti di lavoro rischiano di essere sostituiti. La probabilità che gli impiegati negli uffici saranno presto sostituiti dai computer, secondo uno studio è di oltre il 90 per cento. Quindi un reddito di base incondizionato potrà essere la risposta umanistica all’automazione spinta dei processi lavorativi.

Tassisti, cassieri e contabili tra 20 anni non esisteranno più come professioni. Uno studio molto citato della Oxford University ha stimato che in 20 anni, la metà di oggi esistente nei lavori degli Stati Uniti scomparirà.

Un articolo sul sito della BBC, con possibilità di indicare la propria professione, riporta la probabilità che questa professione tra 20 anni esista ancora.

Al posto di questi lavori ci saranno dei computer – sia come robot fisici che come software invisibili. A differenza di prima, questa volta anche i ben qualificati saranno colpiti. In Svizzera, saranno interessati circa 100.000 posti di lavoro. Anche con l'invenzione della macchina a vapore nel 1712 le macchine hanno sostituito persone. Ma finora, abbastanza nuovi posti di lavoro sono stati creati sempre altrove.

I computer possono sostituire i lavoratori?

Lavori al computerMcKinsey ha pubblicato uno studio sul rischio posto dall’automatizzazione del lavoro.

I consulenti hanno analizzato 750 professioni e sono giunti alla conclusione che circa il 45% di tutte attività lavorative possono essere automatizzate.

Questa automatizzazione utilizza tecnologie già esistenti o la cui validità è già stata dimostrata.

Inoltre il 60% delle occupazioni sono a rischio di automatizzazione per il 30% delle attività.

In pratica, anche se il tuo lavoro non verrà completamente automatizzato, una significativa porzione di automatizzazione avrà ripercussioni enormi sul mercato del lavoro.

McKinsey ha anche creato uno strumento interattivo che ti permette di capire il rischio relativo alla tua professione.

I dati si riferiscono al mercato del lavoro statunitense ma l’impatto dell’automatizzazione sarà simile in tutte le economia avanzate.

Ci sono alcune professioni che sono completamente automatizzabili.

Clarbruno Vedruccio crea uno scanner che vede i tumori

Clarbruno VedrucciCLARBRUNO VERDUCCIO COSTRUISCE UNA SONDA CONTRO LE MINE ANTIUOMO E SCOPRE CHE INTERAGISCE CON IL SUO CORPO. Un tubo lungo 30 centimetri che permette di scoprire i tumori non appena cominciano a formarsi.

Una sonda elettromagnetica che vede qualsiasi infiammazione dei tessuti. Un esame che dura appena 2-3 minuti, non è invasivo, non provoca dolore o disagi al paziente, e fornisce immediatamente la risposta. Un test innocuo, ripetibile all’infinito e senza togliersi i vestiti, che ha una precisione diagnostica come minimo del 70% ma, se eseguito da mani esperte, può arrivare anche al 100% di attendibilità.

Uno strumento rivoluzionario, poco ingombrante, portatile, che si può usare ovunque e che non necessita di mezzi di contrasto radioattivi, lastre fotografiche o altro materiale di consumo. Un’apparecchiatura che si compra, anzi si comprava, con 43.000 euro più Iva, contro i 3-4 milioni di euro di una macchina per la risonanza magnetica, i 2 milioni di una Pet e il milione e mezzo di una Tac, tutt’e tre con costi di gestione elevatissimi.

Allora chi e perché ha paura del bioscanner, nome commerciale Trimprob?

Non certo i potenziali pazienti, che potrebbero individuare per tempo la malattia. Non certo il ministero della Salute, che lo ha inserito nel repertorio dei dispositivi medici del Servizio sanitario nazionale. Non certo il professor Umberto Veronesi, che lo ha sperimentato nel suo Istituto europeo di oncologia di Milano e ne ha decantato la validità. Eppure la Galileo Avionica, società del colosso Finmeccanica, ha annunciato la chiusura della Trim Probe Spa, l’azienda che lo produceva e lo commercializzava, messa in liquidazione in quanto ritenuta non più strategica nell’ambito di un gruppo internazionale specializzato nei mezzi di difesa militare.

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