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Rio+20, l'obesità alle stelle dei Paesi ricchi devasta il pianeta

ObesitàDivorare le risorse della Terra con voracità e fame insaziabile. Lo fanno, più di altri, i Paesi industrializzati in cui il tasso di popolazione obesa è alle stelle. L’obesità dilaga ed il maggiore indice medio di massa corporea della popolazione corrisponde ad un maggior impatto ambientale, tassi più alti di inquinamento, un maggior consumismo.

Lo rivela uno studio presentato in occasione di Rio+20, pubblicato su BMC Public Health, a cura della London School of Hygiene & Tropical Medicine. Il peso della popolazione adulta mondiale è di quasi 287 milioni di tonnellate, di cui 15 milioni dovuti al sovrappeso e 3,5 milioni all’obesità.

Non sorprende affatto che la popolazione con il tasso più alto di obesità si concentri nei Paesi ricchi. Sul banco degli imputati una cattiva alimentazione, la sedentarietà, lo stress, stili di vita scorretti, fattori genetici ed ambientali, la mancanza di vita all’aria aperta e del contatto diretto con la natura.

Il deserto avanza, pure in Europa

AssetatoÈ ormai il momento di un nuovo contratto di equità tra gli esseri umani, e tra essi e la natura. Non sarà facile, ma è necessario

Il groviglio con filo spinato fatto di debito e euro barcollante, di feroce aggressione dei mercanti di danaro e derivati che propagano la loro dittatura, assieme al cumulo di lacrime e sangue imposto ai popoli da governi imbelli o complici, rischia di strangolare qualunque altra dimensione del vivere civile e sociale. Per esempio l'ambiente, il rapporto uomo natura. Con quella cosa da niente che si chiama cambiamento climatico e/o riscaldamento globale, di cui si discuteva a Durban, con poco successo di pubblico e di critica, in verità. E dire che qualcuno parla addirittura di possibile "olocausto climatico".

Ora non è certo che il mutamento del clima sia globale e permanente, però indizi pesanti di cambiamento si vedono e toccano con mano. Non nel deserto del Sahel, ma nella ben più vicina Romagna, nonché nelle Marche e in Toscana, attanagliate dalla siccità. Ecco un titolo comparso sulla stampa locale il 27 novembre: Siccità in Romagna. Ecco l'ordinanza, da domani acqua razionata, multe salatissime per chi non la rispetta. Il bacino della diga di Ridracoli è quasi a secco, e rischia di rimanere completamente senz'acqua. L'ordinanza riguarda le province di Ravenna, Forlì - Cesena e Rimini. In seguito all'avviso diramato dalla Protezione civile regionale, le autorità locali hanno imposto a tutti gli utenti di limitare il consumo dell'acqua delle rete idrica agli stretti bisogni igienico-sanitari e domestici. Fino al 31 maggio dalle 8 alle 21 di tutti i giorni è vietato il lavaggio di cortili, piazzali, veicoli, innaffiamento giardini, orti e prati. Senza limite di orario, quindi per tutte le 24 ore, non si potranno riempire piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino e il funzionamento di fontanelle a getto continuo (il funzionamento di fontane pubbliche o private è consentito solo se dotate di apparecchiature per il ricircolo dell'acqua).

Coldiretti: crollo dei prezzi alla produzione per alcuni alimenti della dieta mediterranea

FrumentoLa Coldiretti, oggi, con un suo comunicato, rende noto come alcuni degli alimenti base della dieta mediterranea, fanno registrare un crollo dei prezzi alla produzione. Sono l'olio, con un -30%, il grano

tenero, con un -15% e la frutta, con un -10%, a destare le maggiori preoccupazioni. Inoltre, anche il riso risulta in calo del 26%. Questi sono solo alcuni dei dati che emergono da un'analisi della Coldiretti, sulla base dell’indice Ismea, in occasione della diffusione dei dati Istat sulla produzione industriale.

Inoltre, complessivamente “ad aprile nel settore agricolo si registra una flessione del 3 per cento delle quotazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

L'organizzazione dei coltivatori diretti, precisa come siano soprattutto i prezzi delle produzioni vegetali, a far registrare un calo più marcato nell'ordine del 5%. Tuttavia, risultano stabili i prezzi di produzione dell'allevamento, con un +0,3%. Invece, si attestano in calo, con un -4%, i prezzi alla produzione del latte e dei derivati, mentre “aumentano le quotazioni degli animali da carne che devono però scontare un forte rincaro nei costi di produzione”.

La Coldiretti poi fa notare come, a differenza del calo che si è verificato alla produzione, “i prezzi al consumo dei prodotti alimentari e delle bevande hanno continuato a salire nel mese di maggio del 2,1 per cento rispetto all’anno precedente, contribuendo al calo dei consumi”.

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