Statistiche

Eurozona: l’economia italiana è andata sempre a rilento rispetto agli altri paesi

Dopo quasi due decenni dalla creazione dell’euro, la moneta unica, gli italiani sono i grandi sconfitti tra i 19 paesi membri. Era gennaio del 1999 quando 11 paesi membri dell’Ue decisero di adottare come moneta unica l’euro e poi sono stati raggiunti dalla Grecia.

Nel 2002 l’euro è entrato ufficialmente in circolazione e nel 2015 la Lituania è diventato il 19esimo paese membro.

Secondo i calcoli di Bloomberg sulla base delle statistiche 2015 e le stime 2016 dell’Unione europea, il prodotto interno lordo pro capite in termini reali del belpaese si è ridotto dello 0,4% negli ultimi 18 anni.

Mentre l’economia italiana si è espansa del 6,2% a partire dal 1998, la sua popolazione è aumentata del 6,6%, dimostrandosi così l’unico paese con un calo del Pil pro capite rispetto al 1998.

“Il confronto con gli altri paesi mostra chiaramente che l’economia italiana si è espansa ad un ritmo troppo lento e sarà molto difficile cancellare nei prossimi anni il divario con le altre economie che sono tornate già ai livelli pre crisi e addirittura li hanno superati”.

Eurispes: metà delle famiglie italiane sono indigenti

In Italia indigenti metà delle famiglieAncora sacche di disagio e difficoltà economiche per gli italiani, tanto che quasi la metà delle famiglie non riesce a far quadrare i conti e arrivare a fine mese.

L'impasse emerge dal Rapporto Italia 2017 diffuso oggi dall'Eurispes.

Secondo l'Istituto di Studi Politici Economici e Sociali, ben il 48,3% delle famiglie non riesce ad arrivare alla fine del mese e il 44,9% per arrivarvi sono costrette a utilizzare i propri risparmi, così solo una famiglia su quattro risparmia.

Le rate del mutuo per la casa sono un problema nel 28,5% dei casi, mentre per il 42,1% di chi è in affitto lo è pagare il canone. Il 25,6% delle famiglie ha inoltre difficoltà a far fronte alle spese mediche.

Molti hanno dovuto mettere in atto strategie anti-crisi come tornare a casa dai genitori (13,8%), farsi aiutare da loro economicamente (32,6%) o nella cura dei figli per non dover pagare nidi privati o baby sitter (23%).

Ingerenze nelle elezioni in paesi stranieri: gli Usa le ha sempre fatte

Interferenze Usa nei risultati delle elezioniMentre infuriano le polemiche per le (del tutto presunte) interferenze russe nelle elezioni presidenziali americane, Vocativ commenta una recente ricerca in cui si contano almeno 81 casi di interventi americani in 45 paesi, dal dopoguerra ad oggi, volti a condizionare l’esito delle elezioni politiche (senza contare i colpi di stato militari). Il motivo per cui — fingiamo pure che il fatto sussista — un certo establishment americano sta gridando allo scandalo e rialzando una cortina di ferro, non è altro che quello che lo stesso establishment americano ha sempre fatto verso il resto del mondo.

Una nuova ricerca mostra che l’America ha una lunga storia di ingerenze nelle elezioni in paesi stranieri.

Il tentativo della Russia di influenzare le elezioni del 2016 continua ad ossessionare i politici americani, e intanto l’amministrazione Obama ha contrattaccato con una serie di azioni punitive contro i servizi segreti e i diplomatici russi. Giovedì [29 dicembre 2016] la Casa Bianca ha deciso di espellere 35 diplomatici sospettati di essere agenti dell’intelligence russa operanti negli Stati Uniti, e ha deciso di imporre sanzioni alle due maggiori agenzie di intelligence del Cremlino, in risposta a ciò che gli USA ritengono essere una serie di cyber-attacchi condotti dalla Russia durante la campagna presidenziale. Per il momento il presidente russo Vladimir Putin ha indicato che non ci saranno rappresaglie, ma la situazione potrebbe cambiare.

Analfabetismo dilagante in Italia. Non è un problema solo italiano

AnalfabetismoNon è affatto un titolo sparato, per impressionare; anzi, è un titolo riduttivo rispetto alla realtà, che avvicina la cifra autentica all'80 per cento. E questo vuol dire che tra la gente che abbiamo attorno a noi, al caffè, negli uffici, nella metropolitana, nel bar, nel negozio sotto casa, più di 3 di loro su 4 sono analfabeti: sembrano “normali” anch'essi, discutono con noi, fanno il loro lavoro, parlano di politica e di sport, sbrigano le loro faccende senza apparenti difficoltà, non li distinguiamo con alcuna evidenza da quell’unico di loro che non è analfabeta, e però sono “diversi”.

Quel è questa loro diversità?

Che sono incapaci di ricostruire ciò che hanno appena ascoltato, o letto, o guardato in tv e sul computer. Sono incapaci!

La (relativa) complessità della realtà gli sfugge, colgono soltanto barlumi, segni netti ma semplici, lampi di parole e di significati privi tuttavia di organizzazione logica, razionale, riflessiva. Non sono certamente analfabeti “strumentali”, bene o male sanno leggere anch’essi e – più o meno – sanno tuttora far di conto (comunque c'è un 5 per cento della popolazione italiana che ancora oggi è analfabeta strutturale, “incapace di decifrare qualsivoglia lettera o cifra”); ma essi sono analfabeti “funzionali”, si trovano cioè in un'area che sta al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura o nell'ascolto di un testo di media difficoltà. Hanno perduto la funzione del comprendere, e spesso – quasi sempre - non se ne rendono nemmeno conto.

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