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L'Inps sta preparando nuove norme per i pensionati delocalizzati

Pensionati delocalizzatiRappresenta uno dei temi economici di cui mi interesso maggiormente e su cui ho avuto modo di indagare tanto sul fronte fiscale quanto su quello economico in più paesi: sto parlando della delocalizzazione della vecchiaia. Ho vissuto, lavorato e studiato in paesi che ne hanno fatto un proprio vanto nazionale, mi riferisco ad esempio a Malta, Cipro, Spagna e Portogallo che oggi rappresentano le principali destinazioni per delocalizzare non solo la propria attività, ma soprattutto la parte finale della propria vita almeno per noi cittadini europei.

Sono già stati scritti numerosi approfondimenti a riguardo negli anni passati, tuttavia desidero soffermarmi ulteriormente su questo tema visto quanto inizia ad aleggiare in Italia in riferimento all’aspetto finanziario ed economico di questo fenomeno che ovviamente impatta sull’intero comparto pensionistico italiano.

Andiamo per gradi. Si stimano oltre 473.000 pensionati italiani che vivono fuori dei nostri confini, i quali sono beneficiari di pensioni per oltre 1.2 miliardi di euro.

In Italia la crisi colpisce al cuore i meno abbienti

In Italia la crisi colpisce al cuore i meno abbientiLa crisi economica non provoca solo danni in tavola agli italiani, ma aumenta anche i problemi acuti per la salute. L’allarme viene dal congresso della Società Europea di Cardiologia – che si tiene a Roma – secondo cui la salute può diventare una vera emergenza nei prossimi anni.

Famiglie in difficoltà e anziani con pensioni minime

“La crisi economica degli ultimi anni ha di fatto aumentato questa fascia della popolazione lasciandosi alle spalle una schiera di disoccupati, famiglie in difficoltà ed anziani con pensioni che non consentono di provvedere adeguatamente alle proprie cure”: ha detto il professor Michele Gulizia – Direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania.

Potrebbe scaturirne un’emergenza

“Si tratta – ha aggiunto – di una situazione che potrebbe in pochi anni rappresentare una vera e propria emergenza di salute pubblica, si stima infatti che proprio le malattie cardiache saranno maggior problema sanitario dei prossimi anni nei paesi occidentali”.

Una ricerca su 30.000 uomini e donne

Quasi il 50% dei cittadini statunitense non ha soldi per le cure impreviste

Povertà negli Stati UnitiNegli Stati Uniti d’America il 47% della popolazione non è in grado di affrontare spese mediche impreviste. Anche solo il far ricorso al pronto soccorso diventa un problema per quasi la metà della popolazione.

Questi cittadini non vi potranno accedere senza prima aver ricevuto un prestito oppure venduto qualcosa. Una situazione davvero paradossale per quella che ancora viene definita ‘la terra delle opportunità’, il luogo dove chiunque può realizzare ‘il sogno americano’.

Un’inchiesta condotta dalla Federal Reserve, ripresa da The Atlantici ha portato alla luce questo dato sorprendente, in un articolo scritto dal giornalista Neal Gabler, il quale ha affermato di identificarsi in questa fascia di popolazione che non può permettersi cure mediche inaspettate come una visita al pronto soccorso.

La circostanza evidenzia come negli Sati Uniti d’America stia scomparendo la classe media, sempre più impoverita. Proletarizzata si sarebbe detto qualche anno addietro.

Dalla lettura di alcuni dati si può ricavare una nitida fotografia della situazione sul suolo nordamericano:

Coccodrilli: torture per borse e cinturini

CoccodrilloLa pelle di coccodrillo è utilizzata in molti modi: per la produzione di scarpe, borselli, cinture e cinturini, ma anche di intere borse.
La Protezione Svizzera degli Animali invita l'industria svizzera dei beni di lusso a rinunciare alla pelle di rettili prodotta in maniera crudele, sfruttando al suo posto le sempre più numerose pelli di animali svizzeri provenienti da allevamenti rispettosi degli animali.

Alle Mauritius, nel parco naturale La Vanille, c’è un allevamento di coccodrilli: sono i coccodrilli del Nilo che vengono allevati per la produzione di pelle.

Il coccodrillo del Nilo è il più grande coccodrillo dell'Africa, e può raggiungere i quattro metri di lunghezza. Durante il giorno, i coccodrilli del Nilo si godono per lo più il sole sulla riva, di notte vanno in acqua per cacciare... se potessero. Già, perché in questo parco naturale i rettili finiscono dopo una breve vita, tra le altre cose, come decorazioni da parete, o come orrendi trofei per i turisti.

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