Cambiamenti climatici

Il Cile studierà le nubi antartiche per misurare gli effetti dei cambiamenti climatici

Il Cile studierà le nubi antartiche per misurare gli effetti dei cambiamenti climaticiUn centinaio di esperti studieranno gli effetti dei cambiamenti climatici in Antartide con il lancio a novembre di radiosonde e palloni meteorologici, nel quadro dei contributi che il Cile farà un anno dopo le previsioni polari dell'Organizzazione meteorologica mondiale.(1)

“L'Antartide è il luogo migliore per misurare gli effetti del cambiamento climatico, il posto in cui si cerca di prevedere le anomalie climatiche attese negli emisferi”, ha spiegato lo scienziato Raúl Cordero.(2)

L'accademico del Dipartimento di Fisica dell'Università di Santiago(3) partecipa a questa iniziativa, sponsorizzata dall'Organizzazione meteorologica mondiale, che coinvolge decine di paesi con lo scopo di studiare l'atmosfera dei poli e che durerà fino a metà del 2019.

La combinazione – spiega Cordero - tra gli effetti del riscaldamento globale e il buco dell'ozono ha causato cambiamenti significativi nell'atmosfera antartica, quindi studiare quell'area “comprenderà il futuro” del pianeta.

“La ricerca scientifica del Cile prevede misurazioni dello spessore ottico delle nuvole e della frazione di ghiaccio nella nuvolosità, Dati necessari per calibrare i modelli meteorologici, le misurazioni satellitari e migliorare le proiezioni”, ha affermato lo scienziato.

Entro il 2090 le Alpi centrali saranno senza ghiacciai

Alpi, cambiamenti climaticiA causa dei cambiamenti climatici il 90% dei ghiacciai nelle Alpi della Svizzera centrale si scioglieranno entro il 2090. Lo rivela uno studio dell'Università di Friburgo, reso noto oggi dall'ufficio per la protezione dell'ambiente del canton Uri.

La preoccupante analisi della situazione, realizzata su incarico della commissione di sorveglianza del Lago dei Quattro Cantoni, si basa anche sul dettagliato inventario dei ghiacciai, che comprende misurazioni iniziate nel 1850.

Gli scienziati hanno esaminato il futuro dei ghiacciai presupponendo che le temperature entro la fine del secolo aumenteranno di quattro gradi Celsius.

Secondo i dati, nel bacino imbrifero della Reuss tra il 1973 e il 2010 è scomparsa una superficie vicina ai 15 chilometri quadrati di nevi perenni e un volume di 1,4 chilometri cubi di ghiaccio.

Nel 2010 l'area ancora ricoperta dalla massa di ghiaccio si estendeva per circa 60 chilometri quadrati, l'equivalente di metà Lago dei Quattro Cantoni, sottolinea un comunicato odierno dell'ufficio urano.

I nove punti del disastro ambientale globale

Cambiamenti climaticiCarestia, collasso economico, un sole che ci cuoce: cosa possono infliggerci i cambiamenti climatici – più presto di quello che pensiamo.

1. Il giorno del giudizio

Sbirciando oltre le reticenze scientifiche…

E’ peggio di quello che pensate, ve lo assicuro. Se le vostre preoccupazioni sul riscaldamento globale sono dominate dalla paura per l’innalzamento del livello del mare, state appena scalfendo la superficie dei terrori possibili, anche riferendosi al tempo di vita di un teenager di oggi. E si che il rigonfiarsi dei mari – e le città che affogheranno – hanno dominato l’immagine del riscaldamento globale, e così travolto la nostra capacità di panico climatico, impedendoci di percepire altre minacce, molto più a portata di mano. L’innalzamento degli oceani è una brutta cosa, in effetti molto brutta; ma fuggire dalle coste non sarà sufficiente.

Di certo, non essendoci un adeguamento significativo del modo di vivere di miliardi di persone, parte della Terra diventerà probabilmente pressoché inabitabile, e l’altra parte terribilmente inospitale, prima della fine del secolo.

Anche quando abbiamo l’occhio allenato ai cambiamenti climatici, non riusciamo a comprendere il suo scopo.

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